Si prova ad andare avanti

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LucaS90
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Si prova ad andare avanti

Messaggio da LucaS90 » dom 10 mar 2019, 11:00

Salve a tutti

Mi chiamo Luca ed ho 29 anni.

Ho aperto questo post per sfogarmi perche' davvero non so più come andare avanti.

Chiedo venia in caso di errori grammaticali e per il muro di testo qui sotto.

3 settimane fa mia madre è venuta a mancare all'età di 67 anni dopo una lotta tra il primo tumore e poi la sua recidiva per 9 anni.

Pensavo di riuscire ad alleviare il dolore, la mancanza e la voglia di parlarci con il tempo ma ahimè più penso a lei ed alle cose che facevamo più ci sto male.

Io ho un fratello ed una sorella ma entrambi abitano lontani da me, mentre mia madre abitava al piano di sopra e con me era un rapporto unico, con un legame che si è rafforzato ancora di più quando nel 2013 ha divorziato.

Era un rapporto che ahimè non avrò mai con nessuna persona, a volte, e non me ne vergogno a dirlo, mi sentivo come un bambino con lei, non avendo poi passato un'infanzia felice per colpa di mio padre.

Non riesco a pensare che sia andata via, che non ci parlerò più, che non vedremo insieme avanti un altro o che magari, vista la bella stagione in arrivo, ci mettevamo seduti in giardino a bere latte di mandorla e godersi la tranquillità nel vivere in campagna.

Tutto iniziò nel Maggio 2010 con la scoperta di un tumore ( scusatemi ma non mi ricordo bene i dati clinici ed i nomi di questi mali infami ) al colon-rettale con conseguente radioterapia e chemio con un'ipotesi di operare in caso non si riuscisse a debellare.

A metà 2011 il tumore è stato "sconfitto" e da li in avanti iniziano i controlli ogni tot mesi.

Tutto nella norma fino al 2016,inizio Gennaio ed il giorno del mio compleanno, mia madre vede del sangue nelle feci ma essendo ritornati dalla Calabria per un battesimo, pensavamo che fosse stato il mangiare troppo piccante ( l'oncologo aveva dato informazioni anni prima di non esagerare col piccante ).

Marzo 2016 è iniziato l'incubo, dopo una tac, ci è stato chiesto di andare a fare una Pet per analizzare meglio il tessuto che dalla tac non si riusciva ad evidenziare. Fino a Settembre 2016 l'ansia saliva sempre giorno per giorno, quando tra ricovero e PET è arrivato il risultato di una recidiva di tipo metastatico ( ora non ho i fogli sotto mano, appena potrò aggiornerò il post con l'esito esatto ) ai linfonodi.

Ovviamente mia madre non sapeva che fossero di tipo metastatico, in quanto ho chiesto io ( con i miei fratelli a favore ) di non dire tutto a lei per via della sua ansia enorme.

Da Novembre 2016 inizia la chemio, un giorno in ospedale e poi 4 giorni di seguito a casa con l'elastomero, tutto questo ogni 21 giorni. In quei giorni subi anche un'intervento per mettere uno stent in quanto l'ingrossamento dei linfonodi stava ostruendo l'uretra del rene.

A Gennaio 2017 viene ricoverata per una trasfusione.

Arrivati a Marzo 2017 aveva finito la chemio. A Maggio 2017 si inizia con la radioterapia mirata, in quanto la chemio aveva diminuito un po questo tumore maledetto.
33 sedute, 2 volte al giorno, una la mattina ed una la sera, dal lunedi al venerdi, facendo avanti indietro per 200km al giorno tra casa ed ospedale.

Finita la radio a metà Giugno 2017, siamo stati in "pace" fino a ottobre 2017, quando gli riscontrarono che la radio non aveva avuto il successo sperato. Nel mentre io, nel momento di pace data dalla radioterapia, stavo organizzando il mio matrimonio ( mio fratello e mia sorella già erano sposati, lui nel 2014 e lei nel 2015 ) in quanto non sapevo come fosse andata questa malattia e volevo sbrigarmi a fare questo regalo.

A Gennaio 2018 ( anno peggiore, oltre al 2019 ) si inizia la Chemio ogni 21 giorni, senza farla a casa, per contenere questo tumore. A Febbraio 2018 la chiamata dell'oncologo che mi disse " E' molto probabile che tua madre non arrivi al matrimonio ".

