Terrore del cancro.....ha senso?

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vivi1972
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Messaggio da vivi1972 »

Anche per mio padre e' stata la stessa cosa, lui sempre si sottoponeva a controlli e tutto era positivo ... eppure dopo pochi mesi si e' trovato con un tumore al pancreas con metastasi epatiche. Vorrei anche dire che spesso i medici non ascoltano il paziente, mio padre da un po' aveva malessere generale ma il suo medico aveva, probabilmente, sottovalutato la cosa e gli aveva fatto fare la solita gastroscopia e ecografia torace non immaginando che il problema era all'addome. Non voglio dare responsabilita' a nessuno ma l'aumento della glicemia e il fatto che le due sorelle fossero morte di tumore al pancreas avrebbe dovuto creare dubbi.... purtroppo col senno di poi e' tutto piu' semplice.


GIORNOPERGIORNO
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Messaggio da GIORNOPERGIORNO »

Ragazzi, io credo che per certi tumori la prevenzione possa aiutare (e non annullare) il cancro. Certi tumori presi all'inizio possono dare ottime possibilità.

Non vale per tutti.

Per il resto la penso come Erika.

Una cosa la vorrei specificare, perchè proviene da una mia esperienza diretta.

Non fermarsi mai a quello che ti indicano i medici di famiglia.

Se si hanno dei sospetti, occorre insistere.

Troppe volte determinati elementi vengono sottovalutati. Troppe, troppe volte.

A noi è successo.

Superficialità, poca voglia di svolgere una professione che oramai sta sempre più diventando burocratica...

Non voglio generalizzare .... ma vedo troppi casi non presi all'origine per non aver approfondito dei sintomi ....


Milena66
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Messaggio da Milena66 »

Carissimi, scusate il ritardo, ma non avevo portato con me a casa la password per poter accedere a questo splendido sito.

I miei controlli annuali al seno sono andati bene. Ho fatto mammografia che a causa dei seni molto densi è attentibile al 50%, ecografia per avere la visione dell'altro 50% e visita senologica. E' andato tuto bene ed è ovvio che il mio respiro è diventato meno pesante.

Ciò nonostante la mia paura, anzi il mio spasmodico terrore del cancro non se n'è certamente andato, anche perchè come molti di voi hanno confermato questi controlli servono a fugare -forse- la diagnosi di tumore in organi ove c'è una maggiore percentuale che essi si formino, ma il cancro è troppo subdolo e malefico e senza dare avviso di se ti colpisce al pancreas, al fegato, al polmone e via....e quindi la mia domanda originale ha ancora molto senso.

La cosiddetta prevenzione oncologica ti fa stare a posto con la coscienza, ma non ti esonera dalla possibilità che la bestiaccia venga a trovarti per portarti -nel più delle volte- via con se.

Vi ringrazio amici e se lo vorrete, resterò qui con voi.

Un abbraccio Milena.


france74
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Iscritto il: sab 14 dic 2013, 20:18

Messaggio da france74 »

Ciao Milena,
sono contenta di leggere che i controlli sono andati bene e mi dispiace che questo non sia riuscito a tranquillizzarti del tutto.

Putroppo nella vita bisogna essere anche fatalisti e pensare che putroppo non è possibile controllare tutto. Per gli organi più interni e nascosti, come appunto il pancreas, individuare eventuali tumori è ancora oggi difficilissimo e da qui l'alto tasso di mortalità dovuto alla diagnosi tardiva. Anche la prevenzione lascia il tempo che trova, mio padre curava molto l'alimentazione e beveva pochissimo alcool...eppure se ne è andato proprio per un tumore al pancreas fulminante. Mi chiedo se si poteva fare qualcosa per evitare che succedesse..ma piu' di fare i controlli che mio padre aveva fatto cosa altro rimaneva?? Cerco di convincermi che era scritto che doveva succedere, che il mio papà dovesse essere colpito dal più infame dei tumori e ad uno stadio terminale...Non che questo mi consoli anzi, mi fa solo arrabbiare ancora di più. Ma ho capito che siamo qui di passaggio e che non sappiamo cosa potrebbe succederci domani quindi sto cercando di vivere giorno per giorno, cercando di inseguire i miei sogni e la mia felicità perchè la vita è breve per essere vissuta nella tristezza e nell'insoddisfazione. Un abbraccio!

