UN ANNO SENZA TE.

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
romana218
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UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da romana218 » gio 12 feb 2015, 10:23

Un anno. Strano pensare a te in questo giorno. 12 Febbraio 2015. Esattamente un anno fa, alle 3 di notte ti stringevo la mano e ti accompagnavo durante i tuoi ultimi istanti di vita. Poi l’ultimo sospiro è arrivato. Contrazione del viso dovuta al cuore che si fermava. Le mie parole. “mamma sono qui. Non sei sola”. Parole che forse è riuscita a sentire. Ricordo ancora quegli istanti.. Il suo viso che alle mie parole improvvisamente ha cambiato espressione… Poi qualche secondo dopo, nulla più. Passaggio dalla vita alla morte. 19 anni, i miei. Gli anni di una bambina (perché un anno fa ancora non mi consideravo grande), che ha visto morire sua Madre davanti gli occhi. Non credo possano esistere parole meno schiette, perché quello che ho vissuto è stato esattamente quello. Perché la morte fa impressione già da sola, perché ci fa paura, perché è l’unica certezza che abbiamo: prima o poi tutti moriremo. Chi fortunatamente di vecchiaia, chi dal cancro, chi da altro… il destino è lo stesso per tutti. E abbiamo paura. Ma in quel momento non ho avuto paura. Non ho avuto paura perché la paura me la sono trovata davanti agli occhi il 19 agosto 2013, quando in un caldo giorno d’estate, lei non riusciva ad alzarsi dal letto. E io, insieme ai miei due fratelli, con fatica, siamo riusciti ad aiutarla. Da lì partì il calvario… Ma da quel giorno sapevo che era qualcosa di grave.. Andai subito ad informarmi su internet. Cosa potevano essere quei dolori? Pensai alla sclerosi e beh, a distanza di tempo, avrei pagato oro perché quella fosse stata la diagnosi.. Almeno lei sarebbe potuta stare qui adesso. Certo, è vero, non c’è cura. Forse è anche peggiore del cancro. Ma ci puoi convivere per tanti anni. Avrei potuto vedere la soddisfazione nei suoi occhi.. E questo oggi non posso vederlo. Non ho sentito il suo abbraccio in nessun esame fatto all’università, non ho potuto sentire un suo "in bocca al lupo"… O vedere un suo sorriso.. niente. E così per mesi ho avuto paura. Paura perche già sapevo che aveva qualcosa di grave, anche lei lo sapeva. Cercando, cercando e cercando informazioni sui dolori, uscivano le parole “cancro”. Ricordo quando lessi un articolo su internet sui “dolori del cancro”. Ricordo che vi erano descritti tutti i tipi di tumore e i dolori annessi.. E ricordo bene che lessi “adenocarcinoma polmonare: dolore spalla dx o sx a seconda della localizzazione” e mia madre aveva la scapola completamente di fuori (poi venimmo a sapere che aveva una metastasi di 6 cm proprio li..). e così via. Lessi altre descrizioni di altri tipi di tumore. Ricordo che ogni descrizione combaciava e pensavo: cavolo non può essere! O ha un tumore in tutto il corpo, oppure non può essere! Venimmo poi a scoprire che aveva un adenocarcinoma polmonare al IV stadio con metastasi epatiche (almeno 40 lesioni secondarie), 6 metastasi alle ossa (la più piccola di 2,5 cm fino ad un massimo di 6 cm) e 4 lesioni al polmone destro. Esito il 4 Ottobre – giorno del mio onomastico che mi ricorderà sempre la sentenza - : un anno di vita con la chemio, nella migliore delle ipotesi, 6 mesi senza chemio. Ricordo quegli attimi come se fossero ieri. Ricordo le parole della dottoressa, ricordo gli sguardi increduli dei miei fratelli. Ricordo la paura nei loro occhi. I loro pensieri uguali ai miei: non può morire mamma, non può essere questo il suo destino! Non può essere vero. Perché a noi? Che abbiamo fatto di male? E poi mia madre nella stanza, in piedi che con la mano teneva il “palo” dove attaccata c’era la flebo. Il suo sguardo. le sue parole: “ipotizzano tumore al polmone e qualcosa al fegato”. Ovviamente non le dissero che la storia era più grave e più complicata.. E da quel giorno il calvario per 4 lunghi mesi. Mesi fatti di paura, di angoscia, di sogni infranti, di lacrime, di odio, di tristezza dentro il cuore che nessuno potrà mai togliermi.. Quello che ho passato in realtà, delle persone che ho avuto vicino, nessuno lo ha mai capito…. 