Tumore alla prostata

Fulvio
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Re: Tumore alla prostata

Messaggio da Fulvio » gio 1 nov 2018, 14:30

Buona sera a tutti,

Per quanto l'urologo che mi opererà non la ritenesse indispensabile, in attesa dell'intervento fissato per il 9-11, avevo programmato una PET per il 6-11.

Non bastasse il tumore, da 10 giorni ho una fortissima sciatalgia che, nonostante cortisone, antinfiammatori ed antidolorifici, non accenna minimamente a regredire.

Questa notte, mentre mi rigiravo nel letto alla ricerca di una posizione che non mi desse dolore mi sono reso conto che, nelle condizioni attuali, non potrei rimanere immobile su un lettino neanche per pochi minuti e che quindi non potrei eseguire la PET (almeno credo).

Se, com'è presumibile, non potrò eseguirla prima dell'intervento, quando potrò eseguirla ? Potrò eseguirla subito dopo l'intervento oppure dovrò aspettare, e cosa ?

Grazie a chiunque vorrà rispondere e commentare!

Porp54
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Re: Tumore alla prostata

Messaggio da Porp54 » ven 2 nov 2018, 11:51

Stefano2018 ha scritto:
mer 31 ott 2018, 8:59
Probabilmente ti sei perso questo passaggio:

“ Oltre ad aver raggiunto un miglioramento significativo sia in termini di sopravvivenza generale che in tempo libero da progressione della malattia e del dolore, lo studio LATITUDE ha raggiunto anche gli endpoint secondari in termini di ritardo alla progressione del PSA , allungamento del tempo all’ inizio della successiva linea di terapia per il trattamento del tumore alla prostata e per l’inizio della chemioterapia, successivo evento scheletrico.

https://www.pharmastar.it/news/oncoemat ... 2018-26958

Aggiungo che si sta verificando anche L utilizzo della chemio in una fase più precoce della malattia nei soggetti con tumore metastatico all’esordio riscontrando dei buoni risultati.

I farmaci ormonali e i chemioterapici sono tutti strumenti che hanno l’obbiettivo di allungare la speranza di vita quindi sono utilizzati in combinazione e in seguenza quindi solo chi guarisce può sottrarsi ad una futura chemio perché se ci arriva significa che tutti gli altri farmaci hanno fallito.

Se l’abiraterone fosse efficace per 10 anni non staremmo qui preoccupati per la nostra salute e per i nostri cari ma purtroppo i dati ci dicono che i vari tipi di farmaci ormonali risultato efficaci per un arco di temporale limitato in media 24/36 mesi per ogni molecola quindi va trovata la giusta sequenza
.
.
Ciao Stefano,

Una premessa sul metodo e una sul merito. Lo spirito che ci spinge a portare qui le nostre informazioni è quello di diffonderle, farle conoscere a chi può trarne utilità che nel campo oncologico è una cosa preziosissima. Ciò premesso, la fonte delle informazioni che hai portato in merito all'oggetto del nostro confronto civile, sono di Danilo Magliano, direttore del giornale on line sui farmaci (PHARMASTAR) e non le pubblicazioni sulle riviste scientifiche più prestigiose che hanno pubblicato i dati del trial clinico denominato "LATITUDE" o il parere dei medici italiani, pubblicati nell'articolo.

Quindi quello che tu hai ritenuto un passaggio che mi sono perso, è una interpretazione ad penem canis, del direttore di questo giornale on line sui farmaci gia pubblicato in un articolo del 3 giugno 2017 e poi riportato pari pari in quello del link che è di un anno dopo, che ha tratto le sue conclusioni personali dalle quali tu hai tratto le tue.

Personalmente la ritengo una fonte inaffidabile, non neutrale e condizionata fortemente dalle lobby delle case farmaceutiche che molto probabilmente finanziano questi giornali e quindi dai conflitti di interessi delle quali sono portatrici.

