Lettera

In questa stanza è possibile dare parola a ciò che si vive come paziente, familiare, amico, condividendo la propria esperienza ed esprimendo le proprie emozioni in un clima di accoglienza, fiducia e rispetto.
Erika76
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Re: Lettera

Messaggio da Erika76 » lun 27 ott 2014, 14:50

Romana... sono parole toccanti e assomigliano dolorosamente a quella lettera che Dani mi scrisse per il mio compleanno, un anno prima di morire. I sentimenti erano gli stessi. Sgomento, paura, ma la voglia di combattere fino all'ultimo.
E dopo Romana, dopo vuoto, persone che si allontanavano perché non sopportavano il mio dolore. Persone che giudicavano senza sapere quanto stessi sprofondando. Sì tesoro, sprofondavo e intorno non arrivava quella mano che poteva trascinarmi verso la salvezza, o almeno, non da chi avrebbe potuto avrebbe dovuto porgerla. Da chi è arrivata? Da una persona che non conoscevo se non per nomignolo, che si è fatto mezza Italia per tenere le mie mani tra le sue, il tempo di una sera. Che ha visto e ha lasciato scorrere le mie lacrime, ma che poi mi ha detto: DEVI VIVERE. Una sera, in cui la mia vita è cambiata e da quella sera (Art lo sai che parlo di te), ho capito una cosa fondamentale: c'ero io, solo io. Chi aveva vissuto più o meno da vicino la malattia e la morte di Dani si era allontanato, il fratello non riusciva a guardarmi senza pensare a lui e quindi evitava di venire da me, la madre aveva il suo di dolore da gestire, mia madre era troppo preoccupata per me per essere d'aiuto, Lollo aveva solo 5 anni. Gli altri erano tornati alle loro vite che in realtà non avevano subito grandi variazioni rispetto a prima. E allora Romana, sei tu, solo tu, con la tua forza, la tua consapevolezza. Nemmeno io riesco andare al cimitero e tutti me lo dicono quando ci vanno, quasi a farmi sentire in colpa. Ma se ci vado sto così male che rischio di mandare a monte tutto e allora non vado, tanto tua mamma ce l'hai nell'anima e io ho Dani nella mia.
Ti abbraccio.
Erika

Lina
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Re: Lettera

Messaggio da Lina » lun 27 ott 2014, 16:09

Cara romana..da quando mio padre se n'è andato mi sono ripromessa una cosa, essere tollerante con me stessa. Perchè se ho attraversato tutto questo e mi reggo ancora in piedi, ammaccata, ferita, arrabbiata, ma comunque in piedi, sono una persona salda e lo sei anche tu! L'insensibilità e l'indifferenza degli "altri" non ti devono ferire, non lo devi permettere. L'amore che tua madre ti riservava continualo a riservare tu a te stessa, continua a camminare sul sulco della strada che ha tracciato lei e fai solo ciò che senti. Ieri combattevo la malattia, oggi combatto l'assenza e il dolore dei ricordi, e capisco quanto sia dura questa guerra..ti sono immensamente vicina