4 mesi in cui mia madre è stata ricoverata 3 volte e i giorni in ospedale sommati formavano un mese. UN MESE in ospedale. Con accanto al letto un’altra persona come lei, che riceveva sentenze, con storie diverse ma che avrebbero avuto esito uguale… E poi il 4 Febbraio. A distanza di 4 mesi precisi ci fu la sentenza. L’ultima tac non andò bene.. Purtroppo il ragno dentro di lei non ha fatto altro che continuare a mangiarla, strappandole tutto quello che le restava. La speranza, soprattutto. Sentenza. La mia mamma sarebbe morta a casa. Sabato 8 febbraio sarebbe dovuta tornata a casa. Nessuno disse niente. Non ci chiese l’esito della tac, i dottori non ne parlavano. Noi fingevamo. Tutti sapevamo, nessuno voleva dirlo. Perché dire: mamma tu morirai, adesso è reale, non c’è più speranza, non ci avrebbe fatto bene. Nessuno aveva la forza di dirlo e nessuno pronunciò la sentenza. Quel sabato non tornò a casa perché le sue condizioni peggiorarono ed entrò in uno stato “soporoso”. Non era coma perché la respirazione non era indotta, ce la faceva benissimo a respirare. Ricordo ancora… la corsa alle 14 in ospedale con i nonni… la corsa che feci fino all’ultima camera del corridoio, quella dove stava lei… E le mie urla di dolore nel vederla incosciente, respirare male. Mamma. Mamma perché te ne devi andare? Perché mi stai lasciando da sola? E poi quella notte in ospedale… Io che volevo sentire per l’ultima volta la canzone che era nostra.. così le misi una cuffietta e ascoltammo insieme “Old man” di Neil young. Non riesco a spiegare a parole quello che successe perché ancora oggi non riesco a spiegarmelo. Ma lei si risvegliò. L’incredulità dei medici. Riuscimmo a passare 24 ore piene con lei. Il suo ultimo regalo, probabilmente. Non si rendeva molto conto della realtà ma ricordo che ci raccontò di aver sognato tanto tanto tanto e che molti sogni non se li ricordava. Parlava parlava parlava! Non smetteva un secondo! E poi il lunedì, quando tornammo a trovarla lei era li che piano piano stava andando via. Non potrò mai dimenticarlo….. Sdraiata guardava con gli occhi il soffitto… Ha aspettato di vederci tutti per salutarci.. poi chiuse gli occhi… e dopo giorni di agonia il 12 febbraio alle 3 di notte se ne andò, dolcemente.
E’ passato un anno e se sto scrivendo è perché ce l’ho fatta. Per me è già una grande vittoria questa: Dire che ce l’ho fatta. Con infiniti pesi sulle spalle, ma sono qui. Un anno fa non pensavo che sarei arrivata dove sono ora. Sono stati mesi infernali quelli che seguirono la morte di Mamma. Nessuno mi ha mai capita, mio padre in primis. I parenti? Che ve lo dico a fare.. Si dice parenti serpenti, no? Ecco, il dolore è arrivato proprio da loro. Dalle persone che pensavo potessero comprendere ma che invece sono state solo in grado di puntare il dito e a giudicare… realtà che non gli appartenevano. La cosa che mi ha frustrata di più? Beh è stata quella di non essere riuscita a vivere in santa pace il lutto di mia madre. Perché anche se non avessi voluto, le cose esterne mi arrivavano comunque. Ho sofferto il doppio. Che già perdere una mamma che era il punto di riferimento per tutti in questa casa è stato disastroso.. in più tutto il resto…. Ma non voglio parlare di questo. Ecco io vorrei solo ricordarla oggi. E vorrei che voi lo faceste insieme a me. Anche se non la conoscevate, anche se non vi conosco neanche io, se non virtualmente, dietro parole.. Oggi è il giorno per lei. Oggi è il giorno di Donatella. Un giorno dolorosissimo che passerò interamente piangendo... Perché tante volte tornata a casa vorrei solo poterla trovare… Vorrei solo una sua carezza quando mi sento giù.. quando tutto va male vorrei solo un suo abbraccio.. ma purtroppo dovrò convivere con l’idea che quando prenderò la laurea lei non ci sarà, quando mi sposerò lei non ci sarà, quando diventerò mamma, lei non sarà li con me a stringermi la mano. Se è vero che si dice che non tutti i mali vengono per nuocere.. Beh io credo che non riuscirò mai a darmi una spiegazione del perché debba essere successo a lei. Ci si abitua ai cambiamenti. Vuoi o non vuoi li devi accettare. Ma le domande senza risposta sono quelle che fanno più male. Purtroppo questa me la porterò dietro per tutta la vita. Perché è dovuto succedere a lei. Non è passato un singolo giorno in cui tu non mi sia mancata, un singolo giorno in cui io non ti abbia pensata. Mamma mi manchi. Mi manchi davvero tanto. La mia vita continua ma senza te non è più lo stesso. Niente per me sarà più lo stesso. Nessuno mai mi capirà come avresti potuto capirmi tu.