Francesca

Erika76
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Messaggio da Erika76 »

Ciao Milena, France.

E' così. Il Cancro è una dimensione, non è una semplice patologia. Quando entra prepotentemente nelle nostre vite portandoci via le persone che più amiamo resta in noi, anche quando tutto finisce e si depongono le armi.

Resta la paura che possa succedere e non è un qualcosa di emozionale e illogico, per chi, come me, ha perso il compagno della vita ritrovandosi da sola con un figlio è una paura tutta materiale. Se succede a me che ne sarà di lui? Certo, fai quei passi burocratici che lo tutelino in caso succeda, ma resta comunque la paura di lasciare tuo figlio da solo. Per questo il cancro muta il carattere, perché insieme alla paura che ti lascia per aver colpito così duro e al centro del bersaglio, ti lascia anche la sensazione che nulla vada ignorato, che nulla debba essere dato per scontato. Quello che perdo oggi non lo ritroverò domani ad attendermi e allora io annullo questa paura a furia di vita, vita e vita. Vivo e se un domani dovesse succedere, avrò vissuto ogni attimo. Se lasciamo che la paura abbia la meglio siamo già malati e di sicuro il cancro avrà già vinto e fatto l'ennesima vittima.


GIORNOPERGIORNO
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Messaggio da GIORNOPERGIORNO »

Ciao Milena,

anche per me oggi giornata di controlli con mammografia e ecografia.

Ogni anno che faccio i controlli, quando attendo che mi chiamino per l'esito, perdo credo 10 anni di vita per l'ansia che mi attanaglia.

Ogni volta è cosi ...

Poi passa, ma rimane il segno ...

La cosa importante è ciò che ti insegna la paura.

A vivere con più qualità, perchè l'esistenza non ha una fine prestabilita e perchè non sai quando avverrà ...

Ecco ... su questo punto sto molto riflettendo ... sulla QUALITA' DI VITA.

Su scelte che possono determinare un cambiamento e dare intensità ai nostri momenti.

Non lasciarsi vivere... ma scegliere ....

Un caro saluto


Milena66
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Iscritto il: mer 29 gen 2014, 20:49

Messaggio da Milena66 »

Hei Giornopergiorno, come sono andati i tuoi controlli?

Facci sapere.


Milena66
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Iscritto il: mer 29 gen 2014, 20:49

Messaggio da Milena66 »

Una mia collega di 30 anni è rientrata al lavoro, dopo 6 mesi di chemioterapia e anticorpi monoclonali, in seguito ad una diagnosi di linfoma di Hodgkin che le aveva colpito il femore.

Ha fatto questo percorso in 6 mesi ed è oggi in remissione completa.

Ieri a pranzo stavano giusto parlando di quello che ti insegna il cancro e di come dovrebbe cambiare l’atteggiamento dei medici e delle persone che ti stanno vicine.
Il cancro, nome generalizzato, comprende tutte le malattie neoplastiche per le quali è necessario un determinato trattamento chemioterapico, radioterapico e chirurgico.

Ciò nonostante dire “cancro” non significa molto, perché pur rientrano nella parola stessa esistono così tante forme di patologie che sarebbe più opportuno chiamare la patologia con il nome specifico, perché dopo tutti gli accertamenti del caso non si ha un cancro, ma si ha: un linfoma di Hodgkin o un osteosarcoma o un tumore in situ al seno o un adenocarcinoma etc…etc….

Questo restringe il cerchio innanzitutto e “consola” le persone perché il cancro può essere di vari tipi, di varie stadiazioni e può essere curato in modi diversi.

E soprattutto tu non sei un malato di cancro, ma sei una persona che deve curarsi per un certo tipo di patologia.

