sono triste

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
Rispondi
GIUSEPPE
Membro
Messaggi: 734
Iscritto il: gio 14 ott 2010, 20:26

Messaggio da GIUSEPPE » lun 26 nov 2012, 4:20

Cara Monik,

sono stato profondamente colpito dalle tue parole. Io ho avuto e superato il cancro, non avevo paura di morire, non ha senso la paura della morte, la paura della sofferenza sì... Soprattutto l'idea di non potere essere più al fianco dei miei cari mi faceva soffrire. Considero la mia vita un continuo apprendere, in questa rubrica, a cui sono molto legato, sto conoscendo meglio il pensiero di chi è accanto a una persona cara colpita dal cancro, di chi come te Monik, Linetta, Ambra, Mariasole ed altri, è stato duramente privato del proprio fratello, del proprio compagno, della propria madre...
L'ho già scritto, voglio riscriverlo il pensiero di D. Servan-Schreiber-psichiatra, vittima del cancro,.... l'ultima pagina del suo ultimo libro, poco prima di morire:
"E' una verità psicologica ben nota: quando perdiamo una persona cara, una persona amata, qualcosa di ciò che ci ha dato continua a vivere dentro di noi e a ispirarci. I nostri morti vivono nei nostri cuori. E' la forma di immortalità più consolante e quella a cui tengo di più.

Mi piace una frase tratta da una lettera che un uomo aveva inviato alla moglie prima di partire per la guerra civile americana. Aveva davvero poche probabilità di rivederla: Se non torno "fisicamente", scriveva, non dimenticare che ogni volta che sentirai la brezza sul tuo viso, sarò io che sarò venuto a baciarti.

Una intuizione che vorrei condividere, scrive Servan-Schreiber, con mia moglie e i miei figli. Voglio pensare che quando sentiranno la carezza del vento sul loro viso, si diranno: E' papà che è venuto a darmi un bacio".
A tutti porgo un affettuoso saluto.

Giuseppe


linetta
Membro
Messaggi: 1892
Iscritto il: mar 15 mag 2012, 23:41

Messaggio da linetta » lun 26 nov 2012, 5:04

Ciao Giuseppe,

Grazie per aver riportato ancora questo brano.. Una brezza leggera..così sarà, lo spero..

Tu sai bene quanto il dolore si attacchi alla pelle, non e' facile liberarsene ma, come tu mi hai insegnato, qualcosa si può provare a fare.. Aprire gli occhi sulle vite degli altri, ascoltare chi e' accanto a te in fila al supermercato, lasciare, insomma, socchiusa la porta di casa..

Capisco bene Monik, capisco quanto siano traditori i ricordi brutti che ti piombano addosso quando sei fragile, quando sei solo..

Pero' non dimentico le tue parole sull'aprirsi agli altri e, anche se non sono sempre capace di farlo, sono convinta tu abbia ragione..

Giuseppe caro.. Come stai tu? Mi sei molto mancato in questi giorni convulsi sul forum per l'avanzare della malattia della mamma di Anbra..

Ti abbraccio forte, un abbraccio a Monik ed il più caro dei pensieri ad Ambretta..

Linetta


iaia80
Membro
Messaggi: 18
Iscritto il: mer 21 nov 2012, 18:05

Messaggio da iaia80 » lun 26 nov 2012, 16:38

Cara Monik,

la cosa che mi manca di più del mio babbo è indubbiamente il fatto di non poterci più parlare, di non potergli più chiedere consigli. Mi dava tanto anche quando non aveva più niente da dare...mi bastavano le sue mani calde a farmi sentire al sicuro. Poi è sparito per sempre e io ho dovuto trovare un altro modo per essere in contatto con lui, per parlarci, per dirgli che ho cambiato lavoro, per raccontargli che il suo nipotino sa fare i versi degli animali. E mi sembra che ogni cosa positiva della vita me l'abbia mandata lui, anche quando perdo le chiavi e le ritrovo credo che lui mi abbia fatto uno scherzo e me le abbia nascoste. Non lo dico così tanto per dire, o per mettere insieme una serie di pensieri scontati. Si vedono le cose che si vogliono vedere, si attribuiscono alle azioni i significati che ci fa comodo dare.

