Sono arrivata al punto di rottura

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
Stellacadente
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Stellacadente »

Quanto ti capisco!
A me han consigliato di prendere psicofarmaci, perchè in depressione ci sono praticamente già.
Solo che quello che ho chiesto è stato: a che pro? Ok, forse i farmaci aiutano a stare più 'tranquilli'. Ma la situazione non la cambiano, il fatto che stiamo facendo una vita tremenda non cambia se prendo farmaci o meno. Non so, li vedo come un 'stai buona lì, dai, vedrai che andrà meglio'. Ma meglio cosa? Non può andar meglio, può solo peggiorare. Con i farmaci forse sarei più ritronata, ma la situazione è questa, punto.
urania
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da urania »

Cara stellacadente, è vero che gli psicofarmaci potrebbero aiutare, ma prima o poi bisogna smettere e ritorneremo al punto di partenza. Dovremmo trovare un modo per poter andare avanti, anche se non è per niente facile. Questo calvario uccide, vedere un genitore o un figlio soffrire così è tremendo.
silvy84
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da silvy84 »

Ciao Stellacadente..io sto andando da una psicologa perchè non riesco a superare la morte di papà...ho sempre attacchi di ansia perchè mi manca troppo...lei già alla seconda seduta mi ha consigliato di andare da uno psichiatra x farmk prescrivere dei farmaci..ma sinceramente secondo me gli psicofarmaci non sarebbero la via giusta...io non voglio stordirmi e dimenticare il dolore..io voglio combatterlo il dolore...un abbraccio...
Stellacadente
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Stellacadente »

Esattamente quello che penso anch'io. Non è semplice da spiegare.
Io in passato ho dovuto ricorrere a psicofarmaci: soffrivo di attacchi di panico e quando ero arrivata al punto di averne quasi uno al giorno era evidente che avrei dovuto far qualcosa. In quel caso si, ho trovato molto utile l'uso dei farmaci: perchè sono intervenuti sugli attacchi di panico fino a farli scomparire, così ho avuto tempo (e lucidità) per affrontare quelli che al tempo reputavo problemi.
Ma in questa situazione per me non hanno senso. Non ho attacchi di panico: ansia si, ma è una cosa diversa, non è panico, quello che ti immobilizza e ti impedisce anche di uscire di casa.
Qui stiamo bene o male tutti affrontando un lutto: chi un lutto vero e proprio, chi un lutto anticipatorio. E un farmaco non cambia lo stato delle cose. Cosa può fare? Attenuare la sofferenza, il dolore, la frustrazione? Secondo me no.
Poi, per carità, io non sono medico, quindi tutto questo è solo il mio banale personalissimo parere, lungi da me voler dire che la mia scelta è corretta. Così come non escludo che magari in un futuro farò ricorso a farmaci, non posso saperlo.
spumella
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da spumella »

Io sono d'accordo con quello che dici..
Non sono un medico ma addirittura mi vien da dire, ipotizzando che gli psicofarmaci anestetizzino un pochino il dolore ora, quando poi uno smette che accade??? Arrivo tutto quello non buttato fuori prima con gli interessi??
La mia psicologa invece ritiene sia assolutamente sbagliato ricorrere ai farmaci in questo caso, dicendo che bisogna necessariamente passare nel dolore per poi poterci convivere.
urania
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da urania »

Secondo me la cosa migliore è cercare di affrontare il dolore e non evitarlo o "anestetizzarlo".
Stella hai scritto una cosa che mi ha colpito molto " lutto anticipatorio". Anche io sono entrata in questo stato, ovviamente voglio che mia madre riesca a guarire, ma ormai si sta abbandonando a se stessa. Vuole solo essere ricoverata e nonostante i medici ci dicano che nonostante i drenaggi esterni può e deve condurre una vita "normale", lei vuole solo stare a letto, sbiascica, non mangia e si trattiene la pipì pur di non alzarsi e andare al bagno. Che dire, se non lotta lei stessa per la vita non possiamo farlo noi figlie al suo posto.
Oggi sono proprio demoralizzata
Stellacadente
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Stellacadente »