02/08/1959 – 12/02/2014 . Un pensiero oggi spero ti raggiungerà. Ovunque tu sia, per dirti che il mio cuore ti porterà sempre con me. SEMPRE.

Francesca.

Erika76
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da Erika76 » gio 12 feb 2015, 10:46

A te Donatella va tutto il mio affetto perché hai dato alla luce Francesca che era solo una bambina e morendo Donatella, hai dato alla luce una donna che porta lo stesso nome di quella bambina, ma che oggi è davvero grande, grandissima, una donna di cui andrai fiera, una donna che non dimenticherà e proprio perché non lo farà, avrà qualcosa di speciale e quel qualcosa gliel'hai regalato tu, proprio come fa una mamma, sempre, fino all'ultimo istante di vita.
Francesca, forza, ce l'hai fatta e ce la farai.
Ti abbraccio con tutto il cuore.
Erika

Raf50
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da Raf50 » gio 12 feb 2015, 11:37

E' proprio vero che sei diventata grande, lo si capisce da come scrivi. Conosco molta gente anche con 10 anni più di te che non è in grado di esprimersi così. Purtroppo queste cose ci cambiano per sempre, se si è giovani si matura all'improvviso, e se si è già adulti non si è più gli stessi di prima.
Leggo la tua storia e rivivo la mia, peraltro quasi con le stesse date. Tu hai perso tua madre io ho perso mia moglie. Fra due giorni - ironia della sorte proprio il giorno di San Valentino - ricorrerà il primo anniversario della diagnosi fatale, la conferma che la causa dei dolori che lei accusava da circa due settimane erano due enormi metastasi al fegato. Altre due settimane prima di allora anche lei aveva avuto dei dolori ad una spalla, anzi per la precisione al cavo clavicolare, ma mai e poi mai avremmo pensato che si trattasse di quella cosa. Erano ormai più di quattro anni che lei viveva libera dalla malattia, e nella nostra mente cominciava a rafforzarsi la speranza che forse non sarebbe più tornata.
Lei, mia moglie, è durata ancora meno di tua madre, il 22 aprile era già tutto finito. Anche la sua agonia è stata caritatevolmente breve, due ore prima era cosciente e due ore dopo non c'era più. Anche lei, come tua madre, è stata ricoverata, ininterrottamente, per ben 19 giorni, dal 6 al 25 marzo. Il suo era uno dei tumori più brutti, un melanoma oculare scoperto 4 anni e mezzo prima e che già le aveva causato l'asportazione di un occhio. Mi sento quasi in colpa per non averle fatto ascoltare, quando ebbe il collasso dal quale non si è più ripresa, la sua canzone preferita (Mille giorni di te e di me di Baglioni), ma tanto so che forse al massimo avrebbe potuto, come per tua madre, prolungare il suo stato cosciente solo per qualche ora. Certo sarebbe stato un regalo immenso averla per qualche ora ancora con me, ma alla fine l'esito non sarebbe mutato, purtroppo.
Anche nel tuo caso, come nel mio e in altri che ho letto o che mi sono stati raccontati, la sofferenza della morte è stata aggravata dalla sofferenza inferta dai vivi, da quelli che non capiscono, da quelli che fuggono e poi negano di averlo fatto, dagli egoisti che di fronte alla morte sanno solo portare avanti le loro personali recriminazioni. Anche per me durante i primi mesi questa è stata una sofferenza nella sofferenza. Dev'essere davvero una costante, una sciagurata costante, delle vicende umane. Il detto "Chi muore tace, chi vive si dà pace" andrebbe modificato in "Chi muore tace, chi vive si scanna". Si perderebbe la rima ma sarebbe più aderente alla triste e meschina realtà.

