non ne posso più, non so più che fare

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
tiziana
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Messaggio da tiziana » ven 26 lug 2013, 21:15

Eccomi di nuovo qui, a scrivere delle situazione che vivo ormai da due anni, con il mio compagno (avremmo dovuto sposarci ed è saltato tutto) alle prese con un tumore raro, incurabile ma "controllabile(?)" con terapie adeguate. Al sollievo per la scomparsa di diverse masse e diversi focolai, si è ora contrapposta la preoccupazione per una massa al polmone che rende difficile la respirazione e le attività più elementari (alzarsi dal letto, fare una breve rampa di scale ecc). Io cerco di fargli forza, di fargli notare i progressi rispetto alla situazione iniziale che era veramente devastante. Il dolore c'è, suo e mio, fisico e non solo ma tento di minimizzare (per quanto possibile) facendo finta di continuare a condurre una vita abbastanza normale.

Da alcuni giorni però noto con terrore alcuni atteggiamenti dei suoi che mi atterriscono. In casa non si sollevano più le serrande, oltre al caldo soffocante c'è un'atmosfera lugubre; sua madre piange e singhiozza tutto il giorno e non fa nulla per non farsi vedere o sentire dal figlio; sua sorella fa la guerra all'oncologo perchè "non dà soddisfazione", cioè non trova il tempo per spiegare come funziona un farmaco o come agisce una certa terapia. Lui è a terra, ovviamente, preoccupato di recare disturbo. Ora io mi chiedo se è normale che dei genitori non si rendano conto di rendere tutto più difficile al figlio. Il figlio sente e vede piangere la madre e si abbatte ulteriormente. Possibile che non si rendano conto che a volte è fondamentale saper FINGERE che tutto vada bene e che sia tutto (più o meno) normale? Lo so, non dovrei giudicare perchè non essendo la madre non sono in grado di capire. Ma io mi limito a registrare ciò che vedo: una casa in cui da 2 anni si fa la veglia ad un vivo.


Desi_85
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Messaggio da Desi_85 » ven 26 lug 2013, 21:34

Hai ragione Tiziana, molte volte bisogna fingere che tutto stia andando bene o comunque prenderla davanti a chi sta male con più leggerezza... Io mi comporto così con mio padre e prima mi comportavo così con mia mamma. Se chi gli sta vicino gli abbatte non si sta di certo bene... hai provato a parlare con loro??...

Prova comunque ad essere tu la differenza, tanto le cose non sono le lacrime a migliorarle... Forza eh


tiziana
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Messaggio da tiziana » ven 26 lug 2013, 21:43

Grazie! di solito mi aspetto un mare di critiche quando parlo dei suoi e delle loro reazioni, come se fossi la solita nuora saputella che non è toccata dal dolore della malattia. In realtà sono toccata eccome, visto che non posso avere figli nè sposarmi, nè fare tutto ciò che si fa normalemnte ma cerco di non farlo pesare a lui. Piango, tanto e spesso, ma solo in sua assenza. E comunque cerco di mascherare i segni con il trucco. Da 2 anni consumo correttore a badilate!!! Ora però sento di non farcela a contrastare quest'onda nera di depressione che sta travolgendo tutti loro. Non so perchè, ma io non riesco ad abbattermi del tutto e vedere gente che piange per una situazione molto meno brutta di 2 anni fa mi fa alquanto arrabbiare!!!


angiame
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Messaggio da angiame » ven 26 lug 2013, 21:46

Tizi , io sono mamma e capisco tua suocera...

So che non è giusto, perché ci vuole forza ora... Ma è pur sempre suo figlio!!

Conosco mamme che davanti ad un figlio ammalato, sono forti davanti a tutti... Ma muoiono dentro... Altre invece che non hanno la forza... E piangono...

Cmq se dopo due anni sta a piangere ancora?? Beh sarebbe da dirglielo che il suo pianto non fa bene a nessuno!!!

E non pensare che magari non dovresti farlo... Per rispetto, o altro!!

Spiegagli tutto!!

E non mollare mai!! Forzaaaa

uno stritolo immenso

Ambra


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Messaggio da Erika76 » sab 27 lug 2013, 0:55

Sai già come la penso vero? E' l'esatta fotocopia di quanto è successo a me. L'unica differenza è che i suoi non c'erano mai, ma quando c'erano o facevano sceneggiate teatrali di pianti in qualsiasi luogo o con chiunque oppure invocavano il miracolo!

In tutta onestà, penso che essere genitori significhi mettere davanti le esigenze dei propri figli alle proprie e in questo momento l'esigenza è quella d'incoraggiarlo e supportarlo e non certo come dici tu di vegliarlo.

