Quanta fatica!

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
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Monik
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Messaggio da Monik » sab 16 feb 2013, 22:31

Ciao Baby, come va? Non riesco a scrivere come stai..perchè non mi piace..invece come va la trovo un po' più aperta come domanda..perciò la risposta può spaziare su varie possibilità.

Posso dire che mi sento meglio. Ho solo accumulato troppa tensione e sto vacillando con l'autocontrollo..Paolo60 dice che sono "troppo dura" nei post che scrivo e che spesso mi tirerebbe le orecchie..ed essendo in stend-by..sono andata a rileggere..

Ragazzi, quanta fatica.


Monik

Dino 57
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Messaggio da Dino 57 » dom 17 feb 2013, 16:45

L'altro ieri ero ricoverato in splendido isolamento in radioterapia,chiuso nei miei pensieri e con la compagnia del mio fidato e fedele net-book.Girovagando in rete ho letto un interessante articolo a proposito della morte che mi ha fatto riflettere.In sostanza un famoso oncologo con le iniziali U.V., sostiene che la morte è semplicemente la fine biologica della nostra esistenza e noi occidentali non siamo abituati a questo.Il professore in questione ,giustamente afferma che tutti abbiamo diritto a una morte dignitosa, senza sofferenza; il punto secondo è proprio questo:la morte dignitosa.Da quando ho iniziato la mia battaglia che devo dire per ora non mi ha portato a sofferenze fisiche indicibile il mio desiderio è di morire dignitosamente nel giorno che il destino mi ha assegnato.Ognuno di noi rabbrividisce al pensiero che i nostri cari possano un giorno lasciarci,mi chiedo ma questo non è egoismo?


risha
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Messaggio da risha » lun 18 feb 2013, 23:58

Io credo che se un proprio caro muoia a 80 anni ci si può restare male ma prima o poi arriva la rassegnazione, d'altronde si sa, la vita è un ciclo che si conclude con la morte. Le cose cambiano se il proprio caro muore non di vecchiaia ma giusto per restare in tema, di cancro, e magari non ad 80 ma a 50 anni, allora li io mi rabbrividisco.......


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Monik
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Messaggio da Monik » mar 19 feb 2013, 16:13

Dino 57 la risposta è complessa e delicata.

Morte dignitosa. Intanto bisognerebbe capire cosa intendi tu per morte dignitosa.

Cosa ti aspetti tu dalla morte dignitosa.
Ti posso scrivere ciò che ho desiderato io dopo 4 maledetti e lunghissimi giorni di agonia, vissuti in simbiosi di mio fratello 35enne..aveva: carcinoma gastrico tipo diffuso.

SI ho desiserato tanto la Sua morte.

E non me ne vergogno.

Mi scrivono che non è egoismo, è amore, Amore con la A maiuscola.


Monik

Dino 57
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Messaggio da Dino 57 » mer 20 feb 2013, 0:20

i dubbi mi assalgono,non ho una risposta ma mi pongo tante domande.

I vostri punti di vista sono la dimostrazione che il tema è complesso e forse un forum non è il luogo dove discuterne al meglio.

La morte dignitosa secondo me è quella che ti permette di lasciarti andare nella consapevolezza che tutto è stato fatto ma che quella sofferenza fisica e psicologica che stai affrontando è inutile anzi dannosa,le urla di dolore ti fanno perdere la dignità di uomo.

Scrivo questo in quanto ho assistito nel chiuso delle camere di ospedale quando i parenti sono a casa a sfoghi che con estranei sono fiumi in piena,cose che con i propri cari non si ha il coraggio di affrontare.Sia ben chiaro la speranza e la voglia di lottare e sperare nella guarigione o perlomeno nella cronicizzazione della malattia deve essere sempre ben presente e tutti noi dobbiamo avere fiducia che questo accada.


angiame
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Messaggio da angiame » mer 20 feb 2013, 0:54

Sai Dino come dici tu questo è un discorso complesso

io sono della tua stessa idea... perché bisogna morire tra dolori atroci con i nostri cari che fanno di tutto per tenerci in vita anche se di vita più non si tratta

io sono convinta che fino a quando una vita si possa ancora vivere allora si per me è giusto accanirsi... ma nel momento in cui la vita non è più degna di essere vissuta allora li si che i nostri cari si dovrebbero rassegnarsi...

