Noi figli, di genitori malati

In questo spazio è possibile raccontare e pubblicare le storie di coloro che sono riusciti, anche attraverso il dolore e la sofferenza, a sconfiggere la malattia.
Iosono
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Iosono »

Dahlia M ha scritto: sab 24 set 2022, 0:02 Sono una ragazza di trent’anni e vivo all‘estero, sono rientrata per stare un po‘ in famiglia, poco dopo il mio arrivo mi é stato detto che al mio Babbo hanno diagnosticato un tumore alla vescica. Nelle settimane seguenti mentre processavo la notizia e cercavo di capire la situazione le condizioni del Babbo continuano a peggiorare, non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Io sono qui e non me la sento di lasciare solo ne lui ne mia madre. Io rimango positiva e cerco di mantenere un’atmosfera di affetto, dialogo e, nel possibile, di serenità. Ma io dentro mi sento divorare, qualsiasi rumore, ogni passo che il babbo fa, ogni accenno di dolore mi fa scattare come una molla. Controllo che respiri, aspetto sempre di vedere dove e cosa fa per farmi la doccia, o passare l’aspirapolvere. Non mi sento assolutamente preparata, mi sento in colpa e spaventata. Non mi va di parlarne con nessun amico o amica o altro familiare, sto prendendo però in considerazione di andare al consultorio per sostegno psicologico. Vederlo stare male, vedere mia Mamma soffrire mi sfinisce e mi sento impotente.

Scusatemi non so bene cosa sto scrivendo ma mi sento sola.
Ciao Dahlia, come ti vanno le cose?
Tuo padre come sta?
Dahlia M
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Dahlia M »

Iosono ha scritto: mar 8 nov 2022, 14:35
Dahlia M ha scritto: sab 24 set 2022, 0:02 Sono una ragazza di trent’anni e vivo all‘estero, sono rientrata per stare un po‘ in famiglia, poco dopo il mio arrivo mi é stato detto che al mio Babbo hanno diagnosticato un tumore alla vescica. Nelle settimane seguenti mentre processavo la notizia e cercavo di capire la situazione le condizioni del Babbo continuano a peggiorare, non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Io sono qui e non me la sento di lasciare solo ne lui ne mia madre. Io rimango positiva e cerco di mantenere un’atmosfera di affetto, dialogo e, nel possibile, di serenità. Ma io dentro mi sento divorare, qualsiasi rumore, ogni passo che il babbo fa, ogni accenno di dolore mi fa scattare come una molla. Controllo che respiri, aspetto sempre di vedere dove e cosa fa per farmi la doccia, o passare l’aspirapolvere. Non mi sento assolutamente preparata, mi sento in colpa e spaventata. Non mi va di parlarne con nessun amico o amica o altro familiare, sto prendendo però in considerazione di andare al consultorio per sostegno psicologico. Vederlo stare male, vedere mia Mamma soffrire mi sfinisce e mi sento impotente.

Scusatemi non so bene cosa sto scrivendo ma mi sento sola.
Ciao Dahlia, come ti vanno le cose?
Tuo padre come sta?

Grazie per il pensiero. Oggi è stato operato, cistectomia radicale con deviazione urinaria. Sono stati mesi di attesa lunghissimi e molto sofferti. Le Tac di controllo pre-operatorio hanno mostrato alcuni piccoli punti che vanno indagati, ma nulla di definibile. Quello che mi preoccupa molto è la questione psicologica, in questi mesi era estremamente instabile. Qualcuno o qualcuna di voi ha esperienze o sa se è previsto o può essere richiesto un supporto psicologico nella fase di degenza in ospedale? Premetto che mio padre che amo a dismisura è un testone di quello duri, un uomo pieno di cultura e affetto ma non è che si lascia proprio "consigliare". Vorrei capire se si può richiedere, anche se dubito un po'. Ma magari ci sono delle e degli utenti che hanno esperienze simili.

Vi ringrazio nuovamente per l'ascolto.
Dahlia
Calabria812
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Calabria812 »

Ciao Dalia,
Quando mio padre subì l asportazione della prostata a
Roma nel 2008 ogni giorno sin da dopo l intervento passava a trovarlo la psicologa e supportava anche mia madre che lo accudiva.
Se l ospedale è uno di quelli 'buoni' (qui in Calabria tutti pessimi) il supporto psicologico dovrebbe essere di routine!
Un forte in bocca al lupo❤️
Lia85
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Lia85 »