Io delle volte mi ritrovo (quanto è difficile scriverlo e parlarne) a pensare già come sarà la mia vita senza mio papà e ora come ora si affaccia un certo sollievo. Vi rendete conto di quanto brutto è questo pensiero?
Ci sono delle volte che è come se fossi arrabbiata per tutto quello che IO sto passando.
Quando mi capitano questi pensieri mi sento veramente una brutta, bruttissima persona. Perchè è lui che sta male, non io. Perchè è lui che sta finendo questa vita, non io. E io mi permetto anche solo di pensare di voler scappare? di pensare che finisca in fretta? E poi realizzo che quando succederà, io ne sarò straziata. Perchè il papà che mi ha insegnato a sciare quando avevo 4 anni, che mi ha portato sulla Mer de Glace quando ne avevo 8, a 10 anni mi ha fatto fare la prima arrampicata, il papà che mi ha fatto visitare tutta l'Europa prima che compissi 18 anni, il papà che mi ha trasmesso valori come rispetto ed onestà non ci sarà più. Come diavolo faccio anche solo a pensare di voler scappare via già ora?

Oggi sono un po' confusa, tutto lì....
urania
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da urania »

Anche io penso le stesse cose! Con mia madre ho sempre avuto un rapporto controverso, ma vorrei solo che questa sofferenza finisca presto. Martedì partirò per una settimana per andare da lei e non vorrei farlo. Non voglio vedere, non voglio sapere, non voglio soffrire. Ho paura e non avrò appoggi perché tutti i parenti sono sempre pronti a giudicarmi e già mi giudico da sola. Credo che l'assenza di mia madre sarà straziante, ma questo è un calvario per tutti e io non riesco ad affrontarlo
Stellacadente
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Stellacadente »

Tra mezz'ora passa l'ambulanza (per fortuna vengono i 'miei' - sono soccorritore - e per fortuna l'autista è anche uno dei miei più cari amici, nonchè persona di un'umanità e di un calore unici): ricoveriamo papà.
Questa è la situazione raccontata in maniera sintetica e distaccata.
Io e mia mamma siamo a pezzi. Per la prima volta in 8 anni, io e mia mamma siamo scoppiate a piangere al telefono insieme: in 8 anni c'è sempre stato chi piangeva (mia mamma un po' di più) e chi tirava su di morale.
Oggi ci sentiamo come due persone che stanno abbandonando qualcuno che amano alla follia. Papà è abbattuto: sta guardando casa secondo me con la consapevolezza che non la rivedrà più.
Si, è vero, tenerlo a casa è un rischio: questo caldo atroce l'ha debilitato tantissimo. Episodi di svenimento sempre più frequenti, beve poco, urina poco, respira male... razionalmente è più saggio ricoverarlo.
Ma la ragione va a farsi benedire in questi casi. E quindi io son qui che sto pensando che con questa decisione, stiamo togliendo a mio papà quella poca routine che ancora aveva, come guardare al pomeriggio il tour de france, oppure trovare le sue cose nel suo bagno.
Fa male. Tanto male.
Credo che il passo successivo sia fare domanda per l'hospice.
Si, lo so, la forza la si trova, è la vita, funziona così,
Ma fa tanto male.
Erika76
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Erika76 »

Mi dispiace... non sai quanto... sai è vero, spezzare la routine è tremendo, specie per chi ormai vive di quella e null'altro. Dani diceva sempre che dopo ogni ricovero, era come ricominciare tutto daccapo, come doversi rimettere insieme per avere una pseudo-normalità. So che fa male... ti capisco, ma peggio ancora sarebbe trovarsi ad affrontare sole (specie tua mamma) una situazione d'emergenza cui si è sempre impreparati...
Ti stringo forte
 


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