Sono arrivata al punto di rottura

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
Stellacadente
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Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Stellacadente »

Non ce la faccio più. Che poi, lo sappiamo tutti, non è vero, in qualche modo, da qualche assurda parte le energie le trovi, ma se in questo momento non scrivo qui io veramente potrei esplodere, e per esplodere intendo far del male fisicamente a qualcuno. Ecco come mi sento.
Mio papà è allo stadio terminale, e ok (ok un bel niente, ma diciamo così). Mio papà ha pure il parkinson, peggiorato tantissimo, orientamento temporale questo sconosciuto, sullo spaziale ancora un pochino ci siamo. Badante in ferie, ci siamo io e mia mamma. Siamo solo in due, ma io ho anche un lavoro. Un lavoro in cui mi mobbizzano per i salti mortali che sto facendo per mio papà, ma un lavoro c'è, a cui dovrei andarci.
Mia mamma è convinta che lei riesca a far tutto da sola. Ovvio, tutto da sola per carità col mio aiuto. Pertanto in queste 3 settimane di ferie della badante, io sono a casa dal lavoro tutte le mattine, in maniera tale che se si deve uscire per la spesa o anche solo perchè mia mamma tiri il fiato e faccia due passi, lo si fa la mattina, che una delle due è sempre a casa con papà, che non può MAI essere lasciato solo. Ha cali di pressione, giramenti di testa quando si alza. Si DEVE stare con lui, punto. Il pomeriggio devo andare in ufficio: sarei dovuta essere in ferie tutta questa settimana, ma ho 2 colleghe in malattia e un'altra in ferie e quindi questo è il meglio che son riuscita a fare.
Bene. Ieri pomeriggio (io in ufficio, ero a casa la mattina), mia mamma si inventa di uscire, poco per carità, 15 minuti al massimo, e dice a mio papà (che oramai capisce e non capisce): 'esco un attimo, mi raccomando stai lì seduto'. Non mi chiama per chiedermi se posso passare da casa a tener d'occhio papà, non chiede aiuto - come mi aveva promesso - alla badante della signora che abita sul nostro stesso pianerottolo. Esce. Punto. In quei 15 minuti mio papà si alza, cade (non si sa se perde i sensi o se inciampa), e con la testa rompe un vaso di ceramica. Siamo stati in ps dalle 18 di ieri fino alle 11 di stamattina (analisi, tac, osservazione, analisi ripetute 3 volte per valori cardiaci sballati ecc).
Uno dice: mamma l'avrà capito che c'è bisogno di aiuto costante? Mamma l'avrà capito che io sto correndo come una deficiente e che non posso permettermi di perdere il lavoro? Mamma ha capito che se papà perde i sensi, io non ci sono, la badante non c'è, lei non può sostenerlo, che già in passato ('io ce la faccio da sola, non rompere, mi tratti come fossi una mentecatta') si è rotta una vertebra per questo? E ha costretto me per 3 settimane a dormire un'ora per notte e a nutrirmi con un pacchetto di cracker ogni 48 ore per stare dietro a tutti e due finchè non ho trovato una badante?
Il fatto è, detto terra terra, che io non ho soldi: una serie di spese assurde, improvvise, enormi e impreviste mi stan perseguitando dall'anno scorso. Io non avrei alcun problema a chiamare una cooperativa e a farmi mandare badanti a iosa, ma i soldi li dovrebbe tirar fuori mia mamma. A meno che io non abbia il coraggio di chiedere un prestito a mio zio (fratello di mia mamma), prestito che chissà quando riuscirei a saldare.
Oggi sono ovviamente a casa dal lavoro tutto il giorno (adesso collasso a letto. Già la notte tra martedì e mercoledì ho dormito 45 minuti, la notte scorsa manco quelli), e io domani DEVO andare al lavoro. E mia mamma che fa? Dice che ci pensa lei. Che fa venire una badante domattina dalle 10 alle 12. Cosa ce ne facciamo?
Se non ci fosse di mezzo mio papà, se solo io non amassi cmq così tanto i miei genitori, li mollerei al loro destino, perchè io sono arrivata alla frutta.
Da marzo ad oggi ho perso 12 chili, non pesavo così poco nemmeno quando avevo 15 anni. Non ho oggettivamente il tempo di fare le mie visite di controllo perchè il mio tempo è diviso solo tra lavoro e cura dei miei cari.
Quando tutto questo finirà, io lo so che il mio corpo me la farà pagare, lo conosco bene. E siccome io soffro di una malattia cronica, invalidante, che devo tenere sotto controllo non perchè rischi la vita, però se avanza troppo velocemente, le cure non solo sono pesanti, ma si rischia un bell'intervento chirurgico con asportazioni di organi, io devo poter trovare il tempo per andare dal mio medico.
Ma no.... mia mamma ce la fa da sola, guai a chiedere aiuto, guai! Però eh, Stella fammi questo, Stella ho bisogno di quello, Stella vammi a prendere, Stella passa dal doc a ritirare le ricette....
Scusatemi, avevo solo bisogno di uno sfogo, di urlare qui, perchè l'alternativa è di urlare (di nuovo) contro mia mamma.
Stella in caduta libera.
Zimmer
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Zimmer »

