Come si reagisce di fronte alla malattia

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
frollina
Membro
Messaggi: 75
Iscritto il: sab 14 lug 2012, 18:02
Contatta:

Messaggio da frollina » gio 31 gen 2013, 21:08

Prima che succedesse a me di ritrovarmi dall'altra parte della barricata, non avevo mai fatto abbastanza caso a quale fosse la mia reazione di fronte ad una persona ammalata. E sinceramente penso di non aver avuto nemmeno molte occasioni di ritrovarmi di fronte alla malattia - fino ad un paio di anni fa, ovvio. Ricordo che una volta feci visita ad un malato terminale (tumore al polmone) e ricordo che ne provai molta pena. Una cosa pensai di sicuro: "Non avrei mai voluto ritrovarmi in quello stato". Stesso pensiero che venne a farmi visita quando, per la prima volta al reparto di senologia del Policlinico Gemelli, vidi un altro malato/un'altra malata terminale (purtroppo non riuscii a capire se si trattava di un uomo o di una donna, tanto la malattia aveva trasfigurato quella creatura).

Questa era la mia reazione di fronte alla malattia, prima che mi ammalassi io stessa: pena e pietà per chi mi stava di fronte e paura, tremenda paura, di potermi ritrovare nelle sue stesse condizioni.

Adesso che ho compiuto il balzo e sono passata dall'altra parte, mi sono resa conto che subìre la pena e la pietà di chi viene a sapere della mia situazione, è quanto di più doloroso e fastidioso un malato debba sopportare. Gli sguardi di pietà, anche se comprensibili, le parole di pena... No, non fanno affatto bene. Ci fanno sentire ancor più ammalati. Danno forma e materia ad una cosa cui non vorremmo dare alcuna concretezza. Regalano un soffio di vita ad un mostro che vorremmo sedato e silente.

Io mi ritengo fortunata perché sono state davvero pochissime le persone che hanno avuto un atteggiamento del genere nei miei confronti. E queste pochissime persone non sono state affatto condannate da me, anzi. Capisco che agli occhi di un adulto sorga spontaneo provare un moto di pietà per una ragazza giovane, che sopporta le pene dell'inferno e chissà se mai avrà occasione di proseguire a lungo e bene la sua vita.

Mi ritengo fortunata anche perché, in percentuale, è stato maggiore il numero di persone che hanno mostrato la loro ammirazione nei miei confronti. Tante, tantissime volte mi sono sentita chiedere: "Ma come fai? Dove trovi la forza?". E io a rispondere: "Spero non conoscerete mai la risposta, perché solo chi passa attraverso queste cose sa bene dove si trova la forza e come si fa". Chi non arriva a conoscere dove si trova la forza e come si fa a superare tutto questo, semplicemente non ci è riuscito, e ha mollato la presa. Gesto che io non condanno assolutamente, anzi. Oggi comprendo e rispetto la scelta di chi non se la sente di combattere, e guai chi osa condannare e giudicare! Io per prima stavo mollando la presa. Se mi sono salvata è stato un caso oppure non era ancora la mia ora, decidete voi in base al vostro credo o alle vostre convizioni.
http://lamiavitadopote.blogspot.it


angiame
Membro
Messaggi: 2785
Iscritto il: lun 11 giu 2012, 21:21

Messaggio da angiame » gio 31 gen 2013, 22:21

Ciao frollina...

proprio l'altro giorno stavo leggendo sul giornale dove c'era un uomo che diceva: mi faceva pena, poteva essere mia nonna... oh mama... mi è venuto un pò lo schifo addosso... PENA?? non esiste nel mio vocabolario per il genere umano però ci sono delle persone che se la meritano... ma non perché stanno male ma perché privi di determinate sensazioni... privi di sentimenti capaci di far cose orribili... già è una parola volgare... per me dico... e se provò pena è perché quella persona fa schifo

Sicuramente non per il malato in generale è la parola parola giusta!

Io la malattia l'ho conosciuta per la mia mamma e da quando è iniziata ho iniziato a vedere tutto in modo diverso... a dare un significato diverso alle parole... e pena è una di quelle...

quando guardavo la mia mamma la guardavo con la tenerezza e con infinita ammirazione ... nella sua vita ha sempre combattuto per tutto... ma poi la malattia questo schifo di bestia se l'è portata via...

anche i bambini ragazzi uomini e anziani colpiti da sta bestia perché dovrebbero far pena... perché dovrebbero essere compatiti... L'AMMIRAZIONE PER OGNUNO DI LORO SIA CHE VINCANO. O NO... SOLO TANTA MA TANTA AMMIRAZIONE PERCHÉ QUELLO CHE SI PROVA QUELLO CHE PROVOCA SOLO VOI LO SAPETE noi siamo solo piccoli spettatori che aspettano di vedere solo il miracolo che a volte non capita...

e il tuo frollina, è una manna dal cielo... una botta di culo... Eheheh così lo definisco io per chi ce la fa un grande grandissimo culo... Eheheh

un bacio grande Fro e in bocca al lupo per tutto

sii sempre fiera di stessa... io lo sono... hai passato un brutto periodo e ce l'hai fatta...

tua Ambra


paolo60
Membro
Messaggi: 242
Iscritto il: ven 5 ott 2012, 16:34

Messaggio da paolo60 » ven 1 feb 2013, 1:08

"Ricordo che una volta feci visita ad un malato terminale (tumore al polmone) e ricordo che ne provai molta pena. Una cosa pensai di sicuro: "Non avrei mai voluto ritrovarmi in quello stato". Stesso pensiero che venne a farmi visita quando, per la prima volta al reparto di senologia del Policlinico Gemelli, vidi un altro malato/un'altra malata terminale (purtroppo non riuscii a capire se si trattava di un uomo o di una donna, tanto la malattia aveva trasfigurato quella creatura)."
Ho tratto queste parole dal post iniziale perché mi sono rimaste impresse.

