uno sfogo

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MLB
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Iscritto il: ven 4 mag 2018, 1:31

uno sfogo

Messaggio da MLB »

Ciao a tutti!

Ho deciso di iscrivermi a questo forum solo adesso, quando ormai la battaglia mia e della mia famiglia si è conclusa nel più tragico dei modi. Mi ricordo che durante la malattia di mia madre finivo spesso a leggere questo forum, per cercare informazioni su cure e terapie o solo per sentire le storie degli altri. E' passato poco più un mese da quando la mia cara mamma è andata via e, non so, stasera mi sentivo di scrivere qualcosa. Non sto cercando conforto, mi piacerebbe solamente raccontare la mia storia e avere un raffronto con le vostre esperienze.

Io sono un ragazzo di 23 anni e al momento sono uno studente universitario. Sono stato fuori sede fin dai 18 anni, prima nel Nord Italia e in seguito all'estero. La malattia di mia madre mi ricordo che cominciò proprio alla fine dei miei studi in triennale, avevo 21 anni e stavo per laurearmi. Ho ancora bene in mente il momento in cui mi è stato detto, lo sconforto cupo, la solitudine che ho provato in quei giorni. Ai tempi mi era bastato poco per trasformare quello sconforto in speranza, una speranza tenace e quasi esasperante. Era quella che mi trasmetteva mamma, che nonostante la malattia l'avesse scoperta per caso, ha sempre pensato ad un dopo, come se il tumore fosse un piccolo incidente di percorso. Pensava a quando sarebbe guarita e a quando avrebbe potuto riprendere con la sua vita. La sua forza mi è stata di un aiuto immenso negli ultimi due anni. Nonostante lei si facesse sempre più debole, riusciva a trasmetterci un attaccamento alla vita così cieco che l'idea che potesse non farcela era fuori discussione. E la cosa più incredibile era questa, che sebbene dopo ogni TAC andata male lo spettro di una sconfitta si facesse sempre più reale, la mia speranza - che era anche la sua - era così ostinata da sembrare irrazionale. Tante idee che prima della malattia mi sembravano vuote, come la speranza o l'idea di "aggrapparsi a tutto" in un momento di difficoltà erano diventate la mia quotidianità.

Una delle mie poesie preferite - verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Cesare Pavese - dice che quando la morte arriverà allora scopriremo che la speranza è la vita ed è anche il nulla. Ecco, la mia speranza era così. Forte nel rendermi ostinato, ma in fin dei conti un nulla nello scontrarsi con la crudezza della realtà. Questo l'ho capito con l'ultima tac che abbiamo fatto, quando il tumore aveva raggiunto anche il fegato e le ossa. Lì ho smesso di sperare e ho capito che era ormai solo una questione di tempo. Mamma invece no. Sono sicuro che fino all'ultimo la sua speranza era la stessa di sempre. Nei suoi ultimi giorni, intontita dai farmaci, ha preso il mio telefono e si è registrata mentre canticchiava che ama la sua famiglia e che tutti insieme "ce la faremo". Adesso che ogni tanto la riascolto mi rendo conto di quanto la vita si sia fatta beffe di lei. Un mese dopo l'ultima TAC la mia mamma se ne è andata, a 55 anni. Mi sento fortunato ad aver preso un aereo qualche settimana prima ed essere stato lì fino all'ultimo. Ero proprio lì ad accarezzarla quando si è tirata dietro l'ultimo respiro affannoso.

Passato un mese da quel giorno mi sento la testa pesante e piena di pensieri. Negli ultimi due anni la malattia di mamma era il mio pensiero fisso, le chiedevo come si sentisse più e più volte al giorno e ogni volta che potevo mi mettevo su un aereo per raggiungerla. Adesso invece non ho più nessuna di queste incombenze. E' come se fossi tornato in possesso della mia vita da 20enne, solo che non so più che farmene. Ogni pensiero sul futuro, ogni sogno su quello che voglio essere e fare lo avevo rimandato a quando mamma sarebbe guarita. Invece adesso l'idea di un futuro che non la include mi sembra assurda, e mi terrorizza. Vedo la vitalità dei miei compagni e dei miei amici coetanei, il loro fare esperienza della vita e di tutto quello che può offrire e non ci trovo un senso. Mi sento come se fossi sopravvissuto ad una guerra, vivo sì, ma di fronte a me solo un tappeto di macerie. Mi sento come se insieme alla mia mamma se ne sia andata via prematuramente anche la mia giovinezza. Dicono tutti che il lutto ti porta ad imparare a vivere senza il tuo caro. Anche io forse troverò un modo di imparare, tuttavia mi viene da pensare che ogni gioia nella mia vita sarà d'ora in poi una gioia a metà, perché non potrò condividerla con lei.