Ciao Laura,io ho perso mio papà a Novembre scorso dopo solo un mese e mezzo dalla scoperta!
Come dici te,diamo per scontato i genitori e ci arrabbiamo a volte per cose futili,ma quando poi ci ritroviamo di fronte a queste situazioni io mi sono resa conto di non essere così forte come pensavo di essere! Ogni giorno passavo almeno 2 volte a casa per cercare di alleggerirgli la situazione,portare un sorriso e a raccontargli le mie giornate,ma uscita da casa passavo le mie giornate a piangere.Ho avuto la fortuna di Avere Amici che sono Famiglia per me che mi hanno dato una spalla quando non avevo voglia di parlare,ma poi ho capito che se non tiravo fuori il mio malessere sarebbe stato peggio,quindi ho deciso dopo la sua morte di entrare in terapia ed è stata la cosa più giusta che potessi fare. Per persone come me che fanno fatica a parlare e ad aprirsi in situazioni simili l' unica via di uscita è farsi aiutare da un estraneo. A distanza di 4 mesi non posso dire di aver superato ma ora riesco ad esprimere il mio dolore. La perdita di un genitore secondo me non si supererà mai ma l' unica cosa da fare è imparare a sopravvivere i.
Dahlia M
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Dahlia M »

Oggi sono due settimane dalle morte del mio Babbo.
Dopo l intervento di cistectomia radicale con urostomia, il Babbo ha iniziato un ciclo di chemio. Si è abituato subito alla stomia ed è stato in gradondi riprendere a vivere, andare in barca o in moto.. ha preso ogni momento e l ha vissuto. Il martedì era uscito in barca con la mamma un giro piccolo e una cena fuori. Il giorno dopo è andato in pronto soccorso per un forte dolore e non è più tornato a casa. Un tracollo rapido doloroso ed estremamente difficile da gestire, soprattutto per noi che un po‘ ci eravamo illusi di avere più tempo. C‘ero io la con lui in ospedale la sera quando se ne è andato.
Non riesco a farmene una ragione, lo so che, si arriva sempre e comunque alla fine, ma mi sembra impossibile poter accettare questo vuoto. Non ho rimpianti, nel senso che avevamo un rapporto stupendo eravamo in sintonia e avevamo un legame molto forte, non mi ha mai fatto dubitare del sua affetto e del fatto che fosse orgoglioso di me. Ma proprio per questo, non smetto di girare lo sguardo in cerca di lui. Ho contattato un terapeuta e spero mi aiuti a trovare la motivazione per continuare il mio percorso di studio al quale anche il mio babbo teneva molto.
Niente scrivo così in cerca di un senso.
Un abbraccio a voi che leggete, grazie.

Dahlia
Calabria812
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Calabria812 »

Ciao Dahlia, a me è accaduto come a te...
Ho portato mio padre in ospedale, pensavamo di avere più tempo ma il suo cuore ha smesso di battere, all'improvviso...
Io come te lo cerco ovunque, l unico modo per sentirmi meglio è fare ciò che lui faceva o ciò che lui mi ha insegnato...
Io ho due figlie piccole...
Il dolore che provo è più grande dei bisogni delle mie bambine...
Fai bene a rivolgerti ad uno specialista...
Ti abbraccio forte e ti faccio un grande in bocca al lupo♥️
LaMarinin81
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da LaMarinin81 »

Dahlia M ha scritto: dom 3 set 2023, 21:21 Oggi sono due settimane dalle morte del mio Babbo.
Dopo l intervento di cistectomia radicale con urostomia, il Babbo ha iniziato un ciclo di chemio. Si è abituato subito alla stomia ed è stato in gradondi riprendere a vivere, andare in barca o in moto.. ha preso ogni momento e l ha vissuto. Il martedì era uscito in barca con la mamma un giro piccolo e una cena fuori. Il giorno dopo è andato in pronto soccorso per un forte dolore e non è più tornato a casa. Un tracollo rapido doloroso ed estremamente difficile da gestire, soprattutto per noi che un po‘ ci eravamo illusi di avere più tempo. C‘ero io la con lui in ospedale la sera quando se ne è andato.
Non riesco a farmene una ragione, lo so che, si arriva sempre e comunque alla fine, ma mi sembra impossibile poter accettare questo vuoto. Non ho rimpianti, nel senso che avevamo un rapporto stupendo eravamo in sintonia e avevamo un legame molto forte, non mi ha mai fatto dubitare del sua affetto e del fatto che fosse orgoglioso di me. Ma proprio per questo, non smetto di girare lo sguardo in cerca di lui. Ho contattato un terapeuta e spero mi aiuti a trovare la motivazione per continuare il mio percorso di studio al quale anche il mio babbo teneva molto.
Niente scrivo così in cerca di un senso.
Un abbraccio a voi che leggete, grazie.

