Adenocarcinoma al Polmone

rori
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Messaggio da rori » gio 21 feb 2013, 5:01

Ciao a tutti. Mio papà domani andrà a fare delle lastre alle ossa del bacino. La tac di controllo infatti, nonostante il tumore al polmone si presentasse ridotto, mostrava segni di corrosione ossea a livello iliaco. Oggi mia madre ha parlato con una dottoressa che le ha detto che probabilmente dovrà fare anche la radio. E che non dovrebbe guidare, nè camminare più di tanto. Non riesco neanche a d immaginare, cosa potrebbe significare per lui non avere più autonomia. Vivo distante dai miei, non sto con loro, e non so che fare. Certe volte penso di fermare la mia vita qui, tornare a casa, stare semplicemente lì, non perdermi niente. Non so se mia madre me lo permetterebbe; una volta a telefono mi ha deto : meno male che tu sei lì a studiare. Qui non saresti riuscita a studiare. E probabilmente è vero, stare qui, mi preserva dal vivere nella sofferenza di mio padre, dal vedere che fuma ancora, dal vedere la stanchezza di mia madre. Ma è una tortura, perchè il pensiero costante che ho è che mio padre potrebbe anche morire nel giro di un anno, due, e io sto qui invece di passare questo tempo con lui. Certe volte penso davvero che mettere in stop la mia vita sia la cosa giusta. Qualche volta mi capita di fare progetti a lungo termine con il mio ragazzo: continuiamo a studiare lì, poi si va a lavorare lì...Poi penso, ma che sto dicendo??


GIORNOPERGIORNO
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Messaggio da GIORNOPERGIORNO » gio 21 feb 2013, 5:20

Ciao Rori,

innanzi tutto ti indico come esame specifico per metastasi ossee la scintigrafia e non solo una radiografia. Di solito alla scintigrafia fanno seguire una risonanza magnetica.

La radioterapia normalmente serve a rinforzare l'osso. Sicuramente tuo papà dovrà poi stare attento nei movimenti ed evitare ogni caduta.
Per quanto riguarda invece il tuo dubbio ... è una domanda che tanti di noi, vicini o lontani, si sono posti ...
Mettere in stand by la propria vita ? Sospendere studi ? Aspettativa dal lavoro ?
Io credo che, a parte la fase di sofferenza e di necessaria assistenza continua, nessun genitore vorrebbe vedere un figlio che "sospende" la propria vita per un anno o due o ... quello che sarà ...
Credo che i tuoi genitori abbiano fatto dei sacrifici per permetterti di studiare e se ben capisco non vicino a casa ....
La cosa che puoi fare è renderli orgogliosi di te, è il miglior regalo, credimi.
Quando sarà il momento del bisogno, lo chiederanno o lo capirai tu stessa ....
Continua a progettare con il tuo ragazzo. E' imporatnte.


angiame
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Messaggio da angiame » gio 21 feb 2013, 5:42

RORI

sono della stessa opinione di gxg non devi annullare i sforzi tuoi e quelli dei tuoi per arrivare dove sei...

NON RINUNCIARE

quando avranno bisogno lo capirai...

forza rori

ti stritolo forte forte

Ambra


franki74
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Messaggio da franki74 » gio 21 feb 2013, 22:00

studia rori e vai avanti, quando avranno più bisogno di te, vedrete come fare. non c'è una buona facoltà di medicina più vicina? insomma vedrete, ma fai in modo che tuo padre sia sereno e orgoglioso. un bacio


rori
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Messaggio da rori » ven 22 feb 2013, 0:07

Il "colmo" è che mi sono trasferita fuori da appena un anno,pensando di riuscire a studiare meglio, e con più tranquillità, anche per problemi e tensioni che c'erano a casa con i miei. Ma la malattia rivoluziona tutto, neanche a dirlo. Comunque, credo che semplicemente, cercherò di stare a casa, il più possibile, nei tempi morti all'università (come se a medicina ce ne fossero!). Grazie sempre, e un abbraccio a tutti!


ladyrainbowarrior
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Messaggio da ladyrainbowarrior » gio 4 apr 2013, 21:48

Ciao a tutti, ho trovato per caso questo forum.