Il medico dovrebbe imparare a parlare con il malato e con i propri cari più nello specifico per consentire alla persona di attrezzarsi per combattere quella precisa e specifica patologia e non “un cancro”.

Il cancro equivale alla morte. E’ ancora così e sarà sempre così.

Ma un tumore al pancreas non è un tumore al seno. Giusto?

1-Quindi ricevere informazioni precise sulla “tua patologia”
Affrontare la chemioterapia è sicuramente un’esperienza devastante. E appena la senti nominare ti vedi già senza capelli, senza sopracciglia e soprattutto capisci che gli altri ti tratteranno già come una persona che sta morendo. No, non è così. Tu stai affrontando un percorso per guarire o per stabilizzare la tua patologia.

2-Quindi dare sempre speranza da parte dei medici, perché per perderla siamo sempre in tempo.

L’oncologo di mia madre era una persona speciale. Ha sempre dato speranza a mia madre quando gli esami non avevano subito peggioramenti, diceva: “vanno benone, la malattia è stabile”.

Benone un corno direte voi? No, andavano benone perché quando la guarigione non è possibile, si tenta una stabilizzazione della malattia.

Non è così con il diabete forse? O con le malattie croniche?
La gente che sta intorno ad una persona che ha questa patologia, dovrebbe rendersi conto che quella persona che ha davanti ha un problema, ma non ha perso la sua collocazione sociale ed affettiva perché finchè respira, sarà sempre una persona viva.

Ed invece la gente parla, spara sentenza, si permette di giudicare (e mi ricollego al discorso di Erika76 e alle persone che le dicevano di portare suo marito a Milano), si sente in diritto di esternare parole del c@@@o e soprattutto “non sa cosa dire”.

Ecco questa è la cosa che mi ha sempre infastidito di più. Non sai cosa dire m@@@a di persona? Allora è per questo che non telefoni e non ti fai vivo? Ma lo sai che certe volte una carezza vale più di mille parole?

E poi, e qui mi sono divertita tanto, mica vuol dire che se oggi qui seduta senza capelli c’è mia madre che domani non possa esserci tu, sai….

Siamo tutti qui, labili e di passaggio e la tua salute di oggi e la malattia di mia mamma oggi non significano che lei morirà e tu no. E sapeste quante ne ho viste di persone morire prima di mia madre….ed ho goduto, sì ho goduto e non me ne vergogno per niente.
Io sono atea, ma ho fatto mia le virtu’ teologali della dottrina cattolica: “fede, speranza e carità”. La mia fede è al fede nell’uomo e la speranza e la carità non hanno bisogno di spiegazioni.

Quando vedo una persona in difficoltà cerco di offrirle il mio aiuto. Se non lo vuole, capisco e me ne vado, ma non me ne vado prima di aver offerto una mano o una carezza.
L’atteggiamento verso il cancro va cambiato, perché questo rende la vita migliore dell’ammalato e delle persone che se ne prendono cura.
E concludo questo sproloquio con una frase che non mi ricordo neanche dove l’ho letta, ma che è impressa nel mio cuore: “CURARE SPESSO, GUARIRE QUALCHE VOLTA, CONSOLARE SEMPRE”


valerino
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Iscritto il: gio 29 ago 2013, 5:31

Messaggio da valerino »

approvo in toto.... il cancro oggi, per molti casi (spero finisca così anche il mio, mi tocco :)) è diventato una malattia magari inguaribile se arrivata ad un certo stadio, ma curabile.

e appunto quello per cui si sbattono molto gli oncologi è la stabilizzazione dei casi avanzati, ovviamente ben consci che se fallisce quest'ultima linea di terapia c'è poco da fare.....
conosco una persona con noduli ai polmoni da 15 anni, stabile. ormai stanno lì, fa una chemioterapia orale molto blanda ogni tanto.

in questi fortunati casi, ancora troppo pochi è vero, è come avere il diabete, l'epatite, l'aids: sì, l'aids oggi è curabile, anche se non guaribile.... pensiamo agli anni 80 com'era la situazione......


 


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