mi manchi...

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
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luglio 64
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Messaggio da luglio 64 » ven 22 giu 2012, 19:35

Linetta hai perso da poco il tuo compagno e quindi il tuo dolore è immenso. La mattina ci si sveglia sempre con lo stesso dolore e la sera ci accompagna a letto. Tante volte mi illudo che sto dentro un brutto sogno e che al risveglio tutto possa tornare al suo posto ma poi la cruda realtà mi investe e le lacrime ricominciano a scendere. Tante volte torno indietro col pensiero e ricordo magari che cosa stavamo facendo in questo giorno un anno fa e questo invece di lenire il dolore lo fa diventare ancora più grande che quasi soffoca. Il suo posto vuoto nel letto è qualcosa di struggente e al buio mi illudo che sia ancora lì. Mi faccio forza per non crollare davanti alle mie figlie che già soffrono di loro ma certe volte non ce la faccio proprio e allora vedo che mi sbiarciano per controllarmi. Provo molto spesso i sentimenti di te Giulia della rabbia e quasi dell'invidia nel guardare gli altri che vivono una vita serena senza preoccupazioni e quasi che la cattiva sorte non li sfiori. Dopo la morte di mio marito ho dovuto continuare a fare tutte le cose che andavano fatte. Sono andata ai colloquio con i professori delle mie figlie e parlando con uno di loro mi sono sentita dire che la vita è stata dura con la nostra famiglia ma che ci si deve consolare pensando che c'è chi sta peggio. L'educazione mi ha aiutata a non essere scortese con quella persona ma dentro di me potete ben capire quello che ho potuto pensare. Scrivere forse non risolleverà nessuno ma a me fa bene. Quando mio marito ha iniziato ad avere metastasi e io a cadere nella paura ho chiesto aiuto ad una psicologa dalla quale ho continuato ad andare anche dopo la morte poi a distanza di un mese ho smesso ero più triste quando entravo che quando uscivo. Mi diceva cose scontate che io sapevo benissimo di dover fare ma che non riuscivo assolutamente a fare. Poi guardavo questa persona e mi sentivo ancora più presa in giro pensavo che quando sarebbe uscito l'ultimo paziente lei se ne sarebbe tornava tranquilla alla sua vita a suo marito e dai suoi figli e io invece quando uscivo da lei sarei tornata nella mia disperazione. Ho smesso di andare. Ringrazio tutti voi che mi comprendete come io comprendo voi.


linetta
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Messaggio da linetta » ven 22 giu 2012, 23:16

E' vero, le vite degli altri, la loro "normalità", sono spesso insopportabili. "La vita è dura e bisogna guardare avanti"..."c'è chi sta peggio"... eh si, Luglio 64, sono frasi ricorrenti ed anche offensive da sentirsi dire. Se uno non sa cosa dire di fronte al dolore dell'altro, può anche tacere...

Un abbraccio, affettuoso.


giulia1978
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Messaggio da giulia1978 » sab 23 giu 2012, 4:47

Linetta... quasi mi fai commuovere! Grazie per la persona meravigliosa che sei tu con le tue parole mai scontate.
Luglio64 io in questo forum ho trovato una delle migliori terapie. Non voglio togliere meriti a nessuno ma questo è un ottimo mezzo per condividere le nostre emozioni anche quelle che "qualcuno" giudicherebbe meno nobili.

Ti dico che hai avuto proprio una gran forza per non mandare a quel paese il tale professore, e lo hai dovuto fare per tua figlia, ma posso immaginare cosa hai provato: tanta rabbia. E poi sconforto, smarrimento. Perché l'insensibilità degli altri ci fa perdere l'orientamento, perché basterebbe così poco per non ferire e invece si distrugge tutto con tanta facilità da mettere paura. E come dice Linetta: sarebbe meglio tacere. Ma il silenzio mette paura, rende le cose troppo serie, le rende importanti, PESANTI e le parole alleggeriscono la situazione, purtroppo non sempre la nostra.