A novembre 2012 è stato diagnosticato a mio papà, un adenocarcinoma polmonare al IV stadio, con lesioni alle costole e metastasi renali, surrenaliche ed epatiche. A gennaio ha iniziato la chemioterapia, cisplatino+gemcitabina, ha fatto 3 cicli, e ora visto gli esiti positivi riscontrati da questi primi tre cicli gli sono stati prescritti altri 3 che sta ancora facendo. Martedì ha concluso il 4 e lunedì innizierà il 5. Dire che in questi mesi la vita della mia famiglia sia cambiata totalmente è dire poco, ma vedo che qui un sacco di persone potranno capirmi, leggevo le vostre esperienze e in particolare mi sono ritrovata nelle angosce di rori. Anche io sono una studentessa, e da quando mio padre si è ammalato diciamo che l'università ha iniziato ad occupare un ruolo secondario nella mia vita. Ho cercato di essere forte per la mia famiglia, per dare una mano a mia mamma che si fa in 4 per tutto, cerca di essere forte per me, per mio padre, e quindi anche io sto cercando di non lasciarmi prendere dallo sconforto. Sto cercando di passare più tempo possibile con lui, andiamo a fare passeggiate come facevamo prima che si ammalasse, cerco sempre di scherzare e di strappargli qualche sorriso anche se delle volte non è per niente facile. é un periodo molto difficile, delle volte vedo mio padre e mi sento morire, vedere come sta.C'è da dire che adesso sembra essere un po più tranquillo, un po più di "buon umore" anche se alternato da momenti di nervosismo, la cosa che lo urta di più è fare la chemio. Ogni volta che andiamo in ospedale ci sono tempi d'attesa molto lunghi e lui si innervosisce perchè sta male nelle sedie d'attesa. La vita è totalmente cambiata, io non sto propriamente bene ho un forte senso di ansia e angoscia che mi accompagna perennemente, non riesco più a studiare, ogni volta che ci porvo c'è sempre qualcosa che mi distoglie e questo non fa che aumentare le mie preoccupazioni. Mi preoccupo per la vita di mio padre, conseguentemente la vita di mia madre, e poi anche per il mio futuro, ho paura di non riuscire a laurermi, ho paura che se mio padre venisse a mancare la sofferenza sarebbe troppo grande. Se qlk mi chiedesse che ho fatto da novembre ad oggi, non saprei cosa rispondere, mi ritrovo ad aprile neanche io so come, non ricordo cosa sia successo in questi mesi, sono volati e la mia paura è che volino ancora e mi ritrovi un giorno senza neanche sapere come, senza il mio papà senza più nulla... Insomma non è un bel periodo. Io adesso sto cercando cmq di vivere giorno per giorno, perchè se mi fermo a pensare, allora sbucano tutte queste domande e queste preoccupazioni cosa che non posso assolutamente permettermi perchè dobbiamo essere tutti forti per lui.

Scusate lo sfogo, ma ne avevo proprio bisogno un abbraccio a tutti


franki74
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Messaggio da franki74 » gio 4 apr 2013, 23:47

un abbraccio, coraggio, avrai l'età di mio fratello. io non so come, ma per noi la situazione è precipitata. mi immaginavo che anche mio padre potesse tra una chemio e l'altra fare la vita di sempre, godere di qualche spazio di normalità. non è andata cosi, purtroppo, non ha fatto nemmeno in tempo ad iniziarle. solo un mese e mezzo dalla diagnosi, in una situazione molto vicina alla vostra. il fatto che tuo padre reagisca così bene è davvero positivo. spero per voi.so quanto sia angosciante...


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Messaggio da risha » ven 5 apr 2013, 0:11

La vita cambia e come ed è normale che tu abbia perso la concentrazione nello studio.....sfiderei chiunque a fare diversamente. Purtoppo si deve solo trovare la forza di andare avanti ogni giorno, sperando che sia migliore, te lo auguro di vero cuore.


eli47
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Messaggio da eli47 » ven 5 apr 2013, 0:51

Ciao Ladi...le paure qui sono tutte le stesse purtroppo e quindi come non capirti?vivere giorno per giorno è l'unica cosa da fare.Il peso diventerebbe insostenibile nel caso contrario!!ci sono i giorni in cui si affronta meglio e i giorni in cui si pensa di non farcela.Cerchiamo di non spingerci troppo oltre!!


ladyrainbowarrior
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Messaggio da ladyrainbowarrior » sab 6 apr 2013, 13:23

Grazie a tutti per le risposte,

leggendo varie esperienze nel forum mi ritrovo pienamente nei sentimenti, nelle paure e nelle angosce di tutti. Qsta malattia è come un treno che ti passa sopra, ti stordisce e non ti da il tempo di capire quello che sta succedendo.Di punto in bianco ti ritrovi in una situazione più grande di te, tutte le certezze che avevi nella tua vita cambiano. Tutto cambia, io cerco sempre di sforzarmi a trovare un senso a tutto questo, ma purtroppo mi rendo conto che non ne ha. Mi piace pensare che tutto succeda per un motivo che noi ora non conosciamo, ma che un giorno guardandoci indietro capiremo perchè è capitato proprio a noi. Non è facile e non sempre riesco a pensare in questo modo, ma mi sforzo perchè delle volte mi sembra l'unico modo utile per affrontare tutto questo. Se penso alla vita di mio padre penso all'ingiustizia di tutto ciò, anche se parlare di ingiustizia in questo caso è abbastanza inutile, l'ingiustizia presuppone che ci sia una giustizia in quanto si pone come antitesi, ma quando si parla di malattie così gravi non vi è mai una giustizia, nessuno si merita di ammalarsi e di vedere la propria vita fatta di sacrifici enormi, vissuta in attesa di una pensione per godersi i frutti del duro lavoro, cambiare in questo modo. Vedersi le giornate scorrere in maniera totalmente differente da come scorrevano prima. Mio padre delle volte ci dice che sente di vivere 2 vite parallele, sicuramente a causa di tutte le medicine che prende. Dorme sempre e in maniera irregolare, lui vorrebbe non addormentarsi ma non riesce a stare sveglio, quindi dorme tutto il giorno e la notte non riesce a dormire. Insomma spero solo che la situazione si stabilizzi in maniera tale che lui possa abituarsi a tt qllo che gli è successo per poter cercare di vivere una vita il più "normale" possibile, per godersi un minimo di pensione. Non so più cosa aspettarmi, non appena ho saputo della malattia ho cercato di documentarmi il più possibile, sapere tutto del male che lo stava affligendo mi faceva sentire utile, più vicino a lui, mi sembrava di avere la situazione sotto controllo. Il sapere cosa dovevo aspettarmi mi dava questa sensazione di controllo, ma non si può avere il controllo di una cosa del genere. Ora non so più cosa aspettarmi e questo mi distrugge, mi crea un forte senso di instabilità...
l'unica cosa che mi resta da fare è sperare, perchè in fondo c'è sempre speranza.

Un abbraccio a tutti.


 


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