Se sei un familiare o un amico........

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
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saretta271079
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Messaggio da saretta271079 » mer 29 ago 2012, 14:53

Ciao a tutti,

oggi sono incavolata nera...ieri sera il mio compagno ha deciso a cena di aprire il discorso "mamma" chiedendomi qual'è l'ultimo mio ricordo di lei..mi ha detto : non so un film visto insieme o qualcosa del genere ...

mi sono cadute le braccia...ma che domanda di merda è ??? ho iniziato a piangere a dirotto...per sentirmi dire " mi sembra che questo ultimamente sia quello che ti rende nervosa ecc e tante belle parole..."

L'ho odiato...e nn gli ho risposto...

Come fai a chiedermi una cosa del genere...perchè riaprire quella ferita nell'unico momento in cui non ci penso...

non ci vuole molto a capire che nella mia testa gli ultimi ricordi sono gli ospedali , le visite , lei che non mangiava più e che stava morendo....

Sono ancora incredula di quanto è successo..


me
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Messaggio da me » mer 29 ago 2012, 15:32

ciao Saretta,
è vero che spesso le persone a noi più vicine non ci capiscono e questo ci fa arrabbiare ancora di più e ci sentiamo autorizzate a trattarli peggio di come tratteremmo gli altri. però in un certo senso è normale. Mia mamma si è aggravata la scorsa settimana, è per la prima volta mi sono sfogata con mio marito. lui le vuole molto bene lo so e lo dimostra ogni giorno. Però sai come mi ha risposto " pensa che tua mamma ha quattro figli tutti che lavorano e sono "felici" se dovesse succedere alla mia con mia sorella disoccupata e single ?" anche io li per lì mi sono imbestialita che significa siccome mia madre con i figli è stata brava e fortunata io devo soffrire di meno !? oppure può vivere meno perchè ha fatto tanto nella vita ?

Ma poi ho pensato che chi non si trova nella nostra situazione non può davvero capire il dolore assoluto che si prova. Lui mi ha dimostrato di esserci quando sia io che mia madre avevamo bisgono di aiuto. e questo mi deve bastare.
Cerca di concentrati sui bei ricordi non farli coprire da quelli tristi degli ultimi giorni, in quei giorni era la malattia che aveva il sopravvento tu ricordati della tua meravigliosa mamma e non di quello schifo di malattia !
ti abbraccio


linetta
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Messaggio da linetta » mer 29 ago 2012, 16:58

Saretta, me,

Com'è vero purtroppo!! Spesso chi diamo per scontato che debba per forza trovare le parole giuste, sbaglia clamorosamente facendoci sentire ancora più soli.

Mi pare sia un " male comune" quello di sentirsi dire frasi che sembrano dettate solo dall'egoismo di chi non sa più che pesci prendere con la sofferenza dell'altro.

Mia madre, tanto per dire, mi aveva detto, a pochi giorni dalla morte di Dani, che sbagliavo ad essere triste perché lo avevo aiutato ed avevo fatto molto.. Visto che non e' nuova a frasi del genere ho lasciato perdere e non ne ho più parlato. I miei sono le classiche persone che se il figlio ha un problema, diventa il " loro" problema e devono essere un po' sempre al centro dell'attenzione. Non posso negarlo, in sintesi e' così da sempre, dai piccoli problemi scolastici ai problemi sentimentali... Diventava sempre una faccenda loro, la frase frequente era " ma tu non sai quanto stiamo male noi, tu non ci pensi"...!!

Credo che certe persone abbiano proprio molta difficoltà a gestire la sofferenza altrui che richiede sempre un nostro mettersi da parte e non considerarsi, comunque e sempre, al centro di tutto.

Lo avevamo detto tempo fa, Saretta, ricordi?

Allora parlavamo di genitori, ma credo valga per tutte le figure che ci ruotano attorno ed hanno legami forti con noi.

Ragazze, capisco la vostra reazione, anche io mi sarei arrabbiata al posto vostro.

Chissà cosa ne pensa Giuseppe, che ci dona sempre pareri pacati..

Spero di leggere un suo commento..

Per ora finisco, vi auguro di cuore una giornata non troppo pesante.

Il mio pensiero vi accompagna

Linetta


GIUSEPPE
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Messaggio da GIUSEPPE » gio 30 ago 2012, 3:24

Linetta, Me e Saretta, questa sera avevo in programma di non fare interventi, sono stanco, ho avuto una giornata lavorativa faticosa, Linetta mi ha coinvolto ed eccomi qui, anche perchè l'argomento è meritevole di attenzione:

Me scrive"spesso le persone a noi più vicine non ci capiscono", rovesciando il concetto possiamo anche dire "spesso noi non comprendiamo le persone a noi vicine". Ne deriva l'importanza di una comprensione reciproca senza la quale viviamo male.