Cara Stella, come ti capisco. Sii forte però pensa prima a te stessa. Noi figli amiamo i nostri genitori ma a volte senza accorgercene diventiamo troppo invadenti. Non ti dico di smettere di aiutare i tuoi genitori, ma fai un passo indietro e trova il coraggio qualche volta di dire dei no. Solo in questo modo tua madre potrà forse rendersi conto che da sola non può farcela e che non può sempre e solo contare su di te. Tieni duro cara amica. Zimmer
urania
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da urania »

Ciao Stella! Prenditi un po' cura di te stessa, così non resisti! So cosa vuol dire dover lavorare per la pagnotta. Mia madre malata di cancro abita a 1800 km da me e non posso permettermi di lasciare il lavoro e di andare ogni fine settimana giù economicamente parlando. Oggi mi hanno accusata i parenti, dicono che me ne frego e che devo fare appello alla mia coscienza, ma non posso mollare tutto e trasferirmi, qui con uno stipendio non si vive. Mi porto dietro dei grandi sensi di colpa, con mia mamma ora c'è mia sorella e le ho detto che se non riesce che prenda una badante durante il giorno. So che è dura stare lì, ma anche da lontani si sta male e anche io ho diversi problemi fisici e psichici ultimamente. Anche io sono in caduta libera. Ti abbraccio
spumella
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da spumella »

Stella sono d'accordo con quello che scrivono gli altri.
Sarei stata la prima a dimenticare me stessa per stare dietro alla malattia di mia mamma se l'avessi saputo, però siamo umani anche noi.
Prima o poi crolliamo.
E se ciò succede non va bene per te in primo luogo, ed anche ai tuoi genitori non saresti più di nessuno aiuto, anzi il contrario perchè staresti male pure tu.
So che è facile parlare per chi è esterno, ma devi assolutamente trovare un compromesso per non cadere anche tu nel baratro!
kyky85
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da kyky85 »

quanto ti capisco.... io ho papà terminale, che vive con la sua seconda moglie che ovviamente non è mia madre, la quale mi ostacola parecchio e chissa cosa farà dopo con l'eredità.
Io ho un lavoro in proprio, non solo uno a dir la verità, seguo diverse cose. Ho dei dipendenti, ho da rendere conto alla pubblica amministrazione con cui si lavora, ho due bambini di 6 e 7 anni, un mutuo da pagare, una madre che non vedo da due anni perché mi ha (quasi) rovinato la vita e allora la rovinò a mio padre e una malattia neurologica.
Per la moglie di mio padre quel che faccio non è mai abbastanza. Già vivo col senso di colpa perché vorrei poter far di più per papà, vorrei poter avere più tempo...ma faccio già l'impossibile. da settimane salto le pause pranzo per andare da lui, non ho nonni a disposizione e la baby sitter non posso permettermela, mio padre abita a 20-25 minuti da dove sono io, ho i bambini sempre con me anche al lavoro e mio marito si è preso gran carico del lavoro per cercare di lasciarmi qualche spazio in più. E adesso che lui è incosciente e pesa 45 kg, vi giuro che portarmi dietro i bambini in una situazione così è difficile. Per di più sua moglie invece di sotterrare l'ascia di guerra continua a puntare il dito contro... a volte mi verrebbe voglia di fregarmene e di pensare a me e alla mia famiglia, ma continuo a lottare e ad andare avanti.
urania
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da urania »

Dalle nostre storie si capisce quanto questa malattia trascina anche noi in un baratro. Purtroppo (o per fortuna) la vita va avanti e a certi impegni non possiamo sottrarci, anche se vorremmo stare sempre vicino ai nostri cari non si può. Io vivo con un costante senso di colpa, ma se dovessi lasciare famiglia, lavoro e una casa che sto comprando con mio marito con grossi sacrifici che succederà quando questo incubo finirà? Io spero che i nostri cari possano sempre uscirne, ma mia madre può vivere per pochi mesi o anni e io non posso mettere in stand-by la mia vita, anche se ho dei conflitti interiori. C'è da dire che anche la distanza non aiuta.
Dobbiamo farci forza e per quanto mi riguarda lavorare mi permette di non pensare, altrimenti impazzirei
Stellacadente
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Stellacadente »

