Supporto psicologico

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
Silvietta82
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Silvietta82 » mar 14 gen 2020, 10:38

Non ti scusare per il papiro,questo forum esiste esattamente per questo.
Io leggo spesso le storie scritte qui,ma molto raramente rispondo,come ti dicevo,ognuno ha il suo modo.
Io ho 37 anni, nel 2012 (avevo 29 anni e mio padre 69) mio padre è morto dopo 10 anni di malattia in cui ha avuto 3 diversi tumori,apparentemente slegati tra loro.10 anni di terapie, ospedali, speranze, buoni momenti e momenti di merda. L'abbiamo gestito a casa, ho posticipato la mia laurea, ho lasciato il lavoro, è morto nel suo letto con la sua famiglia intorno in braccio a me. Esattamente come doveva essere, senza drammi, senza dolori fisici allucinanti (fortunatamente),senza sospesi. Solo un immenso dolore.
Mio padre era l'uomo della mia vita e sono la persona che sono per questo.
Mia madre (69 anni) ha avuto un forte mal di schiena per più di un anno.sciatica diceva.ha fatto ginnastica,fisioterapia,visto 4 fisiatri, ma si è sempre rifiutata di fare una risonanza. A giugno dell'anno scorso ha delle emorragie in casa. Andiamo al pronto soccorso e da lì si apre un cratere sotto i piedi miei e di mio fratello. Scopriamo che ha un tumore all'utero grande come la testa di un bambino,con metastasi ossee diffuse ( l'intero osso sacro non esiste già più ma mia madre camminava e guidava!come era possibile!).
Scopriamo che sono 5 anni che lei sapeva di avere dei sintomi che ha nascosto, 'pensava che sarebbero passati da soli' e poi 'volevo andare dal papá', scopriamo che ha rifiutato esami per mesi. Facciamo un mese di ospedale da cui usciamo con una prognosi di sole cure palliative. Saranno un paio di mesi al massimo ci dicono. Ci consigliano l'hospice noi optiamo per una gestione domestica. Mia madre è totalmente a letto, con catetere e pannolone, io lascio di nuovo il lavoro, mio fratello prende la 104, abbiamo una badante 24h (ora entrambi abbiamo delle rispettive famiglie anche se io non ho figli)
La mamma delira costantemente, in tutto questo scopriamo anche che ha dei problemi psichiatrici che forse ci sono sempre stati e tutta questa situazione ha tirato fuori. Non vuole farsi visitare, aggredisce più volte la dottoressa dell'adi, è paranoica con la badante. Alterna momenti di follia e lucidità. Attualmente prende più psicofarmaci che morfina. Ed è assurdamente stabile,probabilmente con l'allentamento la malattia è molto rallentata.
Noi dopo 7 mesi così siamo sfiniti. A metà febbraio io devo riprendere il lavoro, mio fratello diventerà papà fra 4 mesi (lei non lo sa non sapevamo come avrebbe reagito) e presto non potrà più fare i weekend dalla mamma, io sarò da sola. Stiamo valutando o una seconda badante o l'hospice anche se mi fa schifo. Ci hanno detto che l'hospice in teoria dopo 2 mesi te la potrebbe rimandare a casa, e ciò mi terrorizza perché io farei la pendolare 40 ore a settimana, mio fratello sarebbe al termine e ci saremmo giocati la badante.
Adesso non so bene cosa faremo.
Non ti nascondo che spesso spero che mia madre muoia, non mi vergogno a dirlo, e sono convinta che molti qui hanno avuto gli stessi pensieri. Non perché io non la ami immensamente, ma perché la vita che sta facendo non è vita, perché noi siamo stanchi e distrutti e perché tutto questo non migliorerà. Io stessa se fossi nella sua situazione mi sarei fatta una bolla d'aria in vena.
Non ho ho mai scritto la mia storia prima, e non lo sto facendo ora per deprimerti, lo sto facendo per dirti che, nonostante tutto quello che mi è successo e mi sta succedendo io SO che tutto questo passerà. Ho incrociato la vita e la storia di tantissime persone in questi anni e so che lentamente tutto passa, devi avere molta pazienza.So anche che ora non mi credi e va bene, non ci credevo nemmeno io quando lo dicevano a me, ma perdere un genitore è una cosa molto naturale, è fisiologico, in un certo senso io penso che il tuo cervello prima o poi è preparato a questo. Fa male, moltissimo, e le cose poi saranno diverse,ma col tempo quello che mi resterà non sono le urla e le psicosi di mia mamma ma il suo amore di quando stava bene. Esattamente come quando penso a mio padre, piango, ma provo un senso di profonda pace. É stato amato, ha amato moltissimo, e molto di quello che lui era vive in me perché lui me l'ha trasmesso.Io non sono una persona affatto religiosa ma sono convinta che, col senno di poi, le cose seguono esattamente il percorso che devono seguire.
Dal poco che ho letto hai fatto tutto quello che era in tuo potere fare per la tua mamma, adesso devi trovare la modalità giusta per te stessa di avere di nuovo un po' di tranquilla affrontando un giorno alla volta, un problema alla volta.
Io non so se il mio papiro ti può essere stato d'aiuto, forse è servito di più a me.
Stai con tua nonna, con la tua famiglia, e questo momento di merda scorrerà via lentamente quando sarai pronta a lasciarlo andare.
Ti abbraccio.