Il problema è che qui in italia non esiste eutanasia... un pò di tempo fa ho avuto una piccola discussione con una signora che parlava proprio di questo con il panettiere un caso che ha fatto scalpore in italia, quel padre che ha tolto la vita alla figlia che era in vita solo grazie alle macchine... e li veramente ci sono rimasta male perché lei era contraria... certo sono storie diverse da uno che ha la bestia e lei che invece cerebralmente non era più viva... ciò non toglie però che fin quando la vita si può definire vita allora perché non farlo?? E non si tratta di egoismo però... penso che per ognuno di noi sia difficile l'accettare che sia arrivato il momento dei saluti... il problema è che in italia non esiste il modo di avere una morte... per quanto brutto e devastante può essere il tumore di per se ... almeno dignitosa sia per noi familiari che per i nostri ammalati...


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Messaggio da monica691 » mer 20 feb 2013, 2:32

salve a tutti come state?mi intromettto nel vostro discorso........mi sono ritrovata a vivere la morte di mio marito 3 giorni di pura agonia......questo è dignitoso?no x niente!mi sono ritrovata a implorare i medici di fare qualcosa,almeno di addormentarlo poichè fino ad un ora prima di morire era di una lucidità assurda,era piu lucido di quando stava bene,nn ha mai sparlato o detto cose strane,ma i dolori se lo stavano divorando!è giusto morire in questo modo?è giusto rendersi conto che si sta x morire?io sono x l eutanasia al 100 x 100 quando nn c è veramente piu nulla da fare!quando entri nel tunnel del cancro all inizio preghi che ci sia un miracolo x la guarigione,preghi che la persona che ami rimanga qui cn te.....poi avviene il contrario e quando arrivi al punto che nn ci sta piu nulla da fare e vedi solo urla di dolore cominci a pregare che tutto finisca al piu presto e preghi la morte ma solo xchè la morte in quel caso significa smettere di vedere soffrire la persona che ami!a me è successo questo nn ne potevo piu di vederlo cosi e nn poter fare nulla!un abbraccio a tutti e scusate l intromissione


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Messaggio da GIORNOPERGIORNO » mer 20 feb 2013, 4:41

Ciao Monica e ciao a tutti.
Il concetto di dignità della morte, a mio avviso rimane molto legato all'accesso alle terapie del dolore, che, mi spiace continuare a constatare, non in tutta Italia vengono offerte come sostegno al malato.
Forse varrebbe la pena aprire un dibattito sul fattore culturale sottostante ....
Quanto all'eutanasia .... non so, non fa parte della mia formazione ... ma non esprimo giudizi, perchè credo che non possa fino in fondo comprendere un'aspetto cosi delicato se non vissuto sulla propria pelle ...


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Messaggio da Monik » mer 20 feb 2013, 17:08

Cara monica691 come va? Sono pienamente d'accordo su ciò che hai scritto. Anch'io mi sono ritrovata a vivere e chiedere ciò che hai vissuto: chiedere di addormentarlo intanto che gli spasmi di dolore lo devastavano. Se non addormentarlo, stra-sedarlo, intontirlo. Fare qualc'osa per non farLo soffrire. Soffrire inutilmente, perchè non c'era più nulla da fare se non aspettare che il cuore o i polmoni non funzionassero più. Solo chi ha vissuto un'atrocità e un'agonia del genere riesce a comprendere il perchè si riesca ad augurare la morte. La fine di tanta sofferenza.

Augurare la morte ad una persona amata, ti uccide dentro.


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Messaggio da Dino 57 » mer 20 feb 2013, 17:42

Il tema dell'eutanasia in Italia è tabù a causa di molteplici motivi,anzi uno:la chiesa. Essa ritiene che l'uomo non ha diritto a decidere, la vita gliela data il Signore.

Argomentazione rispettabile ma non comprende coloro che cattolici non sono,questa secondo me è il tema "politico".Nel vita di tutti i giorni e cioè quella vera,quanto affermato da giornopergiorno è condivisibile in tutto,anche quando afferma che bisogna trovarsi nelle condizioni di dover decidere in prima persona sulla vita o la morte nostra o di un nostro caro per conoscere fino in fondo quali sarebbero le nostre decisioni.


 


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