La mia perdita è stata diversa dalla tua, io ho perduto la mia mamma però vorrei dirti quanto avrei voluto che lei si fosse aperta un pochino con me. Non troppo, tanto non lo avrebbe permesso, figurati la conoscevo benissimo. Prima di causare un dolore avrebbe preferito perdere l'uso della parola eppure, proprio perché la conoscevo benissimo, cercavo d'immaginare cosa stesse provando. Le tue figlie sicuramente si stanno chiedendo cosa provi tu. Parlane un pochino con loro. Condividete il vostro dolore. Rendile partecipi dei bei momenti vissuti con tuo marito. Per me sapere che ci sono stati momenti in cui si era divertita, aveva riso a crepapelle(momenti che non conoscevo e che mi hanno raccontato in seguito) mi ha fatto stare meglio. Tra le mie disperazioni c'era che non era stata pienamente felice.

Io la volevo proteggere da tutto e lei voleva proteggere noi (me e mio fratello) dai suoi stati d'animo. Io passavo le giornate a chiedermi a cosa stesse pensando e lei chiusa nel suo silenzio non ne parlava con nessuno giacché i suoi confidenti alla fine eravamo noi.

Parlatene insieme anche se vi metterete a piangere. Magari le tue figlie non ne parlano per paura di far soffrire te.
Ti ho parlato da figlia...
Un abbraccio grande grande.
@Linetta.

Anch'io ti penso spesso e ti leggo sempre. Non ci conosciamo personalmente eppure ti porto nel cuore. Un caro abbraccio.

Giulia


linetta
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Messaggio da linetta » sab 23 giu 2012, 5:27

Ciao Giulia

buona notte a te e a tutti, davvero e' importante non chiudersi nel proprio dolore, ma parlare anche e soprattutto dei momenti belli o delle cose che ci facevano arrabbiare. Come nella poesia " La morte non esiste", ricordi? Li' si chiede di pronunciare il nome di chi e' nella stanza accanto con naturalezza.. Facile a dirsi, lo so bene.. Pero' quando ci si riuscirà sarà il giusto tributo a chi ha attraversato la nostra vita lasciandoci amore e nostalgia. O forse non lasciandoci, ma restando un po' più in la', più avanti, non so.. Per ora sono solo "intenzioni", sentire che e' così chissà quando ci si arriverà.

Stasera lo auguro a tutte/i noi.

Sarebbe bello sentirsi leggeri, senza questo peso.. questa assenza che frastorna. Ora certo e' troppo presto per tutte noi, almeno io sono molto attaccata a quello che non c'è più, ad una grave e profonda ingiustizia ... Perché così soltanto mi pare che sia. Pero' il nome di Dani mi piace dirlo, dirlo ogni volta che posso, anche tra me e me..

Un abbraccio a tutti, ciao Giulia, ciao Luglio 64


linetta
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Messaggio da linetta » sab 7 lug 2012, 5:39

DANI mi manchi tantissimo, magari se lo scrivo qui lo senti anche tu... Sarebbe bello fosse così, almeno quello... Che ingenuità lo so, sono sempre stata più "tontolona" malgrado la differenza d'età.. Mi piace pensare che tu sorrida a leggere quello che scrivo. DANI E' STRANO PERCHÉ NEL MIO CUORE L'AMORE X TE CRESCE OGNI GIORNO E NON SI FERMA.. Mi manchi.


giulia1978
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Messaggio da giulia1978 » sab 7 lug 2012, 15:40

Linetta... è strano ma sembra sia proprio così. L'amore per i nostri cari continua a crescere. Forse perché li pensiamo di più. In ogni momento della giornata e in ogni cosa che facciamo sono sempre lì, fissi nei nostri pensieri. Non credevo si potesse pensare a più di una cosa nello stesso momento e invece, con tutte le associazioni che faccio durante la giornata, mamma è sempre lì, presente in tutto. E il disperato bisogno di parlarle aumenta come il bisogno di riabbracciarla e dirle quello che le ho taciuto in quei maledetti mesi.