Saiyuki
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Saiyuki » mar 14 gen 2020, 11:07

Elena3 è un sollievo vedere che qui le persone capiscono quello che sto provando.. anche perché è un dolore che qui accomuna tutti noi.
A me due anni di Hospice, tempistica più unica che rara, mi hanno cambiata. Non sono più la stessa persona e forse questo spaventa le persone accanto a me. Mi prenderò assolutamente il tempo che mi serve per rimettermi in piedi. Grazie del messaggio. Un abbraccio grande anche a te.

Mimetta
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Mimetta » mar 14 gen 2020, 11:11

Io ho davanti tutti i gg il film di mio marito nell'ultimo mese prima che morisse, con la consapevolezza che ogni giorno poteva essere l'ultimo, e tutti i gg, più volte al giorno, io entravo in quella stanza fermandomi un attimo sulla porta per caricarmi del coraggio di entrare sorridente e facendo finta che stessimo lì solo per fare delle cure che non potessimo fare a casa. io quel film me lo vedo tutti i gg, a distanza di 6 mesi dalla sua dipartita, è l'unica cosa che vedo.

tu Saiyuki hai passato 2 anni in quel contesto, quello era il tuo mondo, l'unico mondo possibile. ora puoi finalmente piangere le tue lacrime, e quelle proprio non te le può togliere nessuno, e reinventarti una vita, diversa da quella precedente. ma non ora, ora è troppo presto. io per 6 mesi ho avuto dei dolori fisici su tutto il corpo, che non avevano nessuna ragione. era ed è il dolore per la sofferenza cui ho assistito e per la sua morte che mi addolora profondamente. il mio cuore e la mia anima anima sono debilitate, ed anche il mio corpo.

purtroppo, o per fortuna loro, chi non ci è passato non può nemmeno immaginare il dolore di un tale percorso. dovrebbero tacere e abbracciarti e basta. il consiglio che posso darti è non parlare con chi non ci è passato. limita le persone da incontrare. accucciati pure nel letto e basta, perché il tuo corpo è debilitato come la tua anima. non fare nulla. segui il tuo corpo.

ieri l'ultima che mi hanno detto è stata: ce la fanno anche le madri che perdono un figlio ad andare avanti, ce la farai anche tu..... in realtà tutti vorrebbero che riprendessimo la nostra vita normale, da subito. ma la nostra vita normale non esiste più. dobbiamo ricalcolare il percorso, reinventarci una vita. ma non ora, non adesso, non subito. si può morire di dolore, e adesso so che è vero. tutto il resto sono solo chiacchiere.