Questa cosa mi fa star meglio, dico meglio nell'immediato, è chiaro che devo venir su questo forum a scrivere e a confrontarmi con gli altri, con quelle persone che sanno veramente cosa ti lascia dentro il cancro, anche se sei stato solo un "accompagnatore".Chi ha visto da vicino tutta quella sofferenza non può dimenticare,nulla è più come prima. E l'odio verso gli altri ce l'ho anch'io, gli altri che non sanno cos'è il mio dolore, che non hanno saputo come comportarsi con me, che hanno fatto finta di niente...Quelli che quando mi vedono pensierosa mi chiedono "cos'hai?" per scaricarsi la coscienza. Li odio con tutto il cuore e mi faccio schifo per quello che provo, perchè l'odio annienta tutto l'amore che sei riuscita a dare a tuo fratello e ai tuoi genitori, perchè l'odio ti impedisce un pò di serenità, quella serenità che ti spetta di diritto. E allora combatti contro l'odio, perchè, anche se è brutto da dire, tu hai la possibilità di scegliere di star bene,

con affetto

Ilaria


luglio 64
Membro
Messaggi: 43
Iscritto il: gio 21 giu 2012, 1:54

Messaggio da luglio 64 » lun 26 nov 2012, 18:43

Mi ritrovo nelle parole di Ilaria. Io non ho perso un papà, ma un marito e compagno di una vita. Sono le mie due figlie che hanno perduto il loro papà, che non potranno mai più condividere le loro conquiste, i loro traguardi, i loro pensieri con Lui. Anche io mi illudo che in ogni azione della giornata ci sia il suo aiuto; dico mi illudo perchè poi ogni tanto penso razionalmente che è solo la mia fantasia a farmi pensare questo. Anche io sono piena di odio e di rabbia e sono certa che mai diminuirà, anzi mi sembra che più il tempo passa e più questo stato d'animo aumenta. Il ricordo della sua sofferenza mi accompagna in ogni momento della giornata, la rabbia della mia impotenza è il sentimento che mi sveglia la mattina e mi fa addormentare la sera. La rabbia di come il cancro riduce delle giovani vite è ciò che più di ogni altra cosa non si riesce ad accettare. Io non combatto contro tutto l'odio che provo, io non prova a star bene perchè non mi sento di voler star bene sapendo che lui tutto questo è stato negato. Non c'è giustizia, non me ne faccio una ragione. Quella famosa frase che tutti fanno: "come stai?" ho imparato a by-passarla, non rispondo più, cambio discorso altrimenti dovrei rispondere in maniera volgare e almeno apparentemente voglio ancora sembrare una persona educata. Non faccio più programmi per me solo quelli necessari per le mie figlie. Non mi interessa come è o come sarà il tempo, la programmazione delle ferie tanto non ho voglia di fare nulla e tutte le altre cose che prima facevano parte della mia vita. Vivo giorno per giorno aspettando la sera per dire uno in meno. Non è un buon pensiero soprattutto per chi ha ancora dei figli giovani, ma io non ho più interessi poichè mi è stata tolta la mia ragione di vita.


linetta
Membro
Messaggi: 1892
Iscritto il: mar 15 mag 2012, 23:41

Messaggio da linetta » lun 26 nov 2012, 19:54

Ciao Luglio64, vengono portate via tante cose dal cancro.. La propria stabilita', magari raggiunta a fatica.. Quando tutto viene spazzato via, sembra che non rimanga più niente..

Carissima, ti auguro di cuore di trovare nelle tue figlie un buon motivo per continuare a vivere meglio. Meritano di sentirsi parte della loro famiglia come il "progetto" di due persone, tu ed Adriano, un progetto senza scadenza..

Sai quanto io ti sia affezionata, non posso che rivolgerti questo augurio..