Ma credo sia un problema caratteriale perché io ci ho discusso per due anni senza venirne a capo e ora che Dani non c'è più mi chiama dicendo che dobbiamo supportarci a vicenda, mentre la verità è che è lei che cerca il mio supporto. Io però non ne ho più... non c'è mai stata e Dani si sentiva abbandonato e ha sempre detto che la sua famiglia erano i miei genitori e io e Lollo, quindi...non preoccuparti, non sarò certo io a criticarti!!

Un mega in bocca al lupo per il tuo amore

Bacio

Erika


Desi_85
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Messaggio da Desi_85 » sab 27 lug 2013, 13:06

Posso solo immaginare il dolore di una mamma per un figlio, però so cosa vuol dire perdere una madre e tra poco un padre...e il dolore lo scopri giorno per giorno, cerchi di tirare avanti anche quando diresti basta, nonostante questo con loro non mi sono mai fatta vedere debole perchè loro avevano bisogno di me, sono loro che affrontano le cose e noi dovremmo essere ai loro occhi tranquilli, come se tutto andasse bene... Caratterialmente non sono mai stata una dura o forte, sono sempre stata piagnona, forse qualcuno da lassù mi ha aiutata ma cercavo di essere io il pilastro di mia mamma e di mio padre.

Uscita dalla loro stanza poi potevo anche piangere a dirotto per ore, però con loro sono rimasta con il sorriso, e credetemi che mia mamma quando vedeva una mia zia con il muso o disperata, non era felice, aveva bisogno di sorrisi di evadere da ciò che stava succedendo. Mi dispiace, gli uomini nella malattia (solo in alcuni casi, per mia esperienza) si abbattono più facilmente, quindi hanno bisogno di essere tirati sù, non bisogna fare chissà che, ma almeno un pò di coraggio....

Tizi, cerca di essere tu il sorriso e la forza di cui ha bisogno, lo so che ti fa rabbia magari il loro comportamento, però fai mille respiri profondi e rimani come sei... Io forse ci avrei parlato, però è tutto in base al vostro rapporto e a come ti vedono loro.

un abbracciooooooooo


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Messaggio da tiziana » sab 27 lug 2013, 16:37

Grazie a tutti! parlare con voi e sentirmi compresa significa molto per me! grazie di esserci! Ho bisogno del vostro sostegno (e anche delle vostre critiche, se necessario) per capire meglio come comportarmi. Ho sempre paura di sbagliare, con lui e con i suoi. Ogni giorno è una battaglia per cercare di rendere vagamente normale una vita che non lo è più. E questo significa appunto non lasciarsi andare. Piangere, avere paura sono lussi che non possiamo permetterci. Tantomeno davanti al malato. Ieri, siccome sua madre urlava (urlava davvero!) di chiamare l'oncologo per dirgli che la pressione era bassa (!?), lui sottovoce ha mormorato: "ma anche a casa tua gridano così? perchè a casa tua non gridano mai?" Capisco il dolore, ma il panico, che inevitabilmente si trasmette a chi meno dovrebbe, proprio no. Anche questo è un lusso che non è alla nostra portata.


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Messaggio da angiame » sab 27 lug 2013, 17:09

Cara Tizi,

Mi immagino tua suocera... Urlante!! Riesco ad immaginarlo perché mia sorella era ed è ancora così...

Per una vomitata di mamma APRITI CIELOOO

Non si può andare avanti così... Ma lo sanno che nell'altra stanza c'è l'uomo che ami che sta male???

Questa è una di quelle cose che non si riesco 1 a concepire e 2 a districarmi

semplicemente perché lei è la mamma... E come mamma ha il dovere di proteggere il proprio figlio... E poi è tua suocera, se parli è perché vuoi portargli via il figlio...

Tu sei in buoni rapporti con lei??


tiziana
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Messaggio da tiziana » sab 27 lug 2013, 21:42

Oggi le ho parlato chiaramente, per quanto possa farlo io che in fondo non sono nessuno. Le ho chiesto di non prospettare al figlio eventualità da film horror ("e se un colpo di tosse ti schianta la cassa toracica? e se ti viene un'emorragia?"); le ho chiesto di non sottolineare con commenti inutili ogni singolo colpetto di tosse ("ecco, questa tosse non se ne vuole andare. Come si fa? stanotte non abbiamo chiuso occhio!"), di non farsi vedere o sentire piangere. Ho cercato di spiegarle che ogni nostro cedimento danneggia suo figlio.

Lo so, sono la solita nuora scassona ma per quanto mi riguarda mi considero in guerra. In guerra contro un male che possiamo, con tanta buona volontà e fortuna, tentare appena di frenare e rallentare. Una guerra che non ammette rese (se non definitive) nè cedimenti di alcun genere.


angiame
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Messaggio da angiame » dom 28 lug 2013, 0:39

Tizi bravissima!!! E cosa ti ha detto lei???


 


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