Condivido il motivo di questo post, condivido anche dei passaggi di questo post sopratutto sul come cambiano le cose tra le due parti della barricata. Quello che invece condivido poco sono le descrizioni di malati terminali fatte in questo sistema. Ci vuole un po di sensibilità nel definire un malato terminale.

Personalmente non credo sia il sistema migliore visto sopratutto che in questo forum o siamo noi stessi malati o gli abbiamo a casa.... Ci tenevo a dirlo. Fatte in un altro posto, per esempio al bar tra amici che stanno bene, avrebbero un altro senso.


GIUSEPPE
Membro
Messaggi: 734
Iscritto il: gio 14 ott 2010, 20:26

Messaggio da GIUSEPPE » ven 1 feb 2013, 2:45

Paolo caro,

come sempre sei l'espressione del giusto equilibrio.

Ci separano migliaia di chilometri, sei una persona che incontrerei volentieri.

Ho completato i controlli sanitari periodici(annuali), vanno bene, tra venti giorni compirò 7 anni dall'intervento privi di recidiva.

Sai, io all'età di 23 anni iniziai a lavorare relazionandomi con le persone affette da malattie(lievi, gravi, gravissime); le aiutavo nei loro momenti difficili, per converso loro aiutavano me a crescere. Così è stato sino all'età del mio pensionamento. Odio la locuzione "terminale"; amo pensare e scrivere "persona in gravi condizioni". La mia piena condivisione: quando scriviamo i nostri post occorre prestare attenzione, possiamo, involontariamente, usare termini poco sensibili, a volte demoralizzanti....

Paolo, ti porgo un caro saluto.

Ciao!

Giuseppe


paolo60
Membro
Messaggi: 242
Iscritto il: ven 5 ott 2012, 16:34

Messaggio da paolo60 » ven 1 feb 2013, 3:27

Sono molto contento del fatto che i tuoi controlli siano apposto.

Giuseppe, credo tu abbia capito il senso delle mie parole e malgrado la distanza che ci divide non e detto che un giorno magari anche per caso non ci si possa incontrare.


Baby
Membro
Messaggi: 334
Iscritto il: mar 8 mag 2012, 21:28

Messaggio da Baby » ven 1 feb 2013, 14:59

Avanti così Giuseppe!!!!!!!


Avatar utente
Monik
Membro
Messaggi: 720
Iscritto il: ven 2 dic 2011, 17:48
Località: Lignano Sabbiadoro (Ud) Friuli Venezia Giulia
Contatta:

Messaggio da Monik » ven 1 feb 2013, 17:52

Frollina cara, ognuno di fronte alla malattia decide il Suo SE. Se combatterla o meno.

Dici bene, noi non siamo qui a giudicare, siamo qui ad accompagnare ed ascoltare:

le sofferenze, le domande, le sensazioni, le opinioni, il dramma, le frustrazioni, la rabbia, l'impotenza .. di chi rimane..o di chi ci è dentro (al cancro).
Pena, compassione, pietà, commiserazione..mi spaventano, m'infastidiscono.

Ma ci sono e ci saranno sempre persone che ce le sbatteranno addosso.
E' altresì vero che assaporiamo ogni scritto pre e post cancro, dalle persone caritatevoli che hanno sconfitto il male: ci spronano con la loro FORZA e speranza, ad andare avanti tutti i giorni.

Le ringrazio una ad una di renderci partecipi del loro vissuto "Vittorioso" e ne gioisco infinitamente.
Tu hai creato un blog a dir poco strepitoso. Mi ritrovo a leggerlo, perchè spesso rievochi percorsi dolorosi talmente calcificati nel mio cuore che riesci a trasmetterMi serenità. Grazie davvero Barbara.

Semplicemente Monik


Monik

linetta
Membro
Messaggi: 1892
Iscritto il: mar 15 mag 2012, 23:41

Messaggio da linetta » ven 1 feb 2013, 18:17

Sono contenta per te Giuseppe!!

Un abbraccio

Linetta


GIUSEPPE
Membro
Messaggi: 734
Iscritto il: gio 14 ott 2010, 20:26

Messaggio da GIUSEPPE » sab 2 feb 2013, 2:53

Grazie Linetta,

una grande fortuna: continuo a stare bene.....

Un caro saluto.

Giuseppe


frollina
Membro
Messaggi: 75
Iscritto il: sab 14 lug 2012, 18:02
Contatta:

Messaggio da frollina » dom 3 feb 2013, 21:08

Caro Paolo mi scuso se ho usato parole che avrebbero potuto urtare la sensibilità di qualcuno, mi scuso davvero
http://lamiavitadopote.blogspot.it


 


  • Discussioni correlate
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio
Rispondi

Torna a “Raccontiamoci”