Si avvicina la fine

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
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giada82
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Messaggio da giada82 » dom 20 mag 2012, 6:14

Mio zio sta morendo. Nell'ultimo periodo ha avuto un tracollo che sta peggiorando di giorno in giorno... ogni settimana ha un nuovo sintomo che lo avvicina alla fine. Tutte le volte che vado a trovarlo (si trova in una struttura dove fanno cure palliative) penso che sia l'ultima. La scorsa settimana è comparsa la nausea molto forte ed i medici gli hanno attaccato una flebo di Plasil che non tolgono più. Da oggi ha iniziato ad avere una sonnolenza che lo fa dormire praticamente tutto il giorno. Ho letto che è uno dei sintomi dell'avvicinarsi della fine, a causa del cambiamento nel metabolismo. Hanno iniziato a gonfiarsi le mani ed i piedi... forse per ritenzione idrica o problemi di circolazione, non so... Vorrei solo che qualcuno mi aiutasse ad affrontare tutto questo. Penso che non può, un essere umano, sopportare di veder soffrire così un proprio familiare e vederlo andarsene così, piano piano giorno dopo giorno. No, non è umano. Non è un dolore che possiamo sopportare. E lui? Spero che il suo stato confusionale aumenti, che arrivi a non capire più niente in modo da non rendersi conto di quello che gli accade. E' questo quello che arrivo a pensare.

Vedo i miei familiari piangere. Il cuore di tutti noi è lacerato. Non riesco ad essere mai pienamente felice o tranquilla perchè il mio pensiero va sempre a lui, in quel letto. Mi sento persino in colpa perchè io continuo la mia vita normale... Datemi una parola di conforto. Sento questo peso che mi schiaccia e mi sembra di soccombere.


Mauro 8848
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Messaggio da Mauro 8848 » mer 23 mag 2012, 1:39

Fatti forza Giada, quello che stai provando è una cosa comune a tutti coloro che si trovano in una situazione simile, io da quando mia mamma si è ammalata un anno fa ho addirittura limitato le mie attività nel tempo libero, un pò l'ho fatto per passare più tempo con lei, non sapendo quanto me ne resta, ma anche perchè, come tu dici, mi sento in colpa a continuare la mia vita normale, sopratutto viaggiare e stare lontano da casa, che è una cosa che è sempre piaciuta anche a lei e adesso purtroppo non riesce a fare.

Purtroppo da quello che scrivi capisco che per tuo zio non c'è più molto da fare e quindi ti posso solo dire di stare vicino a lui e ai tuoi cari il più possibile.

Ciao


linetta
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Messaggio da linetta » mer 23 mag 2012, 5:47

Ciao Giada, purtroppo e' vero che alla fine quello che e' importante e' semplicemente esserci, tenere la mano, anche stare in silenzio ma trasmettere amore e vicinanza anche con i gesti più semplici. Sembra banale e scontato ma non lo e'. E chi sta male percepisce bene e con particolare intensità l'amore. E' importante per entrambi: per chi sta male e per chi sta accanto. Vale più di molte parole. Io col mio Dani alla fine ho fatto così, aveva solo 28 anni e tanta paura. Tenergli la mano e' stato il gesto più forte ed intimo. Anche io mi sentivo più sicura quando stavamo così. Un grande abbraccio .


giada82
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Messaggio da giada82 » ven 8 giu 2012, 1:00

Cari amici, grazie per le vostre parole. Mio zio è morto il 25 maggio. Ancora non riesco a credere che sto davvero scrivendo questo. Solo oggi ho sentito la forza ed il bisogno per tornare qui su questo forum. Pensavo che ormai non servisse più a niente. Invece penso che quando il tumore entra nella tua famiglia poi non va più via. E' un'esperienza che mi porterò dentro per sempre. E questi giorni... come sono duri questi giorni... Lui è sempre davanti ai miei occhi. Ripenso alle sue ultime ore, ai suoi sintomi che lo avvicinavano alla morte ed a noi che stavamo lì e non potevamo fare nulla. Voleva parlare ma non ci riusciva. Si rannicchiava come un bambino nel letto ed era così piccolo... Vedo di continuo le sue mani, il suo viso scavato. Ripenso a quanto ha lottato dal primo giorno in cui i medici gli diagnosticarono la malattia. E' stato un eroe. Ma oggi mi chiedo se alla fine la guerra sia stata vinta o persa. Quanto tempo, quante battaglie, quante angosce. Lo rivedo di continuo, vedo il suo corpo trasformarsi, e lo rivedo in quel letto incapace di muoversi, di parlare, di mangiare... rivivo ogni istante di quel martedì sera in cui la dottoressa non sentiva più la sua pressione, aveva il respiro affannoso, le mani ormai scure e tremanti. E' stato in uno stato di dormiveglia fino al venerdì mattina e poi ha dato l'ultimo respiro. Come faccio a digerire tutto? Posso solo consolarmi pensando al sollievo che avrà provato quando ha finalmente abbandonato quel corpo che lo torturava. Ma per ora non mi basta... Io credo in Dio. Ma perchè? Perchè tanto dolore? Perchè dobbiamo sentirci il cuore lacerare vedendo le persone che amiamo soffrire così? E' troppo...


linetta
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Messaggio da linetta » ven 8 giu 2012, 1:29

Giada, davvero chissà dov'è il senso del rimanere qui dopo che se ne sono andati in quel modo. Rimanere con questo vuoto, far fatica a recupetare i momenti di normalita'.. io non lo so se ci sia un senso oppure noi non lo vediamo.. Ognuno, credo, col tempo si dara' una risposta che aiuti a convivere col dolore e l'assenza.. Per ora io quella risposta non l'ho ancora trovata.. Ti capisco bene. Per ora un abbraccio molto grande.


giada82
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Messaggio da giada82 » ven 8 giu 2012, 4:04

Linetta cara, ti ringrazio immensamente e ricambio il tuo abbraccio. Sentirsi capiti è già un aiuto molto grande.


 


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