Dahlia
condoglianze.
il mio papà se ne è andato oltre 4 mesi fa. a volte sembra ieri. il dolore con il tempo per me si è smorzato...lo penso sempre e se non lo penso è perché sono impegnata a vivere come viveva lui. ancora ieri sera, mentre tornavo dalla casa in campagna (che lui amava) ho pianto silenziosamente mentre il mio moroso guidava.
papà mi manca sempre,ma vado avanti e godo ogni istante come farebbe lui.
Anche io vado da un terapista.
la motivazione per continuare il tuo percorso sarà proprio il tuo papà. è tremendo quello che stai passando. piangi,cammina, gira in auto senza meta....insomma fai ogni cosa ti possa aiutare a superare questo momento. ma poi vivi,vivi come vivrebbe il tuo papà che andava in barca e in moto.
e cerca di ricordare i momenti belli con lui e quando affiorano i ricordi dei momenti brutti, tu cerca di ricordare i momenti belli. perché il tuo papà è lì.
ti abbraccio
"Me l'hai insegnato tu
Che la felicità non è una colpa
E che puoi tornare a ridere ancora
Ancora una volta"
Brunori Sas
AuroraVento
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da AuroraVento »

Più di 4 mesi passati anche per me...
Oggi a lavoro non ho potuto fare a meno di ricordarlo, un anno fa anche lui era impegnato con l'iniziodella scuola, tante persone che lo stimavano mi hanno salutato e voluto abbracciare dicendomi che se ho necessità ci sono, mi ha fatto sentire felice tutto quell'effetto e tornare in un luogo in cui in passato anche lui ha lavorato. Il dolore piano piano passa, la ragione a tutto questo non l'ho trovata però con il tempo mi sto chiedendo meno spesso come sia possibile che in 7 mesi e mezzo sia crollato tutto così.
Stasera ci ho pensato e ho avuto l'istinto di aprire il forum.
La vita va avanti davvero e il suo ricordo è quotidiano e spesso è sorprendentemente sereno e positivo. Il momento in cui torno a soffrire è quando penso a mamma sola, quando la vedo impegnarsi con tutta se stessa nel farsi forza eppure il suo dolore è tangibile.
Da febbraio a luglio mi sono fatta seguire da una psicologa, mi ha aiutato e sento che il percorso che dovevo fare è stato utile e compiuto. Soprattutto sono in pace perché so che ho fatto ciò che avrei potuto...mi dispiace che non ci abbia mai detto nulla sul dopo, non si è mai espresso su ciò che stava provando...penso fosse arrabbiato.
E niente....vi mando un abbraccio...
Co.
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Co. »

Ciao sono appena iscritta, noi siamo in attesa dell'istologicico ma ci hanno già dato non molte speranze, mio padre ha 84 anni e ha già superato nel 2015 un linfoma nh, si presuppone sia un ritorno del linfoma ma ancora non sappiamo. Dopo quasi 8 anni pensavamo di averla superata e invece... a complicare la situazione, qualunque cosa sia, ha colpito delle vertebre già fragili e compromesse per precedenti problemi e da questo ne sono venuti dolori lancinanti paraplegia (indagini partite da qui) adesso ha fatto 5 cicli di radioterapia che ci hanno detto a puro scopo antalgico e lo hanno trasferito da un ospedale in un hospice... noi vorremmo tanto portarlo a casa, lui adesso non ha dolori è di umore tutto sommato positivo (non è completamente a conoscenza della sua situazione sa che potrebbe essere una recidiva, aspettiamo certezze prima). I medici non lo consigliano per la situazione complessa ma l'hospice è in un'altra città e purtroppo non riusciamo a passare con lui tutto il tempo possibile... che fare?
Calabria812
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Re: Noi figli, di genitori malati

Messaggio da Calabria812 »

Co. ha scritto: sab 9 set 2023, 10:59 Ciao sono appena iscritta, noi siamo in attesa dell'istologicico ma ci hanno già dato non molte speranze, mio padre ha 84 anni e ha già superato nel 2015 un linfoma nh, si presuppone sia un ritorno del linfoma ma ancora non sappiamo. Dopo quasi 8 anni pensavamo di averla superata e invece... a complicare la situazione, qualunque cosa sia, ha colpito delle vertebre già fragili e compromesse per precedenti problemi e da questo ne sono venuti dolori lancinanti paraplegia (indagini partite da qui) adesso ha fatto 5 cicli di radioterapia che ci hanno detto a puro scopo antalgico e lo hanno trasferito da un ospedale in un hospice... noi vorremmo tanto portarlo a casa, lui adesso non ha dolori è di umore tutto sommato positivo (non è completamente a conoscenza della sua situazione sa che potrebbe essere una recidiva, aspettiamo certezze prima). I medici non lo consigliano per la situazione complessa ma l'hospice è in un'altra città e purtroppo non riusciamo a passare con lui tutto il tempo possibile... che fare?
Riportatevelo a casa.
Mio padre è morto in ospedale.
Non me lo perdono.
Mi ha chiesto di poter tornare a casa e i medici nn me lo hanno permesso.
Ho un grande scrupolo.
Ti abbraccio
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