Solidea
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Solidea » mar 14 gen 2020, 12:23

Saiyuki ha scritto:
lun 13 gen 2020, 23:50
Silvietta82 ha scritto:
lun 13 gen 2020, 17:22
Ciao,
Mi spiace molto per la tua perdita.Io sono di Bergamo e posso dirti che in Regione Lombardia (non so se è un servizio regionale o meno) trovi supporto psicologico sia nei consultori che in ospedale pagando il ticket.Hai bisogno della ricetta da parte del tuo medico.
Otto anni fa ho seguito mio padre a casa con un tumore al pancreas e il percorso di sostegno mi era stato suggerito direttamente dall’oncologo essendo io la principale care giver. Ora sto facendo la stessa cosa con mia madre per un tumore uterino con metastasi ossee diffuse.Per il momento non sento la necessità di intraprendere lo stesso percorso,ma ti suggerisco di informarti e andare a parlare con qualcuno se senti che sei ‘nel pallone’ e fai fatica a gestirti.
Io l’altra volta,dopo la morte di mio papà,non mi sono alzata dal letto per 2 mesi,non studiavo,non andavo al lavoro,ero completamente svuotata.Ho fatto terapia per circa 1 anno,poi ho smesso perché mi sono resa conto che dovevo trovare il mio percorso da sola.Per ognuno è diverso.
Ti auguro di stare meglio.
Per quel che può servire il tempo non attenua il dolore e la mancanza,ma piano piano tutto scorre via e le cose vanno meglio.
Un abbraccio
Silvietta82 grazie per avermi risposto.
Hai descritto la mia attuale situazione. È da un mese che non riesco ad andare al lavoro o uscire con gli amici e ho letteralmente paura di ritornare alla vita di due anni fa pre Hospice. So che è strano ma sarebbe per me come ammettere che questi due anni di cancro e di Hospice di mia madre non siano mai esistiti.
Mi sto cristallizzando in questa bolla dove il tempo è come se si fosse fermato. Solo io con il dolore e la pena di non poter rivedere più mia madre.
E la cosa che mi fa più rabbia e tristezza è come le persone accanto a te non capiscono.
È tutto un "Ma sì, vedrai che se ritorni alla vita tutto passa!", "Devi essere forte e superarlo! A tutti è morta una persona cara!". Sono frasi che ogni volta mi gelano.
Mia madre è stata seppellita il 18 dicembre e ad oggi mi dicono che già dovrei ritornare alla vita di prima.
So che sembreranno lamentele e magari lo sono ma due anni di Hospice mi hanno letteralmente distrutta. Sono esausta e stufa di tutto e tutti.

Scusate il lungo papiro.
Ciao Saiyuki, mi ricordo di te e della tua storia.
Riprendere la vita normale dopo il cancro non è possibile, si rimane segnati per sempre. Chi ne parla con leggerezza, come fosse una perdita come le altre probabilmente non l'ha vissuto oppure ha una sensibilità differente e questo vale non soltanto per il cancro ma per tutte le faccende della vita. In più dipende tanto dal rapporto che si aveva con la persona scomparsa, il tipo di legame che si aveva con lei. Paradossalmente più questo legame era complicato più era forte e speciale, e quindi ancora più difficile da elaborare. Non pensare a chi ti dice che avresti già dovuto riprendere i tuoi ritmi: c'è chi lo dice per incoraggiare, altri perché non sanno che altro dire, ad altri ancora sembra quasi dare fastidio che si rimanga come sospesi, nemmeno facessimo loro un torto. Alla fine la vita è nostra, e loro non ci devono entrare.
Noi siamo come farfalle che battono le ali per un giorno pensando che sia l’eternità.

3persempre
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da 3persempre » mar 14 gen 2020, 13:55

Pretendi la ricetta dal dottore, non può rifiutarsi di fartela se ne senti il bisogno. Di che regione sei?