E l'amore continua a crescere soprattutto se hai perduto l'altra metà del tuo cuore: iltuo Dani. E quando hai amato tanto una persona credo diventi difficile guardarsi intorno senza paragonarle il modo intero. E non si smette d'amarla soltanto perché non c'è più. Vorrei che mi dicessero:" E' vero! I nostri occhi vedono soltanto una piccola parte di tutto ciò che ci circonda. Non abbiamo la possibilità di vedere tutto e la mia mamma, come il tuo Dani, sono proprio quì, vicino a noi ma i nostri occhi non ci permettono di vederli"

Vorrei che fosse così.

Un grande grande abbraccio

Giulia


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Messaggio da ariale » sab 7 lug 2012, 16:05

Ciao, vi chiedo scusa se mi permetto di entrare in punta di piedi nelle vostre storie. Le vostre storie e le vostre parole mi hanno molto commossa. Ho tanti pensieri che vorrei esprimere, ma sono d'accordo con ciò che avete detto e che è anche il mio pensiero: dinanzi a un cosi grande dolore è meglio tacere. Ed è cosi, in silenzio , che vi abbraccio tutte.


GIORNOPERGIORNO
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Messaggio da GIORNOPERGIORNO » sab 7 lug 2012, 20:09

Mi unisco anch'io ... in punta dei piedi ... perchè al vostro dolore arrivi solo il mio abbraccio e il mio silenzio. Con infinito affetto.


linetta
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Messaggio da linetta » sab 7 lug 2012, 21:38

Grazie Giulia,

grazie di cuore, è vero, è come dici tu e cioè malgrado si faccia qualsiasi cosa durante la giornata, malgrado per lavoro ci si debba concentrare ovviamente su altro, loro sono sempre lì, non nell'ombra o in disparte, ma ovunque nel nostro cuore. A volte però, lo sai bene, proprio non basta, anzi..è molto peggio, insopportabile. Questa presenza/assenza fa più male certi giorni che altri...Dani è andato via il 7 maggio, troppo poco, eppure mi sembra una vita fa. O forse è così davvero..

Grazie Ariale e GIORNOPERGIORNO, grazie per la vostra delicatezza e la vostra presenza.

In punta di piedi si è spesso più efficaci che con troppe parole.

Ciao a tutte, un grande grande abbraccio

Linetta


GIUSEPPE
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Messaggio da GIUSEPPE » lun 9 lug 2012, 2:39

Linetta Carissima,

non sapevo che la perdita della persona a te cara"Dani" è avvenuta il sette maggio scorso; sono intensamente dispiaciuto.

Mi piace trascrivere qui di seguito il pensiero di un noto psichiatra che ha vissuto la diretta esperienza in seguito alla morte della figlia giovanissima:

"Gli eventi dolorosi sono passaggi inevitabili di ogni esistenza. Alcuni, come la morte di un figlio, sono più drammatici di altri e vincolano a ricordi inconsolabili e a desolanti rimpianti, perchè permane la crudele illusione di attenderne il ritorno, di risentirne la voce, di immaginarne il futuro. Tuttavia dopo qualunque perdita , anche la più sconvolgente , si ha il dovere di continuare a vivere, non a sopravvivere, proprio perchè la scomparsa di una persona cara consegna alla nostra psiche un grande valore da custodire e da far fruttificare. Può anche essere lo stimolo per migliorarsi, per dare maggior significato al proprio-turno di vita-, per saper meglio condividere il dolore degli altri. L'elaborazione del lutto è un vero e proprio lavoro che porta lentamente a trsformare una sofferenza in un mattone con cui costruire la propria maturità psicologica. Lo psichiatra conclude così"Anch'io sono stato piegato dai drammi, ogni volta però ne sono rinato più forte, più consapevole, più attrezzato. Penso spesso a mia figlia. le parlo con il cuore, spero che mi ascolti, anche se non può rispondermi. Ma il legame con un figlio, -io(Giuseppe) aggiungo con una persona cara- è come una spina che non si stacca mai".

Un affettuoso pensiero a tutti(compresi quelli che ho conosciuto personalmente)sconfitti dal cancro o sopravvissuti al cancro".

Giuseppe


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