Tuttavia pur non escludendo i limiti temporali del trial LATITUDE e forse anche il mio ottimismo sulla speranza che questa ricerca ha aperto l'orizzonte alla cronicizzazione dei tumori alla prostata AD ALTO RISCHIO, ti documento questa speranza espressa nell'articolo del 3 giugno 2018 dal responsabile S.S. ONCOLOGIA MEDICA GENITOURINARIA DELLA FONDAZIONE IRCCS ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI che riporto integralmente:

"Questi nuovi dati delineano un cambio di paradigma per il trattamento di uno dei tumori alla prostata più aggressivi. Il risultato terapeutico che abbiamo osservato in questo studio, dato dall'uso precoce di Abiraterone, È COMPARABILE A QUELLO DELLA CHEMIOTERAPIA.....non avevamo mai avuto dei dati di così lungo follow up per una terapia ormonale orale alternativa alla chemio. Tali risultati di efficacia CI APRONO DELLE PROSPETTIVE DI CRONICIZZAZIONE DELLA MALATTIA. FINO A QUALCHE ANNO FA SEMBRAVA IMPOSSIBILE, INVECE OGGI L'ORIZZONTE È QUELLO DI CRONICIZZARE UNA MALATTIA COME IL TUMORE DELLA PROSTATA."

Dare, come hai fatto, un giudizio sommario sulla impossibilità che questa terapia possa dare questi risultati in una statistica temporale più lunga di quella sin qui sperimentata, è un giudizio che non condivido.

Concludo con la mia assoluta convinzione che le opinioni plurali sono sempre una ricchezza perché consentono a chi le legge di approfondire da sé l'argomento e farsi una opinione personale.

La cosa migliore che possiamo fare è segnalare informazioni che ognuno può approfondire per proprio conto ed elaborare la propria opinione.

Chiudo augurando a me, a tuo padre (che ha solo un anno in più dei miei) e a tanti pazienti oncologici che sono nelle nostre condizioni cliniche, di riuscire ad avere per tempo gli strumenti per cronicizzare il nostro tumore.

Ti saluto con la consueta rinnovata stima.
.
Ultima modifica di Porp54 il ven 2 nov 2018, 18:22, modificato 4 volte in totale.

Porp54
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Re: Tumore alla prostata

Messaggio da Porp54 » ven 2 nov 2018, 15:41

Fulvio ha scritto:
mer 24 ott 2018, 16:16
Buona sera a tutti.

Premessa: ho 65 anni, sono in buona salute (almeno lo credevo), ovviamente vorrei preservare la continenza e la capacità di avere rapporti sessuali.
Ma sono anche nonno di un nipotino adorabile di 2 anni e prima della fine dell'anno sarò nonno anche di una nipotina.
Se mi puntassero una pistola alla tempia e mi costringessero a scegliere fra la possibilità di continuare ad avere erezioni efficaci e quella di potermi occupare al meglio dei nipotini non avrei dubbi: sceglierei la 2a opzione.

Fatta la premessa per permettervi di capire quali sono le mie priorità, entro nel merito.
A seguito di un continuo innalzamento del psa che in 2 anni passò da 1.5 a 3.6, la scorsa primavera feci un test del PHI (indice salute prostastica) ed in seguito una biopsia dalla quale risultò un ASAP
La successiva risonanza multiparametrica confermò l'esistenza di un'area di 8mm di grado PIRADS 4. Ho quindi eseguito una biopsia fusion dal cui esito risulta un adenocarcinoma di tipo acinare gleason score 4+3 con estensione lineare massima di 4.7mm

L'urologo mi propone di:
. eseguire una pet colina per stadiare il tumore ed accertare che non ci siano metastasi ossee (penso che questa proposta derivi anche dal fatto che nell'esito della risonanza multiparametrica si citi un'area "sub-centimetrica di sclerosi aspecifica a livello dell'acetabolo". Potrebbe essere ?)
. di attendere 6 mesi prima della prostatectomia (causa impegni della struttura non può essere fatta prima) eseguendo nel contempo una terapia ormonale (CASODEX 150) per evitare improbabili ma possibili accrescimenti del tumore.

A pelle, l'idea di rimandare di 6 mesi l'intervento eseguendo nel contempo la terapia ormonale non mi convince. Qualcuno di voi è in grado di darmi un parere ?

Grazie mille a chiunque vorrà cimentarsi!!!
.
.
Prova a vedere le liste di attesa del San Luigi Gonzaga di Orbassano vicino Torino che è un ospedale PUBBLICO di eccellenza per i tumori alla prostata, riconosciuto a livello internazionale, ma non ha la visibilità di uno IEO, HUMANITAS ecc. e quindi non ha liste di attesa lunghe ma il primario che opera con il Da Vinci è quello che ha più esperienza in Italia.

