Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

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Rufus
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Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da Rufus » ven 20 nov 2015, 8:01

Salve,
Vi chiedo un consiglio, penso che magari qualcuno ci sia già passato e forse può aiutarmi a mettere in ordine i pensieri. Dopo un anno di cure, anche sperimentali, il dottore mi ha chiamato dicendo che a mio padre rimangono circa due mesi di vita. Lui sa che la situazione è grave, ma, come me, ma penso non si sia mai immaginato così grave. Vi chiedo, se è successo a qualcuno di voi, come vi siete comportati, cioè glielo avete detto o no, e come l'ha presa il vostro caro. Grazie infinite a chi condividerà la sua esperienza.

Simona Bellotti
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da Simona Bellotti » ven 20 nov 2015, 10:59

Ciao Rufus,
mi dispiace immensamente per tuo padre.
Io ci sono passata con mio padre e posso dirti come abbiamo fatto, senza tuttavia sapere se sia stata la scelta migliore o no.
Noi non abbiamo detto niente fino alla fine. Mio padre stava malissimo ed aveva capito che era la fine, ma era tanto sofferente e tanto spaventato, che abbiamo preferito non confermare mai le sue parole.
Un abbraccio

Rufus
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da Rufus » ven 20 nov 2015, 12:40

Ciao Simona,
ti ringrazio di aver condiviso quello che hai passato.
Il mio timore principale e' quello di lasciarlo pensare che ci sia ancora tanto tempo e non si prepari alla cosa, se esiste un modo per prepararsi. Ho paura che si trovi ad un certo punto con le cose che precipitano e non gli rimanga il tempo di trovare la serenita' per affrontare la cosa. Da tanti discorsi che fa sembra che non abbia compreso (o voglia non comprendere veramente) la gravita'. Non lo so se devo forzarlo ad affrontare la cosa o attendere che sia lui con i suoi tempi (che devono pero' essere stretti), sinceramente.

delena
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da delena » ven 20 nov 2015, 14:30

Ciao Rufus, ti racconto ciò che ho vissuto sperando ti possa essere di aiuto nel decidere cosa fare.
La mia compagna ha sempre "negato" che potesse morire attaccandosi alla vita combattendo sperando e illudendosi volontariamente. Piú iniziava a capire che poteva morire piú si illudeva di potercela fare.. ma in cuor suo sicuramente sapeva.. io l'assecondavo non tanto per nascondere la verità ma per darle serenità visto che comunque di tempo ce n'era ancora tanto.. insomma finche c'è vita é giusto viverla é inutile pensare alla morte.. tanto quella arriva da sola e sprecare tempo a pensarci è dargliela vinta prima.
Però poco prima che arrivasse il momento è stata lei stessa a dirmelo.. ed io lì non ho negato nulla .. semplicemente l'ho ascoltata.. ne abbiamo parlato e abbiamo pianto, e poi abbiamo vissuto i giorni che rimanevano ogni secondo come fosse l'ultimo.. ti posso dire per la mia esperienza che anche loro hanno bisogno di prepararsi di parlarne di salutare ciò che perderanno.. di esprimere i propri dubbi timori e paure... e la loro preoccupazione per quelli che lasceranno.. e qui noi dovremmo essere bravi nel rassicurarli e lasciarli andare liberi da ogni peso..
Posso solo dirti che se tuo padre ha bisogno di credere che vada bene lasciaglielo credere per farlo star sereno.. ma se nel guardarlo sai che sa.. e secondo te ne vorrebbe parlare ma non lo vuole fare prendi tu l'iniziativa..
Ai giorni nostri la morte è un tabú e parlarne è quasi un peccato.. eppure esiste e fa parte della vita.. parlarne aiuterebbe ad averne meno paura..
Non so che tipo sia il tuo babbo.. se sai che è in grado di affrontare l'argomento fallo sarà un importante momento di condivisione per entrambi.
Un caro abbraccio a te e al tuo babbo!!

Rufus
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da Rufus » ven 20 nov 2015, 19:02

Grazie Delena, mi trovo nella stessa situazione, mio padre è una persona molto colta, intelligente e sensibile. Dubito che non abbia colto la gravità della situazione, anche se il dottore con lui non ha mai detto queste cifre. Sinceramente mi sarei aspettato da lui una accettazione serena, ma penso che, la reazione di fronte a questa paura che più vai avanti nel tempo e più si concretizza nella peggiore ipotesi che ti avevano fatto di volta in volta, sia di combattere come sempre hai fatto finora. Penso sia molto difficile ad un certo punto smettere di lottare quando la malattia ti ha costretto finora a farlo con tutte le tue forze. Quello che vorrei è la massima serenità per lui, e penso che se non me lo chiede, vuol dire che non vuole saperlo, quindi lo rispetto nella sua scelta.