Ma nonostante tutto, lei ha continuato la chemio fino a Maggio 2018 e poi ha chiesto di smettere perchè non voleva essere debilitata al mio matrimonio che sarebbe stato a Giugno 2018. Mi ha portato all'altare.

Ad Agosto 2018, avverte dolori, non andava di corpo da una settimana, per cui siamo andati al pronto soccorso, in quanto il dolore era allucinante.

Il 15 Agosto viene ricoverata e mandata di urgenza in Terapia Intensiva in quanto lo stent si è rotto e lei era andata in setticemia. Anche li il quadro clinico era grave e le speranze che arrivasse alla sera erano poche.
Ma invece superò anche questa ed usci dall'ospedale il primo Settembre 2018, con al posto dello stent una nefrostomia e la sindrome del cuore infranto.
Ed ogni giorno doveva prendere Cardicor-Parriet-Triatec per salvaguardare il cuore.

A Novembre 2018 un altro ricovero per cambiare la nefrostomia in quanto la precedente si era staccata.

Sempre lo stesso mese ci fu' l'incontro con l'oncologo per stabilire come proseguire e ci disse che con il fattore del cuore debole e lei che non era in forma sarebbe stato impossibile chiedere un immunoterapia ( l'ultima spiaggia che ci dissero in un incontro a luglio 2018 ) e che la chemio in quelle condizioni non la poteva fare. In poche parole "godetevela e cercate un hospice"

A Gennaio 2019 dall'epifania, ecco che arrivano i dolori forti. Si va di Targin 10+5 la mattina e poi la sera.

Niente da fare i dolori aumentano e con il passare dei giorni si inizia la cura di Toradol. Fino al maledetto Giovedi di San Valentino, lei stava a letto, stavo preparando la cena con mia moglie per mangiare tutti e tre insieme, quando all'improvviso un'emorragia dalla vagina. Tutto il sangue, l'ambulanza e l'arrivo all'ospedale.

Ci dicono che sta bene, che hanno fatto in modo di mettere un "tappo" in quella parte per evitare l'emorragia ed iniziarono la trasfusione. In quei due giorni, gli fecero 8 sacche di sangue e 3 di plasma. Ma nulla il tappo non è riuscito a fermare l'emorragia. Nel mentre faceva la trasfusione iniziarono con la morfina. Sabato 16 Febbraio alle 15:30 è deceduta davanti ai miei occhi.

Ahimè quelle immagini del sangue, dei lamenti che aveva di notte e di giorno , dell'ultima frase che ci siamo detti in ospedale " noi andiamo a casa a farci una doccetta che puzziamo e poi ritorniamo " e la sua smorfia mista tra la tristezza nel sapere che sarebbe finita ed una flebile risatina per non farmi preoccupare, saranno sempre nella mia testa.

Io oggi vado fuori per una settimana da questa casa che mi porta tanti ricordi, tanta nostalgia, tanta tristezza. Ma se al mio ritorno dovesse ancora essere cosi, credo che debba andare da uno psicologo, perchè in quel bruttissimo giorno, è morta la mia metà.

3persempre
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Re: Si prova ad andare avanti

Messaggio da 3persempre » dom 10 mar 2019, 22:59

Caro Luca,
passare quello che passa chi accompagna un malato fino al suo ultimo respiro è traumatico in modo indicibile. E' una vera e propria tortura che ci scava dei solchi nell'anima e, a dirla tutta, nel corpo. A 30 anni ci sentiamo vecchi e senza futuro.
Ma ce l'abbiamo.
Mio marito è morto a 32 anni. Non ha potuto compierne 33 e io sto per diventare più grande di lui. E' una cosa inconcepibile... la nostra bimba aveva 12 giorni, ora sta per compiere 14 mesi... come superare tutto questo? Intanto prenditi un po' di tempo, il dolore cambia, ma adesso è troppo fresco. Poi senza dubbio rivolgiti ad uno psicoterapeuta (meglio di un semplice psicologo), che ti aiuterà in questo cammino straziante che ti aspetta. Stringi i denti e sfogati anche qui, quando ne avrai bisogno.

 


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