Le persone operate in quel reparto, con la terapia riabilitativa (ginnastica del pavimento pelvico che con una richiesta di 1 visita andrologica la fanno in tutti i reparti di urologia degli ospedali pubblici) la recuperano totalmente in pochissimi mesi.

In quanto al risparmio dei nervi della prostata (intervento NO SPARING) se non sono compromessi dal tumore si conservano tranquillamente salvaguardando la sfera sessuale, ma se il chirurgo durante l'intervento vede che sono compromessi, li sacrifica per salvarti la vita, rendendoti impotente a vita. Ma se leggi moltissimi messaggi che nel forum affrontano questo argomento, scoprirai che le soluzioni ci sono.

In bocca al lupo.
Ultima modifica di Porp54 il ven 2 nov 2018, 18:36, modificato 3 volte in totale.

Stefano2018
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Re: Tumore alla prostata

Messaggio da Stefano2018 » sab 3 nov 2018, 9:37

l'abiraterone viene utilizzato da 6 anni quindi si conosce già sia la sua efficacia sia i suoi limiti. Questo farmaco è un tassello che si va ad inserire in un percorso clinico e medico che è ancora lontano dalla cronicizzazione della malattia se no la gente in questi anni non sarebbe dovuta più morire.

il concetto di cronicizzazione va spiegato è capito : se un malato metastatico con le cure attuali ha un aspettativa di vita di 3 anni e grazie a nuove metodiche si allunga il suo orizzonte temporale di altri 2 anni per la medicina è un grandissimo risultato si vedranno grandi articoli sui giornali del tipo : aspettativa di vita raddoppiata grazie ad una nuova molecola purtroppo però il paziente rischia di morire cmq 10/15 anni prima del suo gemello non malato.

quindi si spera che col tempo aggiungendo vari tasselli : intervento/radio/ormonoterapia di 1 linea/ormonoterapia di 2 linea/chemioterapia/radiofarmaci/radio localizzata si possa prima di tutto combinare al meglio questi trattamenti per poi aggiungerne altri.

che una cosa sia COMPARABILE ad un altra non significa che una esclude l'altra ma che si studia come farle funzionare al meglio insieme. quindi che qualcuno nel mondo scientifico abbia affermato che l'abiraterone abbia messo la parola FINE alla chemioterapia è una tua libera interpretazione…..vatti a fare un giro negli ospedali poi ci dici.

o rispondi tu alle decine di persone su cui abiraterone = zytiga ha fallito :

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 83554.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 07484.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 32431.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 60813.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 34325.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 27719.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 53827.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 34983.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 13217.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 61558.html

http://forum.corriere.it/sportello_canc ... 86596.html


Quello che è cambiato è semplicemente la sequenza nel 2012 essendo una nuova molecola le linee guida prevedevano il suo utilizzo dopo la chemioterapia quindi dopo tutti i farmaci e trattamenti già riconosciuti utili.Ora il suo utilizzo è stato anticipato ed è diventato un farmaco pre-chemio lo stesso discorso vale per enzalutamide e apulatemide.

Stefano2018
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Re: Tumore alla prostata

Messaggio da Stefano2018 » sab 3 nov 2018, 12:05

presentazione abbastanza facile da comprendere dei 4 nuovi trattamenti :

cabazitaxel
abiraterone
enzalutamide
radium 223

http://media.aiom.it/userfiles/files/do ... _Galli.pdf

Porp54
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Re: Tumore alla prostata

Messaggio da Porp54 » dom 4 nov 2018, 0:06

Non ho capito il motivo che ti spinge a costringermi a tornare sul metodo prima che sul merito. Non gradisco, come malato oncologico affetto da tumore con prognosi infausta, il tuo modo di porti, sempre saccente e da depositario della verità. Chiarito ciò torno al merito solo per invitare chi legge i nostri messaggi a giudicare tutti i concetti distorti che mi hai attribuito, rispetto a quello che ho scritto nella mia ultima risposta.

Puoi portare qui tonnellate di considerazioni e testimonianze CHE SONO TEMPORALMENTE PRECEDENTI AL TRIAL LATITUDE PRESENTATO AL CONVEGNO DELL'ASCO SOLO LO SCORSO ANNO e chiunque potrà trarre le proprie conclusioni.