Avefenix
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da Avefenix » ven 20 nov 2015, 19:16

Caro Rufus
Nessuno sa cuando questo evento accadrà. L'orologio biologico di ogni persona è diverso. Cuando mio marito era veramente grave, un amico medico mi ha detto. - non ce niente da fare. . . a questo punto arriva lui e lo sente. - Cuanto? Ha chiesto. No poi capire la reazione nostra.
- dissi- Allora da oggi in poi voglio che tutti mi aiutino a dimenticare la malattia. Sono vivo e mi godo quel che me resta. Tornò al lavoro. Si alzava spensierato. Cena a casa con amici e parenti. Un anno dopo arriva il coma e ci lascia. Un anno incredibile per i medici. Magrissimo, debole ma coraggioso. Sii forte ed aiuta tuo padre, con tanto amore sempre. Un abbraccio vero.
La morte di un uomo mi toglie sempre cualcosa, perche io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedete mai per chi suona la campana : essa suona per noi.

veronicaf
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da veronicaf » ven 20 nov 2015, 20:00

Ciao Rufus. Mi dispiace tanto per il tuo papà. Io non ho mai detto la verità al mio, gli ho sempre detto che sarebbe stato meglio. E lui fino a 2 mesi prima di morire con questa convinzione è andato avanti sereno ed ha fatto tutto ciò che desiderava. Poi la malattia ha preso il sopravvento e lui l'ha capito da solo che era la fine. Il consiglio che ti posso dare è che dipende dal carattere di tuo padre. Il mio aveva paura della morte e quindi era meglio mentire.
Quando curi una malattia puoi vincere o perdere. Quando ti prendi cura di una persona vinci sempre.

delena
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da delena » ven 20 nov 2015, 22:28

Quando la paura della morte entra in te non c'è reazione logica che tenga.. è in gioco il tuo essere.. e l'uomo per natura tende alla vita. Hai detto bene Rufus: rispettarlo nella sua scelta. Dentro di te sai già la strada :) agisci per la sua serenità saprai cosa fare al momento giusto:)

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Franco953
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da Franco953 » sab 21 nov 2015, 22:17

Cosa dire ai nostri cari sulla loro salute soprattutto quando la situazione diventa abbastanza critica , è un argomento sul quale si è sempre molto dibattuto. Le posizioni sono molteplici e diverse.

La deontologia medica vorrebbe che al malato fosse detta tutta la verità senza nascondere nulla ma , in più occasioni, mi sono accorto che, anche i medici , in determinate situazioni, "vanno con i piedi di piombo", lasciando ai familiari ogni decisione .

A papà, ho raccontato delle mezze verità ,anche se , una volta ricoverato nell'hospice , perchè la medicina ufficiale non aveva più nulla da dire, si è pienamente reso conto che stava vivendo gli ultimi giorni della sua vita.

Vi è un momento in cui, i malati terminali. diventano consapevoli del loro stato di salute e ciò avviene soprattutto quando arrivano ormai alla fine del loro percorso. Gli addetti ai lavori (medici/ infermieri) sostengono che passano attraverso tre fasi diverse, la disperazione, la rassegnazione e l'accettazione della morte Ma questo vale, ripeto, per i malati terminali

In tutti gli altri casi, e parlo anche per esperienza diretta, ritengo sia sempre consigliabile dire delle "mezze verità" lasciando sempre ben in evidenza la Speranza e la Fiducia di ottenere dei miglioramenti e di uscire dalla malattia

Sono mezze verità dette a fin di bene

Il pericolo infatti è che la persona malata, messa di fronte alla gravità della malattia, ad una diagnosi severa oppure all'effetto parziale o negativo delle cure intraprese , possa cadere in una profonda depressione, rifiutando le cure, entrando in una fase di negatività che aggraverebbe ulteriormente la situazione, precludendo, comunque ogni possibilità di ripresa.

Per ottenere dei miglioramenti, sono necessarie le cure appropriate , ma è anche indispensabile che la persona malata reagisca positivamente lottando con tutte le proprie forze ,moralmente e psicologicamente, contro il tumore.

Lo stesso.......... sostiene che l’atteggiamento psicologico del malato può avere una notevole influenza sulla sua reazione alla cura.

L’esperienza clinica insegna che un malato psicologicamente forte reagisce meglio ai trattamenti, perché è capace di aderire alla cura con coscienza, sistematicità e determinazione. L’atteggiamento individuale quindi, anche se non influisce sulla prognosi finale, certamente può influire sulla fasi del decorso della malattia.

Un paziente aiutato da un atteggiamento ottimistico guarisce di più anche perché segue meglio le cure, s’impegna a osservare meglio le indicazioni del medico, s’impegna a voler guarire.

Naturalmente . ognuno ha tutti i diritti di agire come meglio crede e come ritiene sia più giusto, secondo il proprio pensiero e le proprie convinzioni

Una abbraccio

Franco
“Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare.”

angela217
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Re: Devo dire a mio padre che ha due mesi di vita?

Messaggio da angela217 » dom 22 nov 2015, 21:25

è un bel dilemma.
io non ho mai detto a mia madre quanto crudele sia la sua bestia. le toglierei ogni speranza e senza speranza una persona è morta in partenza. la prospettiva si svegliarsi meglio domani, pensare alle cose da fare appena le forze saranno tornate... son le cose che la spingono a mangiare nonostante l'inappetenza e la difficoltà digestiva. se sapesse di combattere una battaglia già persa, smetterebbe e si lascerebbe andare.
lei ogni tanto accenna qualcosa tipo "più va avanti e non migliora questa stanchezza...non vado a finire bene", io ascolto e non rispondo...magari subito dopo la consolo con un abbraccio... è l'unica cosa che posso fare.
alcune cose gliele dico perchè è lei che fa le visite ed ascolta anche cosa dice il medico, ma le dico il modo ovattato.

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