Se sei un familiare o un amico........

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
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Diana
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Iscritto il: gio 27 mag 2010, 4:49

Messaggio da Diana » sab 29 mag 2010, 21:12

Grazie Paola. Con tutto il cuore,

un abbraccio enorme, ti sento molto vicina, le tue parole, da cui traspare tanta forza, mi danno un piccolo prezioso sostegno.

Diana


alessandra
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Messaggi: 39
Iscritto il: mar 1 giu 2010, 18:23

Messaggio da alessandra » mar 1 giu 2010, 19:50

Ciao a tutti, mi chiamo Alessandra e anche io ho un grande dolore... Ormai da 12 anni .. Mia mamma è malata di cancro e da molto tempo frequento ospedali, e cerco di affrontare le cose con lei.

Ho 33 anni e da quando ne ho 20 che non vivo piu' la mia vita ma solo quella di mia madre.

Ho una bimba di due anni che dovrebbe darmi la forza ma ultimamente ho perso tutto.

Vedo mia mamma piangere e soffrire perchè si sente debole ogni giorno di piu' e io che dovrei adesso starle accanto piu' di prima sono ormai stanca e straziata dal dolore di questi anni.

Non so come reagire e non so piu' che parole usare sia con lei che con me stessa. Ho perso i punti di riferimento e ogni cosa che faccio nella quotidianità è diventata un peso.

Mi sento sola ... Mia mamma era la mia migliore amica ma ora non posso piu' dirle le mie ansie e le mie paure perchè riguardanol soprattutto lei.

Mi sembra tutto un incubo e delle mattine mi sveglio convinta che sia così. Sogno ogni notte che lei guarisca e che torni ad essere la donna forte e sana di un tempo !!

Grazie a tutti.

Un abbraccio

Alessandra


Maeve
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Iscritto il: mar 11 mag 2010, 19:42

Messaggio da Maeve » mar 1 giu 2010, 20:04

Ciao a tutti, mi chiamo Maria e ho scoperto solo di recente il sito e di conseguenza il forum. Leggendo le vostre storie ho rivissuto la mia esperienza con tutti i drammi che ne conseguono. Chi ha provato questa esperienza sa benissimo qual'è la prima reazione: ti chiedi perché proprio a te, proprio nel momento in cui le cose iniziano ad andare meglio, stai pensando insieme al tuo compagno ai preparativi del tuo matrimonio, tocchi il cielo con un dito, vedi che anche tua figlia condivide la tua felicità, e poi...Un carcinoma alla guancia sinistra ti fa crollare il mondo addosso. Vorresti urlare che la vita è uno schifo, che ti bastava quello che già ti portavi dietro dall'età di 8 anni (sono diabetica), e pensi che è meglio farla finita. Ma sono testarda e, passato lo sgomento,ho fatto un discorso al carcinoma. Gli ho semplicemente detto che gli avrei reso la vita molto più difficile di quanto lui potesse fare a me. Devo ringraziare i medici che mi hanno aiutato moltissimo, ai miei familiari che mi sono stati vicino, all'allora mio compagno e attuale marito se sono riuscita a venirne fuori. All'inizio mi era stato detto che avrei dovuto fare un intervento, ma data la mia età (all'epoca avevo 47 anni, ora ne ho 50)i medici hanno optato di intervenire solo con chemio e radio. Da una parte è stato meglio così, l'intervento mi avrebbe deturpato il volto, così invece ho la pelle,colpita dalla radio leggermente più scura.Il brutto in tutto questo è che sono rimasta senza lavoro, e tra la crisi e l'età (sembra che una donna dai 35 anni in su non sia capace di fare nulla) sono a casa. Certo non ho più la resistenza di 3 anni fa, e di conseguenza non sarei all'altezza di fare 8-9 o più ore in catena di montaggio, purtroppo la chemio mi ha guarita dalla malattia ma ha colpito le articolazioni,per cui certi movimenti di gambe e spalle chi riesce più a farli (un piccolo esempio: allacciarmi o slacciarmi il reggiseno,...). Vorrei tanto potermi sentire di nuovo utile...