Rieccomi qui.
Aiuto.....
Dopo la caduta mio papà non si è fatto nulla in testa. Però i sintomi del parkinson sono peggiorati. In particolar modo l'ipotensione ortostatica. Praticamente se sta seduto a lungo o sdraiato, quando si alza, ha un crollo vertiginoso della pressione e sviene. Fico!
E' da ieri che io e mia mamma gli corriamo dietro per prenderlo, sdraiarlo, tirargli su le gambe. Ieri sera è stato il primo episodio forte, abbiamo preso una paura della madonna. Sarà durato 45 secondi (un'eternità a vederlo), poi si ripiglia, cammina, cosciente, mangia, ride, scherza....
Stamattina di nuovo la stessa cosa: per fortuna vicino al letto, per cui mia mamma ha urlato, io son corsa, l'ho preso, buttato sul letto, alzato le gambe e in 10 secondi si è ripreso.
Ma non si può continuare così. Io HO bisogno di una pausa. Non posso farmi la doccia solo dopo le 22 perchè mio papà è a letto che dorme e allora lì non c'è pericolo che svenga. Sto chiamando le società che danno badanti, vorrei farmi una notte, una sola a casa mia. Ma sapete quanto chiedono? 10€ all'ora + iva (per carità, poi l'iva la si deduce). Io sto cercando una badante che mi faccia tipo dalle 9 di lunedì mattina alle 19 di martedì (ne manderanno 2, o 3 credo): sono 34 ore. Ok, va bene che nell'emergenza facciamo, ma è davvero tanto alto il costo.
La nostra badante abituale rientra domenica prossima. Se faccio una settimana così mi ammalo io.
moni1
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Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da moni1 »

stellacadente! hai ragione....è durissima....cerca di resistere!!!!!!!!!!!
Stellacadente
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Iscritto il: mar 3 mar 2015, 20:28

Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da Stellacadente »

Mi sono affidata ad un'agenzia. C'è una badante, h24, da ieri fino alle 9 di domenica mattina prossima, quando la nostra rientrerà (in realtà rientra o venerdì sera o sabato sera, ma almeno intanto io e mia mamma siamo coperte).
In questo momento io sono a casa mia, svuotata, piena di ansia e piena di ovvi, banali e scontati sensi di colpa. Perchè c'è mia mamma là.
Ieri è stata giornata pesante: nuova badante in casa, papà nervosissimo, ha aggredito verbalmente me e mia mamma in continuazione. Ma questa donna a me e a mia mamma piace molto, e oggi mio papà è più tranquillo.
In compenso stiamo di nuovo temendo il blocco intestinale, ma vabbè (vabbè si fa per dire), è il decorso della malattia, non manca molto, cosa vogliamo farci?
Stiamo vedendo se riusciamo a tenere questa badante di adesso per coprire i riposi della nostra badante solita: dovrei chiamare l'agenzia ma sono svuotata, veramente svuotata.
Poi mia mamma che al telefono mi dice: 'i soldi bisogna tenerli per quando dovrai mettere me in un ricovero'. Le ho risposto: 'prima che io ti metta in un ricovero devi passare sul mio cadavere'. E la situazione è stata questa: a me che vien di tutto a pensare a mia mamma in un ricovero, e a mia mamma che vien di tutto ad associare la parola cadavere a me.... non siamo più lucide, è un dato di fatto.
Adesso mi mangio una pallina di gelato, e poi vado a letto sperando che questi sensi di colpa si attenuino.
Maledetta malattia bastarda.....
Grazie per il supporto!
urania
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Iscritto il: mar 2 giu 2015, 11:05

Re: Sono arrivata al punto di rottura

Messaggio da urania »

Conosco benissimo il senso di colpa! Io ho una rabbia dentro verso questa malattia che non si può capire. Ogni tanto prendo a pugni i cuscini per scaricare tutta la mia frustrazione. Mi sento in colpa per non poterle stare vicino, mi sento in colpa perché non so come essere d'aiuto, mi sento in colpa perché non posso e voglio lasciare la mia famiglia per dedicarmi al 100% a mia mamma, mi sento in colpa per non essere riuscita convincere mia madre a curarsi di più... Semplicemente mi sento un verme e i miei parenti ci mettono un bel carico in questo! Sto cadendo in una profonda depressione
 


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