Al riguardo vi trascrivo il seguente pensiero tratto da un libro scritto da una psicologa:

"Come la gramigna, l'incomprensione attecchisce in qualsiasi terreno: in famiglia, a scuola, sul lavoro, nell'amicizia. Inquina i rapporti e riempie la vita di malinconie segrete o di inespresse sofferenze.

Tutti prima o poi, abbiamo sofferto di incomprensione. Vivere il disagio di non essere capiti è molto frequente, più raro scoprire di avere a nostra volta frainteso gli altri. In questo modo entriamo e usciamo dal ruolo di "incompresi" e ciò finisce per costituire delle ineludibili difficoltà della vita. I problemi nascono quando ci lasciamo imprigionare nel ruolo di "incompresi a senso unico", senza mai considerare la possibilità che proprio coloro da cui ci aspettiamo di essere capiti sperino a loro volta di ottenere ascolto e apertura mentale da parte nostra. Può accadere che due persone stentino a entrare in sintonia non a causa di insanabili dissensi, ma semplicemente perchè usano linguaggi diversi e diversi modi di valutare le cose. Ciascuno di noi è immerso in un proprio mondo di valori, di convinzioni, di esperienze che costituiscono, in modo consapevole o inconsapevole, il supporto e il filtro di ogni nostra relazione......."

Un affettuoso saluto a Linetta, a Me,a Mariasole, e quanti mi leggeranno.

A tutti una notte serena.

Giuseppe


linetta
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Messaggio da linetta » gio 30 ago 2012, 3:35

Grazie Giuseppe.....

Buona notte anche a te, ti auguro un sonno ristoratore dopo una lunga giornata.

Buona notte a tutti miei cari Amici,

Linetta


saretta271079
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Messaggio da saretta271079 » gio 30 ago 2012, 14:39

Grazie per le tue parole Giuseppe...

Buona giornata a tutti


me
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Messaggio da me » gio 30 ago 2012, 19:45

Giuseppe,
le tue parole mi hanno fatto riflettere molto.
grazie


GIUSEPPE
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Messaggio da GIUSEPPE » gio 30 ago 2012, 21:07

Cara Me,

apprendere che le mie parole unitamente al pensiero di una nota psicologa da me riportato siano state per te motivo di riflessione mi riempie di gioia. Scrivo volentieri in questa rubrica, anche se da guarito appartengo al cosiddetto club dei vivi o lungo viventi, continuo a sentirmi vicino a quanti vivono la complessa esperienza cancro.

In buona sostanza quale è il tuo pensiero dopo avermi letto?

Buon pomeriggio, è giunta l'ora del lavoro.

Ciao

Giuseppe


mariasole
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Messaggio da mariasole » ven 31 ago 2012, 1:52

Buonasera a tutti!

Il solito saluto e un abbraccio!

Giuseppe ho iniziato a leggere il libro....è bellissimo ed emozionante! Ho anche acquistato un libro intitolato la morte e la vita dopo la morte, di Elisabeth kubler-Ross, "per tanti secoli", disse, "si è cercato di convincere la gente a credere alle cose ultraterrene. Per me non è più questione di credere, ma di sapere: la morte è soltanto il passaggio ad una casa più bella!". Elizabeth Kubler-Ross medico, psichiatra e docente di medicina comportamentale, non esitò a mettere a repentaglio il suo buon nome di scienziata affermando ciò che le esperienze dei morenti le avevano insegnato: la morte in realtà non esiste, "è un passaggio a un altro stato di coscienza, in cui si continua a crescere psichicamente e spiritualmente".
Ora lo sta leggendo mia suocera e dice che è bellissimo! Da leggere


GIUSEPPE
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Messaggio da GIUSEPPE » ven 31 ago 2012, 2:46

Mariasole Cara,

mi fa proprio piacere che il libro è di tuo gradimento, ne riparleremo quando avrai finito di leggerlo. Mi trova interessato il pensiero da te riportato: la morte in realtà.....

Durante la chemio, alla ricerca della mia religiosità ho letto libri che trattavano la religione di cui uno interessante "la religiosità negli aspetti psichiatrici".

Il mondo interiore mi appassiona tanto!

Porgo un caro saluto a te, a Linetta, Monny, Saretta, Me, e a quanti mi leggeranno.


 


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