forza

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
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benedicta
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Messaggio da benedicta » mer 12 feb 2014, 23:24

La forza...è quella che mi manca, adesso non me ne resta un briciolo. Non avevo il coraggio di scrivere di nuovo su questo forum...troppo tempo è durata la mia assenza e troppo difficile il ritorno. Ho trascorso dei mesi infernali e non è ancora finita questa maledetta sofferenza!!! A dicembre mamma ha avuto la sindrome mediastinica, la compressione del carcinoma sulla vena cava le impediva il respiro...iniziamo la radioterapia, intanto lei completamente disabile e con flebo sempre attaccate al braccio. Dopo la radio sembrava stesse migliorando quando invece sopraggiunge un profonda trombosi...le giugulari chiuse dal bastardo che le comprime...inizia una nuova cura che rimanda ancora l'inizio della somministrazione del tarceva. Ora siamo qui, lei è debole e non riesce a fare nulla, anche solo provare ad alzarsi dal letto diventa una fatica sovrumana. Non c'è mai un miglioramento, mai uno spiraglio di luce, solo sofferenza, solo disabilità. Domani ritireremo il tarceva perchè la trombosi sta rientrando e le piastrine finalmente sono risalite. E' dura cari amici...voi lo sapete bene. Io le sto dando tutta me stessa alienandomi completamente dalla vita reale, allontanandomi addirittura dalle esigenze del mio bambino e di mio marito con un risultato pessimo. Mia madre non è mai contenta di quello che facciamo, ci rimprovera, ci aggredisce e si lamenta sempre dice che non capiamo le sue esigenze!! Le siamo intorno dalla mattina alla sera, rispondendo a tutti i suoi comandi ma se qualcosa va storto lei sclera...non ce la faccio più, non capisce che per me è difficile xkè devo accudire due famiglie e a 33 anni non mi sento ancora in grado di poterlo fare. Mi sto davvero annullando x lei ma purtroppo non le basta...naturalmente a tutto ciò si aggiungono i miei attacchi di panico che mi invalidano sempre di più. Vi voglio bene amici e anche se non ho la forza di scrivere spesso siete nel mio cuore...


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carla.carboni
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Messaggio da carla.carboni » gio 13 feb 2014, 0:20

Benedicta, è così bello leggerti di nuovo!

Da qualche giorno volevo scrivere per avere

tue notizie, ma non volevo forzarti e allora ho aspettato...

ed eccoti qui! Mi spiace tanto che la tua mamma stia così male e

mi spiace molto per i tuoi attacchi di panico, so di cosa si tratta...

Devi essere tanto paziente cara, tanto. E non

prendertela per il suo comportamento, oltre al dolore c'è

anche tanta rabbia. Ti stringo forte forte. Carla

Carla

rigoletto
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Messaggio da rigoletto » gio 13 feb 2014, 1:39

FORZAAAAAAAAAAAAA! Pier


Sarah
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Messaggio da Sarah » gio 13 feb 2014, 16:04

Benedicta, i 33 anni contano poco. Nessuno ha un manuale per sapere come affrontare queste cose. La malattia succhia tutte le energie mentali e fisiche sia del malato che di chi lo accudisce.

Se poi hai dei bambini piccoli che richiedono attenzione e presenza la pressione diventa insopportabile. Le crisi di panico sono il minimo che ti può capitare.

Se penso all'anno scorso, a che madre pessima sono stata:ero sempre nervosa, non pretendevo certo che il mio bambino di 7 anni capisse, ma mi arrabbiavo quando la sua presenza diventava troppo impegnativa. Mi sono scusata con lui, quando le cose si sono calmate, ma spero di non aver fatto troppi danni.

Mi spiace tanto per la tua mamma, speriamo che il tarceva faccia il suo dovere.

Un abbraccio


chiarotta
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Messaggio da chiarotta » gio 13 feb 2014, 17:51

Mi spiace molto della situazione in cui ti trovi.Anche se è difficile e sarai sempre di corsa,cerca di prenderti un po di spazio anche per te,perché alienandosi del tutto,come ahimè avremo fatto tutti,quando si torna alla realtà ci arriva una bella botta..


Erika76
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Messaggio da Erika76 » gio 13 feb 2014, 18:13

Ciao Bene, lo sai, ti ho scritto tante volte. Purtroppo qui, chi per tanto tempo, chi per meno, ha accudito, amato e donato tutto sé stesso a chi amava con il risultato, spesso, di vederselo portar via dalla malattia. Dice bene Sarah, non esiste un manuale che spieghi come fare e anche se ci fosse, nessuno di noi avrebbe o avrebbe avuto il tempo di studiarselo giusto? Stai facendo quello che umanamente puoi. Quanto all'alienarsi da tuo figlio e tuo marito, questo è l'unico punto su cui mi sento di consigliarti. Da loro puoi trarre la forza, ma senza privarli di te. Loro ci saranno nel tuo dopo Bene e se li perdi durante il percorso, il dopo sarà ancora più difficile.

Io ti capisco perché ho affrontato la malattia di Dani quando Lollo aveva 3 anni e l'ho perso quando Lollo ne aveva 5 e mezzo. Mi sono dovuta dividere tra l'attività, Dani e Lollo, perché ogni componente era essenziale e funzionale allo scopo.

Ti sono vicina

Erika


 


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