Beh ecco, questo è il mio sfogo. Grazie a chi mi è stato ad ascoltare.
Un saluto

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carla.carboni
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Iscritto il: lun 14 nov 2011, 4:21

Re: uno sfogo

Messaggio da carla.carboni »

MLB, sono belle le tue parole.
Io ho perso la mia mamma il 13 febbraio scorso e il vuoto è immenso. Anche a me sembra che adesso niente abbia più un senso. Da quando so che ovunque sulla terra la cercassi, non la troverei mai... è una sensazione di grande dolore. Che posso dirti? Dobbiamo andare avanti? Ovvio che si deve, ma niente sarà più come prima. Certo, dovremo abituarci a convivere con questo dolore e con la loro mancanza, e ce la faremo come ce la fanno tutti, anche se adesso ci sembra impossibile perché la mamma è la mamma, la mamma è la vita.
Un abbraccio
Carla

hinagiku
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Iscritto il: ven 13 set 2013, 10:18

Re: uno sfogo

Messaggio da hinagiku »

MLB anche la mia mamma era così. Lucida fino a 48 ore prima di morire non ha mai perso la speranza di guarire, nemmeno quando si è vista consumare lentamente dal maledetto bastardo in 4 mesi. Ha lottato 4 anni ed è stata discretamente bene, ma poi la bestia l'ha divorata in 4 mesi ma lei non ha mai, mai, mai perso la speranza, anche quando aveva capito, anche quando a volte mi diceva "ho paura di morire". Queste cose non si dimenticano. La paura negli occhi della mamma, il doverle mentire a fin di bene dicendole "ti riprenderai" quando entrambe sapevamo che no, non si sarebbe mai ripresa. Vivo da due settimane senza un perchè, faccio tutto ciò che si fa normalmente nella vita, persino uscire e scherzare con gli amici. Ma dentro io sono morta. Se hai bisogno di comprensione sono qui, insieme, purtroppo, a tante altre persone. Un abbraccio

Faby76
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Iscritto il: sab 12 mar 2016, 17:04

Re: uno sfogo

Messaggio da Faby76 »

Da quello che ho letto ho capito che sei un ragazzo maturo e intelligente e riuscirai a cavartela in questa giungla che è la vita anche senza tua madre. Un forte abbraccio
Papà ti voglio bene, sei la mia vita. Ti penso ogni momento della giornata. PROTEGGIMI

uccia73
Membro
Messaggi: 12
Iscritto il: mer 13 gen 2016, 10:34

Re: uno sfogo

Messaggio da uccia73 »

I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla..........................
bellissima!!!!!!!
Un abbraccio!!!!!!!

ciocosoia
Membro
Messaggi: 17
Iscritto il: mar 29 nov 2016, 21:00

Re: uno sfogo

Messaggio da ciocosoia »

Ciao MLB, per un po’ sarà così, ogni gioia sarà una gioia a metà, perchè non potrai condiverla con tua madre. Almeno, per me è stato così, era così anch equando era in vita ma era malata. Pensa, c’era mio figlio piccolissimo che ci regalava costantemente emozioni e ogni emozione pensavo “come sarebbe tanto più bello se potessi essere serena”. E poi mi arrabbiavo con me stessa, consapevole che quei momenti non sarebbero tornati. Però la vita è così e basta,e ci si abitua a tutto, un giorno arriveremo a gioire delle cose belle che la vita ci regala senza pensare a ciò che ci manca. Parola di una che ancora non ne è uscita, ma che ci prova con tutta se stessa, perchè la vita è una sola, me l’ha regalata mia madre e io devo fare di tutto pr viverla fino in fondo e senza rimpianti.

Elcritico
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Messaggi: 14
Iscritto il: lun 24 ott 2016, 17:19

Re: uno sfogo

Messaggio da Elcritico »

Avendo avuto la mia famiglia decimata dal cancro, (purtroppo da qualche anno è toccato anche a me), mi sento solo di dirti
VIVI e fatti forza. Non esistono rimedi tranne il tempo. Cerca di essere felice nei pochi momenti in cui la vita te lo concederà.
Ti voglio raccontare qualcosa della mia esperienza anche se in questi momenti non è consolatoria per te.