Ora anch'io, dopo quasi un anno, comincio lentamente ad entrare nella mia nuova dimensione di persona tornata sola (non abbiamo avuto figli). Anch'io, all'inizio, mi chiedevo come te "Perchè proprio a lei", ma poi, vedendo altre simili vicende e leggendo tutte quelle di questo forum, mi sono reso conto che è una domanda senza senso ed ho iniziato a convincermi - cosa del resto che già pensavo - che, semplicemente, ognuno di noi ha il proprio destino. Ho iniziato a pensarlo quando, a 22 anni (avevo conosciuto la mia futura moglie da due mesi), una mattina rifiutai per scomodità (erano già in 4 e stracarichi di bagagli e l'auto era piccola) un passaggio su un'auto che 40 km più avanti si schiantò a 160 km/h contro un furgone, uccidendo due occupanti e mutilando gli altri due. Poi, guarda un po' a volte i casi della vita, 28 anni dopo mia moglie è stata sepolta proprio di fronte a quelle due persone (erano madre e figlio). Quasi come fosse un cerchio che si è chiuso.
Tutto questo per chi crede è l'imperscrutabile dinamica delle cose di Dio, e per chi non crede è solo mera casualità.
Come chiunque altro noi vivremo finchè Dio o la mera casualità ce lo consentiranno. E coloro che abbiamo amato vivranno dentro di noi e dentro chiunque continuerà a ricordarli anche dopo di noi.

Milena66
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da Milena66 » gio 12 feb 2015, 13:09

Carissima Romina,
Il tuo dolore è cocente e tangibile e comprensibile.
Io ho attraversato l’inferno con la malattia di mia mamma e con la sua morte ed avevo 40 anni. Ero ormai una donna molto adulta eppure ho pensato tutto quello che pensi tu.
Immagino che rimanere senza mamma a 19 anni sia terribile, sia devastante e soprattutto ti costringa a passare dallo stato di figlia protetta e coccolata, da giovane fanciulla spensierata e libera da pensieri come dovrebbe essere, a donna adulta, consapevole dell’orrore della malattia e della morte.
19 anni sono troppo pochi per soffrire, così come sono pochi 55 anni per morire. Ho fatto due calcoli e tua madre doveva avere più o meno questa età.
Tua mamma non ci sarà alla tua laurea, non ci sarà al tuo matrimonio e non ci sarà quando partorirai. Tu non potrai vederla e non potrai abbracciarla, ma lei sarà in te cara amica.
Donatella sarà in te, sempre e comunque, sotto una veste diversa ma ci sarà.
Non è la stessa cosa, no. Non lo è affatto, ma ahimè questo sarà.
Sei sopravvissuta come sono sopravvissuta io e come sopravvivranno tutti coloro che perdono una persona cara, perché la forza della vita supera ogni dolore.
Vorrei poterti essere vicina ed abbracciarti cercando di farti sentire il calore di una madre, anche se nessuno potrà prendere il suo posto.
La mamma è la mamma. E’ una frase banale, ma raccoglie tutto l’amore che la parola mamma porta con se.
Diventerai grande e diventerai madre e solo allora, forse, capirai quanto amore può dare una madre e quanto deve aver sofferto Donatella per doverti lasciare sola a soli 19 anni, ma diventando madre e ti auguro di diventarlo assai presto sentirai dentro di te la presenza e la vicinanza della tua mamma.
Adesso la tua mamma è in pace, non ha dolore e non soffre più. E se tu alzi gli occhi verso il cielo, punta la stella più bella e più luminosa. Quella è la tua mamma che ti dice di sorridere e di andare avanti.

