nessuno scrive su questo forum!!!!!!!!!!!!!!!!!

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
annabella
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Messaggioda annabella » dom 25 set 2011, 2:06

vorrei conoscere qualche perona che convive con persone ammalate,ma non risponde nessuno


brave
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Messaggioda brave » dom 25 set 2011, 20:28

Mio padre si è ammalato otto mesi fa. A volte mi sembra un soffio di vento, altre che sia una vita intera. Io sono solo una figlia, non sono sposata, non ho bambini. Ho sempre pensato "c'è tempo", intanto l'amore della mia famiglia mi riempiva l'anima. Forse per questo il mondo mi è crollato addosso con quella sentenza. Cancro ai polmoni metastatico. Oggi è difficile restare all'oscuro della realtà; solo se non vuoi puoi non sapere cosa significa.

Stare con papà è diventata l'unica cosa che conta. Ho lasciato andare tutto, lavoro, amici. C'è qualcosa di poco sano in quello che faccio, alle volte mi prendono crisi di angoscia tremenda sentendomi come in una bolla del tempo, che non va nè avanti nè indietro. Il mondo fuori mi sembra un bellissimo dono cui non ho più diritto. Spero nel futuro ma ho paura di quello che il futuro porterà.

E' difficile, impossibile, dire qua tutto quello che sento. Sono troppe cose, tenute dentro per troppo tempo. Leggo le storie degli altri, cercando non so neppure io cosa, forse i miei pensieri nella testa altrui, perché a volte pensi anche delle cose atroci e hai bisogno di sapere che non sei l'unica.

Volevo solo che Annabella si sentisse meno sola. Non amo scrivere, perché nella scrittura ci si scopre e io sono troppo fragile per abbandonare la mia corazza.


GIUSEPPE
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Messaggioda GIUSEPPE » dom 25 set 2011, 22:45

Le parole di Annabella e di"brave" suscitano in me una profonda commozione. Ho più volte scritto in questa rubrica che sono un sopravvissuto al cancro.

Durante il periodo di chemioterapia venivo ricoverato tre giorni ogni due settimane; giorni in cui parlavo molto con i familiari delle persone affette da questa gravissima malattia qual'è il cancro. Con il passare del tempo mi resi conto del pesantissimo ruolo dei familiari(mogli, figli, a volte madri, padri,) nell'assistere i propri cari. Il familiare è colui il quale parla con i medici, impara a fare le iniezioni, a mettere le flebo, gioisce dei piccoli successivi, a volte tace e poi....magari piange quando è solo.....

A volte si concentra l'attenzione sulla persona affetta da cancro, ignorando le vicissitudini del familiare!

Alcune persone(familiari),superata la grave fase iniziale ad alto coinvolgimento emotivo, tendevano a razionalizzare, riorganizzandosi giorno per giorno secondo gli accadimenti,certo, ciò richiede grande flessibilità.

Più che dare consigli, preferisco riferire l'esperienza altrui, oltre che la mia. Io ho continuato ad espletare

la mia piccola attività professionale.....oggi mi è di grande aiuto..spesso il lavoro distrae e non ci isola. Ho avuto bisogno anche di alcuni amici; quelli che decisero di intraprendere il "viaggio" tumorale insieme a me mi furono di grande aiuto. Di grande aiuto mi sono stati i miei cari nei molteplici momenti che questa esperienza ci ha fatto vivere.Sono trascorsi quasi sei anni dall'intervento, sto bene! Sono a disposizione di "Annabella" e Brave" per qualsiasi ulteriore condivisione. Un grande abbraccio di incoraggiamento. Giuseppe


annabella
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Messaggioda annabella » lun 26 set 2011, 19:02

sono ringraziarvi delle vostre risposte.Sono stata veramente sola a sostenere mio marito in questi lunghi anni di malattia,ma leggendo altre esperienze mi sono accorta che forse mi sto lamentando a sproposito e che la malattia di mio marito è stata fino a questo momento una passeggiata nei vari ospedali.Da questo momento però, pensare al futuro mi mette grande ansia,non più rabbia come all'inizio e neanche rassegnazione.E' una grande speranza nei nuovi farmaci.Già una volta i farmaci di sperimentazione e la chirurgia ( 4 interventi al fegato,il tumore era partito dal colon con metastasi al fegato ) lo hanno riportato a una vita accettabile,ma da due mesi la bestia ha ripreso possesso di mio marito,inesorabilmente.Altra chemioterapia devastante spicologicamente,per comparsa di rash al viso,in testa,al torace e perdita dei suoi pochi capelli.E me sempre il compito di consolarlo.Quello che mi tormenta però e non lo dico a nessuno è di avere un figlio che si disinteressa completamente di suo padre,mi vergogno a parlarne con amici.Domani avrò un colloquio,il primo con la psicologa dell'ospedale oncologico e spero mi dia una mano a capire mio figlio e anche come proseguire questo difficile cammino,è molto pesante da portare questo peso.Sento che già aver trovato questo forum e poter leggere le esperienze altri e ed anche parlare delle mie mi faccia sentire meno sola.Grazie di cuore


annabella
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Messaggioda annabella » ven 30 set 2011, 4:43