Con il tuo modo di porti -inaccettabile in un confronto civile- hai perso, per quello che poteva valere per te, la mia stima e quindi ti invito a piantarla qui perché non avrai altre risposte da me, ma se ho intuito bene la tua personalità, sono certo che declinerai il mio invito perché quelli come te non rinuncerebbero per nulla al mondo, ad avere l'ultima parola.

Te la lascio e so che la userai ancora una volta per distorcere i concetti che ho espresso, tentando di delegittimarli.

Nessun problema. Come ho scritto nella mia ultima risposta, ribadisco che le persone libere e pensanti sapranno giudicare le mie argomentazioni in piena autonomia di pensiero e giudicare i miei e i tuoi interventi.
Ultima modifica di Porp54 il ven 9 nov 2018, 15:42, modificato 2 volte in totale.

Stefano2018
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Re: Tumore alla prostata

Messaggio da Stefano2018 » dom 4 nov 2018, 10:07

saresti tu depositario della verità postando dei link del genere:

http://www.xmx.it/chemioterapia.htm

Questo mette fine ad una terapia con la chemioterapia, che danneggiando in modo irreversibile, il sistsema immunitario dei pazienti con tumore alla prostata AD ALTO RISCHIO, li condannava in pochi anni a morte.
scusa visto che parli di metodo….ci dici in quale paragrafo dello studio latitude si fa tale affermazione
Personalmente la ritengo una fonte inaffidabile, non neutrale e condizionata fortemente dalle lobby delle case farmaceutiche che molto probabilmente finanziano questi giornali e quindi dai conflitti di interessi delle quali sono portatrici
ma perché l'abiraterone chi lo produce?

….tornando nella realtà e riportiamo i fatti :


In particolare, i nuovi risultati indicano che il trattamento con AA + P, in combinazione con ADT riduce il rischio di morte del 36% rispetto ad ADT con placebo
Il tempo mediano di progressione del dolore è stato di 47.4 mesi con ADT + abiraterone e di 17.9 con ADT + placebo.

quindi con abiraterone 47 mesi senza abiraterone 18 mesi . 48-18= 30 mesi di differenza


«Un passo importante se consideriamo che ci stiamo rivolgendo a pazienti con prognosi sfavorevole. Se pensiamo che in questa popolazione di soggetti riusciamo ad ottenere un controllo della malattia con AA di almeno tre anni, non parliamo di cronicizzazione ma stiamo andando verso un lungo controllo temporale della malattia»


…..attenzione chi ha fatto questa affermazione…...rulli di tamburi…..Prof Procopio che continua dicendo :

Questi nuovi dati» ribadisce Procopio «delineano un cambio di paradigma. Il risultato terapeutico che abbiamo osservato in questo studio, dato dall’uso precoce di Aa, è comparabile a quello della chemioterapia». La differenza, fa notare, è che AA è un farmaco orale e molto ben tollerato. Buona notizia per questi pazienti, poiché significa vivere più a lungo con un ridotto impatto di effetti collaterali e una miglior qualità della vita.

In sintesi, «i risultati di questo studio ci consentono di affermare in maniera chiara il cambiamento della pratica clinica perché AA è l’agente di riferimento in questa specifica popolazione di pazienti con fattori prognostici sfavorevoli e malattia metastatica alla diagnosi»

https://www.pharmastar.it/news/oncoemat ... 2018-27096

per chi si scocciasse di leggere intervista del Prof Procopio

https://www.youtube.com/watch?v=5CHzZJtt9LA

a casa mia due cose comparabili significa che hanno risultati simili…..quindi se come affermi la chemioterapia non funziona allora vuol dire che non funziona neanche l'abiraterone…..se invece affermi che l'abiraterone funziona significa che anche la chemio funziona…..


quindi la chemioterapia uccide le persone : FALSO è la malattia che le uccide

l'abiraterone prenderà il posto della chemioterapia : FALSO ma verrà utilizzato prima avendo meno effetti collaterali e quindi garantendo una qualità della vita migliore

la chemioterapia non è efficace : FALSO gli studi ad oggi dimostrano che l'efficacia è comparabile a quelli dell'abiraterone.

 


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