betta
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Iscritto il: mer 2 giu 2010, 5:36

Messaggio da betta » mer 2 giu 2010, 6:09

Ciao sono Elisabetta, anche io ho un grande dolore, a mio fratello (53 anni), alla fine di marzo 2010 gli è stato diagnosticato un adecarcinoma al polmone con numerose lesioni cerebrali. Mi è caduto il mondo addosso. Sono stata io che l'ho accompagnato alle visite e sono stata io che gli ho dovuto dire la verità. Da quei giorni mi sveglio ogni mattina pensando che sia tutto un incubo, ma purtroppo non è così. E poi veder soffrire i miei genitori è veramente straziante, vorrei prometter loro di poter risolvere tutto ma so che non è così. Loro hanno già perso un figlio all'età di 5 anni e non meritavano un altro dolore così grande. Vedendo Matrix del 11 maggio 2010 ho preso un po di coraggio, così l'ho fatto rivedere ai miei genitori e a mio fratello sperando che anche loro ne acquisissero un po. Ora mio fratello ha fatto un ciclo di radioterapia alla testa e dopo un mese fatta una tac di controllo le lesioni si sono fermate ed in alcuni casi si sono leggermente asciugate. Siamo in attesa di iniziare la chemioterapia, ma nel percorso ha già avuto numerosi problemi tra i quali un'embolia polmonare. Ci sono giorni che lo vedo triste e penso che non ce la farà, altri giorni lo vedo felice come ad esempio stasera che è uscito per andare ad una festa della sua squadra di calcio e penso che ne uscirà bene da questo incubo. Io che sono più piccola di lui ed ho avuto sempre bisogno del suo sostegno per ogni cosa che volevo fare ora mi ritrovo che lui ha bisogno di me per tutto! Non può più guidare l'auto, non più svolgere le sue mansioni di vigile del fuoco, ... è difficile da accettare. Ma mi è stato detto che nulla viene per caso e allora con la fede che sempre mi accompagna dico Signore fai quello che devi fare ma non farlo soffrire!!!


alessandra
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Messaggio da alessandra » mer 2 giu 2010, 20:55

Vi sono vicina, anche la mia sofferenza è infinita.

SENTO CHE LA MIA VITA STA FINENDO CON QUELLA DI MIA MADRE !

ALE


Walter
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Messaggio da Walter » mer 2 giu 2010, 22:25

Ciao Alessandra

perdere un genitore per cancro è un'esperienza distruttiva: io 12 anni fa' ho perso mio padre, che si stava godendo la pensione dopo una vita di duro lavoro.

Assieme ai miei fratelli abbiamo cercato di fare il possibile, ma la sfortuna ed anche l'incompetenza di un dermatologo hanno creato una situazione sempre più degradata ed alla fine l'abbiamo perso.

A me, ai miei parenti ed ai conoscenti è rimasto un buon ricordo che piano piano ha curato la ferita.

Tu hai una bambina di pochi anni e devi pensare a lei: il tuo immenso dolore per il male che da oltre 12 anni affligge tua mamma non deve farti abbattere fino alle estreme conseguenze.

Tua figlia ha diritto di vivere accanto a sua mamma ed il tuo dovere principale è di pensare a lei e soprattutto non devi perdere la speranza: spesso le situazioni miracolose si avverano.

Nel malaugurato caso che tua mamma venga a meno devi trovare una ragione di vita in tua figlia, nel suo futuro.

Non sono uno psicologo e non so trovare le parole, però è il nostro destino prima o poi lasciare questo mondo: l'importante è che si lasci un buon ricordo.

Pensa anche a tua madre, che ha bisogno di conforto, di forza morale, di sostegno: vederti abbattuta per lei è la peggiore medicina.