Donatella te ne sei andata troppo presto, ma durante la tua breve vita hai saputo formare e crescere una figlia meravigliosa che a dispetto dei suoi 20 anni sa cavarsela bene e sa andare avanti.
Donatella, salutaci tutti i nostri cari e non piangere……tua figlia è forte ed è una donna in gamba. Tu meriti di riposare serena. Lei sa lottare e ha saputo sopravvivere.

chiarotta
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da chiarotta » gio 12 feb 2015, 23:23

Ti abbraccio forte Francesca, da persona che capisce perfettamente ogni tua parola. io ho perso il mio babbo per il maledetto adenocarcinoma polmonare...e sono due anni e mezzo. Con ogni data ed ogni momento scolpito in testa. E come te sono stupita di come si riesca a sopravvivere a tanto strazio..e come te ,anche se la vita continua e ritroviamo un equilibrio, dico che niente è più uguale e c'è un abisso incolmabile tra prima e dopo. Suul perché a noi e a lui... che dire..mi do della sciocca perché prima credevo potesse succedere solo agli altri..
coraggio..piano piano si riesce a respirare senza quel peso che schiaccia il cuore.

GIORNOPERGIORNO
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da GIORNOPERGIORNO » ven 13 feb 2015, 0:12

Cara Francesca ti ricordo bene ....
Ricordo il tuo dolore ... troppo in un cuore di bambina come il tuo ...
Un'anima straziata, strappata ora ricucita.... ma che porta i tagli che nessun filo riuscirà mai a saldare.
Oggi è il giorno di Donatella.
Oggi di ricorda lei.
Ma la voglio ricordare tramite il dono più bello e coraggioso che ha voluto fare alla Vita ..... una ragazza forte e saggia come te ...
Grande Francesca.
Ti abbracciamo

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carla.carboni
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da carla.carboni » ven 13 feb 2015, 8:14

Ciao Donatella. Sarai così orgogliosa di tua figlia da Lassù, vero?!
Ti abbraccio forte Francesca.
Carla

moni1
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da moni1 » ven 13 feb 2015, 11:23

averne di giovani come te!!! e poi dicono che sono tutti superficiali....un abbraccio forte forte forte

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Max60
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da Max60 » ven 13 feb 2015, 16:59

romana218 ha scritto:Un anno. Strano pensare a te in questo giorno. 12 Febbraio 2015. ............................................................................................................................................................................................................................................... Perché è dovuto succedere a lei. Non è passato un singolo giorno in cui tu non mi sia mancata, un singolo giorno in cui io non ti abbia pensata. Mamma mi manchi. Mi manchi davvero tanto. La mia vita continua ma senza te non è più lo stesso. Niente per me sarà più lo stesso. Nessuno mai mi capirà come avresti potuto capirmi tu.

Francesca.
:arrow:


Ciao carissima Romana,
la perdita della mamma ,
è un grande dolore,
un dolore che io ho provato da anziano ma mi è parso e lo sento tutt’ora tanto forte ,
quel giorno ,la vigilia del S.Natale , mi sembrò di tornare bambino ,
o cercai volutamente di sentirmi bambino per risentirmi le sue carezze,
per rivedere i suoi occhi celesti,
i suoi sorrisi ,
la data del suo “ arrivederci” è difficile scordarsela,

e allora non so come mi sia nata in me quest’idea ma mi sono creato
il giorno più bello
in cui la ricordo ancora con me
è il giorno del mio compleanno,
il giorno in cui mi ha donato la vita ,

il giorno in cui lei chissà quanta felicità deve aver provato
nel sentire il mio primo vagito,
nell’abbracciarmi al suo petto,
mi sento ancora il suo bambino.

Cara Romana non rattristare troppo la tua mamma,
pensala felice,
lei ti stà vedendo e continuerà a consigliarti
ad aiutarti,
basta che tu fermi le lacrime e te la sentirai più vicina,
farai le cose e ti chiederai come avrai fatto a farle,
ti meraviglierai di essere riuscita negli studi
nella famiglia e tante altre,
sarà grazie alla tua mamma che ti ha dato la vita.

Un abbraccio forte.

MASSIMO

hermione
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Re: UN ANNO SENZA TE.

Messaggio da hermione » ven 13 feb 2015, 19:45

Un caro pensiero per te Francesca e per la tua mamma.
Ti abbraccio forte.

 


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