Saiyuki
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Saiyuki » mar 14 gen 2020, 14:06

Mimetta ha scritto:
mar 14 gen 2020, 11:11
Io ho davanti tutti i gg il film di mio marito nell'ultimo mese prima che morisse, con la consapevolezza che ogni giorno poteva essere l'ultimo, e tutti i gg, più volte al giorno, io entravo in quella stanza fermandomi un attimo sulla porta per caricarmi del coraggio di entrare sorridente e facendo finta che stessimo lì solo per fare delle cure che non potessimo fare a casa. io quel film me lo vedo tutti i gg, a distanza di 6 mesi dalla sua dipartita, è l'unica cosa che vedo.

tu Saiyuki hai passato 2 anni in quel contesto, quello era il tuo mondo, l'unico mondo possibile. ora puoi finalmente piangere le tue lacrime, e quelle proprio non te le può togliere nessuno, e reinventarti una vita, diversa da quella precedente. ma non ora, ora è troppo presto. io per 6 mesi ho avuto dei dolori fisici su tutto il corpo, che non avevano nessuna ragione. era ed è il dolore per la sofferenza cui ho assistito e per la sua morte che mi addolora profondamente. il mio cuore e la mia anima anima sono debilitate, ed anche il mio corpo.

purtroppo, o per fortuna loro, chi non ci è passato non può nemmeno immaginare il dolore di un tale percorso. dovrebbero tacere e abbracciarti e basta. il consiglio che posso darti è non parlare con chi non ci è passato. limita le persone da incontrare. accucciati pure nel letto e basta, perché il tuo corpo è debilitato come la tua anima. non fare nulla. segui il tuo corpo.

ieri l'ultima che mi hanno detto è stata: ce la fanno anche le madri che perdono un figlio ad andare avanti, ce la farai anche tu..... in realtà tutti vorrebbero che riprendessimo la nostra vita normale, da subito. ma la nostra vita normale non esiste più. dobbiamo ricalcolare il percorso, reinventarci una vita. ma non ora, non adesso, non subito. si può morire di dolore, e adesso so che è vero. tutto il resto sono solo chiacchiere.
Mimetta mi spiace tanto per tuo marito. Devi aver provato un dolore immenso. Se penso al mio compagno mi manca l'aria.
Non so quante bugie ho detto a mia madre. Guarirai, è solo una fase, vedrai che ti riprendi presto. Se ci penso mi sento il cuore pesante. Anche il mio fisico ne risente: mangio poco, ho capogiri, manca l'aria.
Ne ho parlato ancora con il medico e per ora starò a casa a riprendermi. Pensavo di essere più forte e di essere anche preparata a quello che sarebbe successo. E invece è stata come una pugnalata.
Grazie comunque del messaggio. Un abbraccio

Saiyuki
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Saiyuki » mar 14 gen 2020, 14:09

Solidea ha scritto:
mar 14 gen 2020, 12:23
Saiyuki ha scritto:
lun 13 gen 2020, 23:50
Silvietta82 ha scritto:
lun 13 gen 2020, 17:22
Ciao,
Mi spiace molto per la tua perdita.Io sono di Bergamo e posso dirti che in Regione Lombardia (non so se è un servizio regionale o meno) trovi supporto psicologico sia nei consultori che in ospedale pagando il ticket.Hai bisogno della ricetta da parte del tuo medico.
Otto anni fa ho seguito mio padre a casa con un tumore al pancreas e il percorso di sostegno mi era stato suggerito direttamente dall’oncologo essendo io la principale care giver. Ora sto facendo la stessa cosa con mia madre per un tumore uterino con metastasi ossee diffuse.Per il momento non sento la necessità di intraprendere lo stesso percorso,ma ti suggerisco di informarti e andare a parlare con qualcuno se senti che sei ‘nel pallone’ e fai fatica a gestirti.
Io l’altra volta,dopo la morte di mio papà,non mi sono alzata dal letto per 2 mesi,non studiavo,non andavo al lavoro,ero completamente svuotata.Ho fatto terapia per circa 1 anno,poi ho smesso perché mi sono resa conto che dovevo trovare il mio percorso da sola.Per ognuno è diverso.
Ti auguro di stare meglio.
Per quel che può servire il tempo non attenua il dolore e la mancanza,ma piano piano tutto scorre via e le cose vanno meglio.
Un abbraccio
Silvietta82 grazie per avermi risposto.
Hai descritto la mia attuale situazione. È da un mese che non riesco ad andare al lavoro o uscire con gli amici e ho letteralmente paura di ritornare alla vita di due anni fa pre Hospice. So che è strano ma sarebbe per me come ammettere che questi due anni di cancro e di Hospice di mia madre non siano mai esistiti.
Mi sto cristallizzando in questa bolla dove il tempo è come se si fosse fermato. Solo io con il dolore e la pena di non poter rivedere più mia madre.
E la cosa che mi fa più rabbia e tristezza è come le persone accanto a te non capiscono.
È tutto un "Ma sì, vedrai che se ritorni alla vita tutto passa!", "Devi essere forte e superarlo! A tutti è morta una persona cara!". Sono frasi che ogni volta mi gelano.
Mia madre è stata seppellita il 18 dicembre e ad oggi mi dicono che già dovrei ritornare alla vita di prima.
So che sembreranno lamentele e magari lo sono ma due anni di Hospice mi hanno letteralmente distrutta. Sono esausta e stufa di tutto e tutti.

