TUMORE DEL POLMONE: TRIS DI ESAMI PER SCONFIGGERLO

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Franco953
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TUMORE DEL POLMONE: TRIS DI ESAMI PER SCONFIGGERLO

Messaggio da Franco953 » ven 21 set 2018, 22:32

Riporto di seguito l'articolo pubblicato sul sito dell'Istituto Oncologico Europeo, in quanto ritengo possa essere interessante
Franco

Dall’analisi dei fluidi biologi e il respiro un identikit del tumore del polmone per scoprirlo e curarlo in tempo per guarire
Roberto Gasparri

Milano, 2 luglio 2018 - Ottenere un identikit del tumore del polmone senza usare né radiazioni né aghi,
studiando i fluidi biologici. È l’obiettivo del nuovo progetto di ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia,
finanziato con i fondi del 5x1000, per sconfiggere il big killer numero uno fra tutti i tumori.
«Il paradosso del tumore polmonare è che è allo stesso tempo un tumore fra i più letali e fra i più guaribili -
spiega Lorenzo Spaggiari, Direttore del Programma Polmone IEO e Principal Investigator dello studio -

Attualmente la malattia ha un tasso di sopravvivenza a 5 anni calcolata al 54%, se è agli esordi e ancora
localizzata. Ma la guaribilità è direttamente proporzionale alla precocità della diagnosi, può andare ben oltre
questa soglia e arrivare fino all’80%. La chirurgia infatti ha sviluppato tecniche mininvasive, fra cui la chirurgia
robotica, in grado di trattare i tumori piccoli con la massima efficacia oncologica, oltreché con la minima
tossicità per la persona. Eppure soltanto il 15% dei casi è diagnosticato in fase iniziale e quindi la mortalità
globale risulta, paradossalmente appunto, molto elevata, con un triste record di 100 morti al giorno solo in
Italia».
Da questo quadro nasce la necessità di trovare uno strumento di screening di popolazione che sia, oltre che
efficace, anche accessibile ai sistemi di salute pubblica. La TAC a basse dosi ha dimostrato scientificamente
di essere in grado di identificare tumori iniziali ma, a causa dei suoi alti costi e il rischio di falsi positivi, il suo
uso clinico deve essere limitato a gruppi ben selezionati.
IEO è stato fra i primi in Italia a impegnarsi nella ricerca di nuovi metodi di diagnosi precoce del tumore
polmonare e da questa esperienza quasi ventennale è nato il Lung Cancer Screening Project. L’idea originale
è di combinare i risultati dell’analisi di respiro, urine e del sangue, per delineare, nei soggetti a rischio, un
profilo di rischio individuale di sviluppare il tumore polmonare. Sulla base di questa informazione il medico
potrà decidere, persona per persona, se e quale tipo di controlli fare e con che frequenza.

«Il tumore è una malattia eterogenea e dunque la sua prevenzione non può che essere personalizzata-spiega
Roberto Gasparri, chirurgo toracico IEO e co-principal investigator dello studio- Per raggiungere questo
obiettivo vogliamo effettuare per la prima volta un‘analisi, sia quantitativa che qualitativa, delle particelle
che il tumore produce e rilascia: i composti organici volatili (VOCs) nel respiro e nelle urine, e le proteine nel
sangue. Confronteremo i dati di due grandi gruppi di soggetti: 200 malati, reclutati presso il nostro Istituto,
e 200 soggetti sani ma con un elevato rischio di tumore polmonare (forti fumatori, pazienti con BPCO,
enfisema o asma).
Siamo convinti di ottenere così un identikit del tumore negli stadi precoci, quando è così
piccolo che neppure la Tac lo può rilevare. Potremmo così riconoscere la presenza malattia in uno stadio
precoce ed iniziale e accelerare la strada della diagnosi e della guarigione».

Le tre analisi sono accomunate dal fatto di essere non-invasivi e di rapida e facile esecuzione. Il Breath Test
(test del respiro) analizza l’esalato respiratorio attraverso un piccolo dispositivo elettronico (chiamato “naso
elettronico”) che permette di differenziare i pazienti con tumore del polmone dagli individui sani. Questo
strumento è stato testato nella divisione di Chirurgia Toracica a partire dal 2012 e nel 2016 sono stati
pubblicati i primi risultati su 146 pazienti, dimostrando di poter rilevare un tumore iniziale (stadio I) nel 91%
dei casi.

L’analisi delle urine nasce invece da uno studio precedente che ha testato la capacità olfattiva più potente
in natura: quella dei cani. Grazie ad una collaborazione con l’Università Statale di Milano, IEO ha testato la
capacità dei cani addestrati a riconoscere, all’interno delle urine di soggetti sani e malati, la presenza di
sostanze discriminanti. Il nuovo studio identificherà quali sono le sostanze che il fiuto dei cani riconosce e
specificamente appartengono al cancro al polmone.

Infine per completare il puzzle diagnostico verrà analizzato anche il sangue. Come per gli altri fluidi biologici
anche all’interno del sangue è possibile riconoscere i prodotti del metabolismo tumorale, la maggioranza
rappresentate da proteine o prodotti della loro degradazione. Per il tumore al polmone non vi è ancora
concordanza su quali siano queste proteine, quindi la ricerca IEO aggiungerà questo ultimo tassello.
La triplice analisi, combinata in unico test, se i risultati della ricerca vengono confermati, sarebbe la soluzione
che tutto il mondo medico sta cercando, perché lo screening potrà essere eseguito dal medico di famiglia,
sarà semplice da effettuare anche per il paziente, e con costi molto contenuti per il sistema sanitario.
“Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare.”

 


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