Quando morì mia madre, che aveva 54 anni ed io più o meno la tua età, i luminari dell'epoca mi dicevano che presto il cancro avrebbe avuto dei rimedi. Ebbene, sono passati quasi trent'anni e i rimedi non ci sono stati ed oggi è toccato a me. Non li vedevo e non li vedo tutti questi grandi rimedi, ma cercavo e cerco di crederci, notando come si faccia un passo avanti e due indietro. Sulla base della mia esperienza ho deciso di vivere, finchè ce la farò, portandomi dentro tutta la rabbia possibile ed immaginabile e che è la cosa che mi dà più forza quotidianamente e mi fa vivere. Mai PIETA' e RASSEGNAZIONE mai!
Ho la consapevolezza, però, che il malato è solo: quando si reca a fare terapie, quando piange di notte nella corsia di un ospedale sotto le coperte per non farsi sentire dagli altri malati ecc. Come sono soli i suoi familiari che cercano di distrarlo e farlo ridere, pur avendo la morte nel cuore.

Dalle mie tristi e decennali esperienze con Mister K, ho imparato quanta falsità e ignoranza esiste in materia. Chi è malato i guai se li sobbarca tutti in prima persona, assieme ai familiari, tutto il resto è fuffa, chiacchiere da bar, oltre a scontrarsi con una burocrazia INVINCIBILE soprattutto negli ospedali!
Essendo la vita fatta d'incontri, la speranza è di incontrare sul nostro percorso qualche bravo medico. Sono pochissimi e quando lo si incontra rinasce la speranza. Parlo per esperienza ultratrentennale familiare, avendo conosciuto generazioni di medici.
Durante le mie lunghe degenze ospedaliere ho rischiato di morire più per le infezioni ospedaliere che per il cancro, sembra una barzelletta. Ti vai a curare per una cosa e muori per un'altra, ma questo è, purtroppo, lo stato della sanità in questo Paese e tralascio il capitolo rapporti giornalieri con infermieri e medici/paziente che meriterebbe un libro a parte.

In materia poi, non esistono diavoli, nè madonne. Chi racconta di guarigioni inspiegabili e di miracoli dovrebbe prima rispondere alla domanda: Oh, Dio, perchè mai vivono gli empi, e perchè invecchiano ed accrescono le loro ricchezze (Gb 21, 7)
Scusami ma la rubrica si chiama "uno sfogo".

Anna1964
Membro
Messaggi: 11
Iscritto il: dom 27 mag 2018, 16:50

Re: uno sfogo

Messaggio da Anna1964 »

Grazie MLB, mi hai fatto capire cosa prova il mio figliolo, che ha praticamente la tua età; ad ogni telefonata mi chiede insistentemente come sto...se ho avuto problemi nella giornata....se ho mangiato.
Ed io mi arrabbio perché queste sono le domande di una mamma assillante non di un un figlio ventenne.:))))
Grazie, perché dalle tue parole ho capito la sua necessità di infilarsi in camera (quando torna nei fine settimana) per parlare ....parlare...parlare.
Grazie, perché da te ho capito che se il malato soffre in prima persona, il dolore di chi gli è vicino non è da meno.
Sai che faccio ora? Chiamo mio figlio è gli chiedo come sta?? ...se ha mangiato?? ....se ha avuto problemi nella giornata...ed aggiungo torna presto che dobbiamo parlare :)
Buona vita

maddalena
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Iscritto il: mer 11 giu 2014, 15:05

Re: uno sfogo

Messaggio da maddalena »

Sei il bel esempio di una Grande Mamma....
... e hai un Tesoro di Figlio.
AUGURO a voi tutto il meglio che c'è .
Maddalena

Valentina&Sofia
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Iscritto il: mer 6 giu 2018, 14:49

Re: uno sfogo

Messaggio da Valentina&Sofia »

Ciao MLB, nel leggere le tue parole ho ritrovato me stessa, le mie emozioni, le mie paure, le mie domande...i mille pensieri e sensazioni che ho vissuto fino a quel maledetto 16/8...la mia vita è rimasta sospesa li, alle 7.38...l’enorme vuoto che ha lasciato non verrà mai colmato, mai! In qualsiasi gesto, occasione, frase, ricordo, lei c’è e per me è sempre un colpo al cuore. Ho una bimba di 6 mesi e da una parte so che è la mia salvezza, dall’altra ogni volta che la guardo penso a tutto quello che non potrò condividere con mia mamma! Spero col tempo il dolore si affievolisca perché mi manca il respiro, la terra sotto ai piedi, sono disorientata...arrabbiata, delusa! Non so come farò senza di lei, era il mio faro...dalle tue parole si capisce che sei un figlio speciale, la tua mamma sicuramente ne è orgogliosa! Ci sarà un momento in cui riusciremo ad appropriarci della nostra vita...ma sono convinta che la vivremo in modo diverso! Ti faccio tanti in bocca al lupo per la tua vita, ti abbraccio

 


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