Scusate il lungo papiro.
Ciao Saiyuki, mi ricordo di te e della tua storia.
Riprendere la vita normale dopo il cancro non è possibile, si rimane segnati per sempre. Chi ne parla con leggerezza, come fosse una perdita come le altre probabilmente non l'ha vissuto oppure ha una sensibilità differente e questo vale non soltanto per il cancro ma per tutte le faccende della vita. In più dipende tanto dal rapporto che si aveva con la persona scomparsa, il tipo di legame che si aveva con lei. Paradossalmente più questo legame era complicato più era forte e speciale, e quindi ancora più difficile da elaborare. Non pensare a chi ti dice che avresti già dovuto riprendere i tuoi ritmi: c'è chi lo dice per incoraggiare, altri perché non sanno che altro dire, ad altri ancora sembra quasi dare fastidio che si rimanga come sospesi, nemmeno facessimo loro un torto. Alla fine la vita è nostra, e loro non ci devono entrare.
Grazie Solidea del messaggio. Hai ragione, si rimane segnati per sempre. Non è più possibile per me ritornare a prima di due anni fa. Due anni fa una multa magari mi avrebbe buttato giù. O un piccolo litigio. Ora mi sembrano solo delle emerite sciocchezze. Cosa ci può essere di peggio di aver visto un proprio caro morire giorno dopo giorno? Grazie ancora del messaggio. Un abbraccio

Saiyuki
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Saiyuki » mar 14 gen 2020, 14:10

3persempre ha scritto:
mar 14 gen 2020, 13:55
Pretendi la ricetta dal dottore, non può rifiutarsi di fartela se ne senti il bisogno. Di che regione sei?
Lombardia. Stamattina comunque mi è stata fatta la ricetta. Per fortuna almeno questo. Grazie comunque dell'interessamento.

Saiyuki
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da Saiyuki » mar 14 gen 2020, 18:43

Staff Aimac ha scritto:
sab 11 gen 2020, 8:34
gentile Saiyki,
unitamente ai suggerimenti degli altri navigatori, per informazioni potrai anche contattare il nostro servizio di helpline telefonicamente al numero 0648 25107 o tramite mal all'indirizzo info@aimac.it
un abbraccio affettuoso
lo staff del forum
Oggi ho telefonato e, con grande cortesia e gentilezza, mi hanno dato ben 3 numeri di telefono da chiamare per un supporto psicologico.
Grazie davvero tanto per la disponibilità. Mi siete stati di grande aiuto.

moni1
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Re: Supporto psicologico

Messaggio da moni1 » mer 15 gen 2020, 10:28

comunque dovrebbe essere l'ospedale stesso che ha in cura il malato che indirizza da uno psicologo i familiari o lo stesso malato, almeno per noi è stato così, il mio babbo ha fatto diverse sedute (gratuite) quando mia mamma stava male. poi ha deciso lui di smettere, ma questa è un'altra storia...

 


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