Microcitoma polmonare

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Barbara70
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Microcitoma polmonare

Messaggio da Barbara70 » gio 19 nov 2015, 13:53

Buongiorno, mi sono scritta oggi per avere qualche informazioni in piu'....anche se oramai credo di averle provate tutte.
A settembre hanno diagnosticato a mio padre 75 un microcitoma polmonare con metastasi epatiche , linfonodi e ossee
è entrato in ospedale da pronto soccorso ed oggi siamo in un hospice..
mi hanno spiegato che questo purtroppo è il tumore più aggressivo che esite...lui è riuscito a fare solo il primo ciclo di chemio....ha smesso di mangiare da 40 gg attualmente sta facendo cure palliative...da una settimana ...si sta rimettendo piano piano a livello psicologico e a dire il vero ha anche iniziato di nuovo piano piano ad alzarsi.. mi chiedo se magari qualcuno di Voi è capito lo stesso che nell'arco di due mesi ci sia questo calo ...ora vorrei poter portare mio padre a casa..e seguitare con l'aiuto di un hospice le cure palliative...mi danno tutti zero speranze ovvero pochi mesi di vita ma nessuno mi dice a cosa si va incontro solo con queste cure...
qualcuno mi puo' aiutare?
grazie mille

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Franco953
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Re: Microcitoma polmonare

Messaggio da Franco953 » gio 19 nov 2015, 16:09

Barbara
a dire la verità sono dubbioso su cosa suggerirti
Faccio il paragone con la situazione di mio padre , anche lui ricoverato, prima di morire in un hospice
Ti espongo ciò che penso, poi vedi tu:
Anzitutto parliamoci chiaro, anche se credo di non dirti nulla di nuovo. Quando una persona viene ricoverato in un hospice, significa che la medicina ufficiale non ha più "nulla da dire" in termine di cure. Il compito dell'hospice è quindi quello di accompagnare il malato alla fine dei suoi giorni senza farlo soffrire.
Dici che tuo padre, piano piano, si sta riprendendo. Io non voglio assolutamente toglierti nessuna speranza.
Bisognerebbe però anche verificare se si tratta solo di una tua impressione e questo, solo i medici te lo possono dire
Probabilmente papà ha un leggero miglioramento in quanto, oltre a continuare con la solita cura che faceva in ospedale, hanno iniziato a somministrare gli antidolorifici che comunque danno sollievo. A mio avviso se lo portassi a casa, dopo poco tempo avrebbe un tracollo ,come lo avrebbe se restasse in hospice.
Devi poi farti delle domande precise e darti delle risposte
Tornare a casa significa dare a tuo padre una assistenza 24 ore su 24, significa assisterlo sul piano fisico (lavarlo, pulirlo, imboccarlo, continuare con la cura prevista, arriverà al punto, probabilmente di avere la necessitò di una bombola di ossigeno . Nulla di trascendentale naturalmente ma devi chiederti se sei, oppure e siete in grado di svolgere una assistenza continua.
Devi chiederti se saresti pronta a vederlo morire giorno dopo giorno senza alcuna assistenza medica o con una assistenza sporadica.
Lo dico perchè , a volte , si prendono decisioni che non tengono conto di ciò che effettivamente comportano
Sono scelte del tutto personali naturalmente. Ci sono persone che se la sentono, perchè sostengono che per i genitori sarebbero capaci di fare qualsiasi sacrificio, e altre che non ce la fanno fisicamente e moralmente.
Sono due posizioni, sia chiaro, degne, entrambi, del massimo rispetto
Altro discorso ,invece , è se effettivamente vedi tuo padre riprendersi piano piano, di giorno in giorno per cui, ritieni che ci sia un miglioramento progressivo generale. Sentirei comunque il parere dei medici.
A quel punto potresti decidere di portarlo a casa, Penso sia sufficiente firmare un modulo con il quale ti assumi tutte le responsabilità di ciò che potrebbe accadere a tuo padre. Nessuno penso possa fermarti


Fammi sapere

Un abbraccio

Franco
In questo caso , se te la senti,può riportarlo a casa. Nulla
Però ripeto è una mia idea
Ma ipotizz
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Barbara70
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Re: Microcitoma polmonare

Messaggio da Barbara70 » ven 20 nov 2015, 9:07

Grazie Franco per la gentile risposta..in effetti quello che dici è quello che ho sempre pensato e ...purtroppo si i medici mi dicono di essere molto razionale e di scindere la situazione medica con quella affettiva...
tra le altre cose ci sarebbero molti problemi logistici...lui abita in un paese vicino roma Moricone e la compagna non puo' lasciare il lavoro per poterlo assistere..percio' tutto è complicato anche io con tutto il possibile che potrei fare ma sono molto distante sia di abitazione e di lavoro.
Per fortuna a lavoro hanno capito la situazione e mi stanno venendo incontro..
E' veramente dura...ma tu hai avuto la stessa situazione mi puoi dire come e quanto possano vivere in queste condizioni...
tuo padre era in un hospice di roma?

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Franco953
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Re: Microcitoma polmonare

Messaggio da Franco953 » ven 20 nov 2015, 16:51

Papà era in un hospice di Melegnano e , ringraziando il signore, se n'è andato senza particolari sofferenze
Questo perchè avevano già iniziato la terapia antidolore
La vita all'interno dell'hospice è ispirata a favorire tutti i desideri della persona ricoverata
A Melegnano ad esempio c'erano delle semplici feste, la messa e i parenti potevano fermarsi senza limitazioni
Una persona della famiglia poteva anche mangiare e dormire con il malato
Quanto possono vivere nelle condizioni in cui si trovano dipende da svariati fattori.
Dipende dal tipo di tumore, dalle metastasi esistenti, dalla stessa anamnesi del malato
Non so, mio padre dopo 7/8 giorni è spirato ma, ripeto , dipende dalla gravità della malattia

Franco
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Barbara70
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Re: Microcitoma polmonare

Messaggio da Barbara70 » sab 21 nov 2015, 21:12

Sì Franci hai ragione. ...ho parlato ieri con un medico e mi diceva esattamente quello che tu mi hai scritto ...lui purtroppo ci sta tutto di testa e si sta vedendo spegnere giorno dopo giorno ..purtroppo loro mi dicono che probabilmente non arriverà a natale ..nel frattempo lo sosteniamo in tutti i modi ma è davvero dura ..mi dispiace per tuo padre e solo quando ci passi di persona riesci a comprendere un abbraccio
Barbara

Matty
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Re: Microcitoma polmonare

Messaggio da Matty » mer 6 gen 2016, 16:14

Ciao Barbara70,

mio padre ha un microcitoma come metastasi ossee. Ormai è entrato da qualche mese nello stadio terminale.
E' da 3 mesi a letto a causa della frattura di una vertebra.
Ultimamente si alimenta solo con le flebo ed il nutridrik. Mangia poco e riesce a tenere poco nello stomaco.
Noi lo stiamo assistendo a casa, ma ti avverto che è dura.
Il medico di base ci è venuto contro, ed ha attivato l'assistenza infermieristica del nostro distreto sanitario.
E' successo che durante le feste la flebo si sia bloccata. Gli infermieri del distreto sanitario erano in ferie e non sono venuti.
La guardia medica che dovrebber rispondere in questi casi non aveva tempo perchè aveva lo studio pieno di gente con influenza.
Abbiamo dovuto portarlo al pronto soccorso perchè era debilitato.
Solo ora, dopo 3 giorni si sta riprendendo.

Se scegli di portarlo a casa, assicurati prima di avere assistenza 24H in caso di bisogno.
Un caro saluto

 


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