Sono ancora a chiedere una informazione,la vorrei chiedere a Giuseppe.Hai figli? chiedo questo perchè parli di aiuto da amici,ma non della tua famiglia.La mia domanda riguarda proprio mio figlio e il suo comportamento nei confronti di suo padre gravemente ammalato.E' sfuggente,pur abitando vicino,non viene a trovarlo,non una parola di sostegno ne per suo padre ne per me,ci ignora completamente.Secondo la vostra esperienza è normale questo modo di fare.A noi fa molto male,non vogliamo pietismi da nostro figlio e neanche assistenza,per il momento basto io,ma ci farebbe sentire meno soli


GIUSEPPE
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Messaggioda GIUSEPPE » sab 1 ott 2011, 1:19

Ciao Annabella,

precedentemente ho scritto"...di grande aiuto mi sono stati i miei cari....". I miei cari sono mia moglie e mia figlia(34 anni), senza di loro tutto sarebbe stato più difficile. Abbiamo viaggiato insieme nella complessa esperienza tumorale; a volte, nei momenti di scoraggiamento, mi ripetevo che dovevo guarire, dovevo stare bene per aiutare mia figlia ad affermarsi nel lavoro, dovevo continuare ad essere vicino alla mia inseparabile moglie. Ho appena ultimato i controlli periodici,annuali, mi sento bene e gli esami strumentali concordano...

Non comprendo l'atteggiamento di tuo figlio, forse ha paura della realtà, non sa cosa dire, cosa fare...Io penso che dovresti incontrarlo, abbracciarlo,dirgli che avete tanto, tanto bisogno di lui! Sai a 66 anni ho ancora tanto da apprendere, di una cosa, però,sono certo :"Non esiste una persona che non abbia un lato positivo". Annabella, non aspettare che tuo figlio venga a trovarti, vai tu a trovarlo e subito! .. Informami, per favore.

Un caro abbraccio a te e al tuo caro marito.

Giuseppe


annabella
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Messaggioda annabella » dom 2 ott 2011, 3:55

Vedi caro Giuseppe mio figlio forse è stato iperprotetto e così gira la testa dall'altra parte per non vedere e con questo non soffrire.Abbiamo fatto molti errori,non lo so,e dobbiamo portarne le conseguenze............


GIUSEPPE
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Messaggioda GIUSEPPE » dom 2 ott 2011, 13:58

Annabella, ti rispondo nella mia dualità "padre" e sopravvissuto al cancro. Come padre so che non esiste un manuale del "perfetto genitore"; quando è nata mia figlia avrei voluto essere un genitore perfetto,......sono stato semplicemente un genitore con i miei pregi e con i miei difetti.Vi è anche da dire che sono stato figlio: mi confidavo con mia mamma, mentre il rapporto con mio padre, autoritario al massimo, era carente di comunicazione.Il lavoro mi portò al Nord staccandomi"giovinetto 22 anni" dalla famiglia. Avevo circa 30 anni quando con mio padre nacque un nuovo e bel rapporto comunicativo: a volte la domenica andavamo in campagna,noi due soli, mi insegnava a riconoscere la verdura , ci portavamo panini e salame, con tanta voglia di recuperare il tempo perduto!I mie genitori sono morti nel 2005. Nel 2006, mentre facevo chemio mi mancavano la figura di condottiero di mio padre e le parole di mia mamma"non ti preoccupare il Signore ti aiuta". Come sopravvissuto al cancro ti dico che questo è il momento favorevole per rivedere il rapporto con vostro figlio, non privatelo della possibilità di esservi vicino. Domani potrebbe essere tardi..


ritalorenza
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Messaggioda ritalorenza » lun 22 apr 2013, 21:06

Un pensierino per Annabella,brava(anche se non conosco)

Un abbraccio grande per voi e per Giuseppe.

Grande Giuseppe!!!

ciao Rita


Ursula
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Messaggioda Ursula » lun 22 apr 2013, 23:34

Tre settimane fa vivevo nella tranquillità e nella vita comune di donna sposata, mamma e figlia, oggi vivo nell'incubo di perdere mio padre. La vita cambia in un attimo, ma non mi sentivo assolutamente pronta a tutto ciò e mi chiedo se mio padre non avesse avuto me vicino cosa gli sarebbe successo? Mi occupo di tutto io, lo porto ovunque e impedisco a chiunque medici e non di dirgli la verità sulla sua gravità affinché possa continuare una vita, almeno quel che gli resta, abbastanza normale, infatti pensa di avere una forte osteoporosi invece di un cancro prostatico con metastasi ossee..fingo ma spesso è difficilissimo..vorrei gridargli il bene che gli voglio, vorrei gridare a Dio il perché, vorrei far tanto ma quando sono sola o cmq senza li non faccio che piangere. Penso ai bei ricordi da bambina, penso a quante volte lui ha aiutato me in tutti i modi, non riuscirei mai a stargli lontana, e non so mio fratello come riesca a star tranquillo a 600 chilometri di distanza, io non ce la farei.



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