Ti abbraccio forte,

Linetta


GIUSEPPE
Membro
Messaggi: 734
Iscritto il: gio 14 ott 2010, 20:26

Messaggio da GIUSEPPE » mar 27 nov 2012, 4:14

Linetta,

ti ringrazio per avere commentato il mio post. Hai fatto tua l'dea di" aprirsi agli altri", mi fa proprio piacere, a dire il vero "gli altri" siamo noi, con i nostri pregi, i nostri valori, i nostri difetti, con i nostri pregiudizi. Relazionarci al meglio con gli altri vuol dire , ne sono più che mai convinto nella mia vita postcancro, vivere una dimensione umana, vivere il piacere di aiutare altri esseri umani donando e ricevendo la parte più positiva di noi stessi.Vivere cioè nel presente!

La colpa sociale(gli altri)non è che la conseguenza e la somma delle colpe individuali(le nostre).

Linetta, in diversi post leggo spesso la frase "odio gli altri...". Premetto che rispetto sempre i modi di vivere e di pensare diversi dal mio, ripercorrendo la mia vita all'indietro non vi trovo odio, spesso ho perdonato, considero l'odio altamente tossico.

Introduco adesso l'idea del perdono di Piero Ferruci:

"Una persona che non perdona è come una città in cui il traffico è paralizzato. Molte vie sono bloccate, le automobili non riescono a passare e attendono con il motore acceso, i gas venefici rendono l'aria irrespirabile e avvelenano tutti, la spazzatura non può essere rimossa e giace nauseabonda ai lati delle strade. La gente non può spostarsi da un luogo all'altro, è frustrata, non riesce più a lavorare nè a comunicare con gli altri, nessuno si gode la vita. Lo stato di non perdono è così: il rancore ristagna e crea nuovi rancori e in questo modo blocca la circolazione dell'energia vitale, rallenta i pensieri e avvelena la vita. ........
Linetta, mi chiedi notizie sul mio stato di salute: io sto bene, ho rischiato di morire....., quando dico sto bene, percepisco una serenità mai percepita nella mia vita prima del cancro.
Un caro saluto a te Linetta, a Monik, a Iaia80, a Luglio64, alla cara Ambra, a Pà, a Paolo, ad Angelo, a Giornopergiorno, a Pina, a tutti.

Ciao Linetta!

Giuseppe


sissiun
Membro
Messaggi: 19
Iscritto il: mar 22 mag 2012, 2:29

Messaggio da sissiun » mar 27 nov 2012, 4:37

Giuseppe, grazie. Le parole che hai scritto vere e illuminanti.


GIORNOPERGIORNO
Membro
Messaggi: 1155
Iscritto il: lun 18 ott 2010, 16:08

Messaggio da GIORNOPERGIORNO » mar 27 nov 2012, 4:46

Carissimo Giuseppe,

proverò a riflettere sulle tue parole....

Nel mio caso non sono riferibili esclusivamente alla malattia ... certi comportamenti delle persone esulano dal cancro ... li hanno e basta. Diciamo che a volte siamo più tolleranti noi nel sopportarle ....


linetta
Membro
Messaggi: 1892
Iscritto il: mar 15 mag 2012, 23:41

Messaggio da linetta » mar 27 nov 2012, 4:50

Carissimo Giuseppe...una città paralizzata...è vero, è bella questa immagine, rende molto bene la staticità nella quale si è congelati quando si odia (o non perdona).

Non so dirti molto sull'odio, per quel che mi riguarda.. Lo vedo come un sentimento freddo ed infido, mentre la rabbia è molto "calda"..

Non potrei scrivere, ad oggi, di odiare qualcuno..Ecco, mi hai fatto riflettere, cosa non nuova.

Grazie Giuseppe, grazie perchè scrivi sempre, mi fa tanto piacere sapere che stai bene..

Mi unisco ai tuoi saluti per tutti i nostri Amici..

A te un abbraccio,

Linetta


GIUSEPPE
Membro
Messaggi: 734
Iscritto il: gio 14 ott 2010, 20:26

Messaggio da GIUSEPPE » mar 27 nov 2012, 13:36

A tutti l'augurio di una giornata relazionale positiva.

Giuseppe


 


  • Discussioni correlate
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio
Rispondi

Torna a “Raccontiamoci”