Walter


betta
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Messaggio da betta » mer 2 giu 2010, 23:36

Hai ragione Walter, le tue parole sono di conforto anche per me. Anche se è difficile non rimanere totalmente coinvolta dalla malattia di mio fratello, cerco di sforzarmi di pensare ai miei figli, che nonostante tutto mi danno grandi soddisfazioni specie in questo periodo. Ma dentro la mia testa dico "è lui che in questo momento ha bisogno di tutte le mie attenzioni" e poi penso che anche loro hanno bisogno della mia presenza,. E allora con gran fatica vado da loro e cerco di ritornare a vivere serenamente.

Elisabetta


alessandra
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Messaggio da alessandra » gio 3 giu 2010, 2:01

Cari Walter e Betta,

le vostre parole sono giustissime ma purtroppo in questo momento ho perso la mia lucidità.

Non riesco a parlarne con nessuno che mi sta vicino perchè fortunatamente per loro non ci sono mai passati.

Mi sento in gabbia, vorrei urlare al mondo che sono incazzata e che non è giusto !!

Vorrei prendermela con qualcuno ma non so nemmeno io con chi e allora la faccio pagare a tutte le persone che mi stanno intorno.

Mi isolo e non voglio sentire parlare nessuno del mio dolore..

Forse sono egoista o forse sono solo stremata dalla situazione che dura ormai da molto..

Grazie a tutti !

Ale


betta
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Iscritto il: mer 2 giu 2010, 5:36

Messaggio da betta » sab 5 giu 2010, 3:49

Cara Alessandra, hai ragione ad essere arrabbiata, forse è il tuo modo di sfogare l'ingiustizia della malattia di tua mamma. Sai alcuni amici mi dicono che nulla avviene per caso e allora io penso perchè a mio fratello? perchè alla mia famiglia? o perchè a qualche altro? Nessuno dovrebbe soffrire in questo modo neanche il nostro peggior nemico. Allora alle sera andando a letto prego, prego, prego... chiedo al Signore di compiere il Suo volere, se vuole può portarselo con sè oppure lasciarlo a noi ancora, l'importante è che non lo faccia soffrire. La psicologa del Centro Oncologico che ci segue, ripete sempre di vivere ogni giorno come fosse l'ultimo. Dice bene lei, ma è faticoso a non pensare che domani mio fratello potrebbe star male, potrebbe peggiorare e forse andarsene per sempre... Nel frattempo io ho deciso di godermi ogni momento che lui sta bene e quando lo vedo così quasi mi dimentico della sua malattia.

Vorrei ringraziare ai creatori di questo forum per avere la possibilità di parlare con persone sanno comprendere questi miei momenti di sfogo. Grazie a tutti. Elisabetta


ariella62
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Messaggio da ariella62 » dom 6 giu 2010, 20:13

Ciao a tutti e in particolare ad Alessandra alla quale vorrei dare un abbraccio forte e dirle che mi si stringe il cuore a sentire quanto dolore sta provando.

Cara Alesssandra anch'io sto vivendo tra rabbia e paura per la grave malattia di mio padre e ci sono giorni che lo sconforto prende il sopravvento, ma mi sono riproposta di non perdere la fiducia,

di passare più tempo con lui;

di fare in modo che i nipotini conoscano il nonno per quello che è sempre stato per me: un punto di riferimento importante, un padre che sa prendere in mano le situazioni più difficili e guidarti nella strada della vita;

di proteggerlo dalla curiosità un pò morbosa della "gente";

di essere in questo momento io una spalla di sostegno per lui;

di non ricordargli sempre che è malato;

di progettare il futuro con lui;

di non fargli portare anche il peso del mio dolore.

E' quanto posso fare da figlia, non è molto lo so, ma così mi sembra di fare qualcosa per lui che ha fatto tanto per me.

Spero che anche tu trovi una strada meno dolorosa per affrontare questo terribile prova della vita.

Coraggio Alessandra, non sei sola.


 


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