romana218
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Re: Lettera

Messaggio da romana218 » mer 29 ott 2014, 22:20

Cari amici vi ringrazio come sempre per le vostre parole. Leggo tanta comprensione e tanto dispiacere perchè, purtroppo, avete vissuto anche voi qualcosa di simile.
Se devo essere sincera sto meglio rispetto all'inizio. E' logico che più passa il tempo e più tutto diventa quotidianità. Una quotidianità orrenda, triste e dolorosa ma è la realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Quello che penso è che nonostante tutto io sto cercando di andare avanti, con grande difficoltà ma ce la sto facendo. Ma a volte è così difficile. E' così tremendamente dura per me rivedere le sue foto, rileggere i suoi messaggi. E' cosi frustrante e doloroso vedere donne che tengono sotto braccio la loro madre anziana.. Perchè io non potrò mai vivere una situazione del genere. Ho sempre pensato che la cosa più difficile era abituarsi ai cambiamenti invece che accettarli.... ecco invece ora penso che sia molto più semplice abituarsi piuttosto che accettarli. Mi sono abituata al fatto che le cose erano cambiate ormai da Agosto.. Fin da Agosto ho imparato a provvedere a me stessa; ma ormai a distanza di ormai un anno e 3 mesi, non riesco ancora ad accettare questa realtà. Questa realtà è qualcosa che vorrei non mi appartenesse, vorrei avere la vita dei miei amici, vorrei che ci fosse qualcuno che mi chiedesse come sto, che vivesse per me. Con i miei fratelli il legame si è creato dopo la morte di mia madre perchè lei era il punto di sfogo per tutti, il centro di questa famiglia. Morendo il centro è morto tutto di conseguenza. Non c'era più quel filo conduttore che ci legava invisibilmente gli uni agli altri. Ora con i miei fratelli ho stretto rapporto, ci sfoghiamo a vicenda ma tante volte quando sento piangere qualcuno sotto le sue coperte non riesco a dire niente se non fare una carezza e piangere di conseguenza.. Uno dei miei fratelli è andato a vivere in Olanda, tra poco mia sorella si sistemerà ed andrà a vivere con il ragazzo.. Resteremo io e l'altro mio fratello... Ma a volte il vuoto di questa casa è così assordante che non riesco a starci. Ogni cosa è un ricordo. Vorrei poter parlare di arte con lei. Io studio beni culturali e mia madre amava l'arte (ha fatto il liceo artistico e ha studiato all'università arte) e tante volte parlavamo insieme di questo. Ho iniziato l'università lo scorso anno con la notizia della malattia di mamma e non ho mai avuto l'opportunità di poter parlare con lei. Avrebbe potuto dirmi tante cose che sapeva, avremmo potuto discuterne insieme e invece posso solo studiare nel silenzio e pensare a quanto sarebbe stato bello andare a vedere le mostre e i musei insieme. Sapete, io non credo nella vita dopo la morte. La mia unica speranza che posso avere, ora come ora, è quella di poter incontrarla di nuovo quando morirò, ma a volte io sento come se ci fosse. Diversi anni fa mi diede un braccialetto che usava da quando aveva 18 anni. Un bellissimo bracciale di ottone che ho sempre messo solo per le "occasioni speciali". Da quando si è ammalata l'ho messo solo durante gli esami e beh.... Ogni volta che aspettavo il mio turno e, appena il professore chiamava il mio nome, guardavo e toccavo il braccialetto ed è come se sentissi che lei mi dicesse "tranquilla chicchetta, mi raccomando stai tranquilla che andrà tutto bene". E queste erano le parole che lei mi diceva sempre prima di ogni compito in classe o prima di ogni gara... E forse sarà solo una casualità ma ho sempre preso il massimo dei voti all'università. E' come se in quel momento la sentissi e l'avessi vicino a me. Durante l'ultimo esame che ho fatto, quando ho saputo di aver preso 30 e lode mi sono riseduta e ho iniziato a piangere perchè ho pensato a quanto sarebbe stata soddisfatta se avesse potuto vedermi, ho pensato a quanto l'avrei resa felice. Perchè non mi dimenticherò mai il bacio e l'abbraccio che mi diede quel giorno di Luglio quando le dissi: "mamma ho scelto di iscrivermi a beni culturali". Perchè era veramente contenta che io avessi fatto una scelta di cuore... Mentre invece, per farvi vedere la differenza, mi padre mi disse: "un altro figlio a carico non lo voglio, fai un corso di grafica design, trovi lavoro subito".
Come per tutti voi, anche per me è stato difficile trovare la spinta dentro di se per continuare a vivere. Molti non ce la fanno, io nonostante tutto sto continuando a vivere. Forse perchè non posso dimenticare la grande lezione di vita che mi ha insegnato durante i suoi ultimi giorni. Il suo risvegliarsi, la sua forza, il suo non arrendersi, la sua combattività nonostante la consapevolezza della fine. Tutto ha avuto una fine dolce ma quello che è rimasto è tanto dolore. Perchè sapete ormai è quasi normale che un genitore muoia (o per cancro o per altri motivi), ma dipende sempre quale è che muore e soprattutto in quale tipo di famiglia.. Perchè è successo in tante altre famiglie, ma la madre, morendo, non ha lasciato quello che, in una famiglia già distrutta, avrebbe lasciato.
Vi abbraccio con tutto il mio cuore e vi auguro buonanotte cari amici.
Grazie, sempre.
Francesca.

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carla.carboni
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Re: Lettera

Messaggio da carla.carboni » gio 30 ott 2014, 7:41

Francesca,
ogni volta che leggo le tue parole ho un brivido.
Nell'amore che hai per tua madre e nel modo di parlare, assomigli in modo spaventoso a mia figlia, che peraltro si chiama Francesca, ha 19 anni ed è alla facoltà di Beni culturali all'Università qui a Roma
Quello che hai scritto qui sopra è il segnale di quanto di meraviglioso tua madre ti abbia lasciato.
Sei la figlia che ogni madre vorrebbe avere.
Grande Fra!
p.s.: Ti ho mandato un messaggio privato.
Ultima modifica di carla.carboni il mer 5 nov 2014, 7:13, modificato 1 volta in totale.
Carla

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Re: Lettera

Messaggio da Kora » gio 30 ott 2014, 9:20

Ogni dolore è importante, non ci sono dolori di serie A e di serie B legati al grado di parentela, però penso che dopo la morte di un figlio, la perdita della madre ( e parliamo di un rapporto come quello che tu avevi con tua madre, come quello che io ho con la mia) sia dura da gestire.

Sapete, mio zio, aveva perso la madre in maniera tragica e improvvisa cinque anni fa, e più volte aveva espresso il rammarico di non averla potuta neanche salutare e di quanto le mancasse nonostante lui fosse già un uomo autonomo e indipendente. In tanti crediamo che la sua voglia di raggiungerla fosse così tanta ed è la stata la prima cosa che abbiamo pensato quando è morto: finalmente era tra le sue braccia.

Romana, anche se ho capito che ti chiami Francesca, di dove sei ( se ti va di dirmelo, anche in pvt)? Magari siamo della stessa città!

Erika76
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Re: Lettera

Messaggio da Erika76 » gio 30 ott 2014, 14:26

Impossibile stilare una classifica a priori. Dipende da tantissime cose. Io ho perso mio marito e con lui condividevo tutto da quando avevo 23 anni. Siamo stati insieme 14 anni e c'eravamo sposati nel 2009. Lollo era il suo gioiello, il suo orgoglio, il riscatto. Aveva già sofferto di privazioni fin da piccolo e aveva sempre dovuto lottare nella vita. Non ha mai avuto nulla subito e mai niente è stato semplice e questo l'aveva reso coriaceo, determinato e coraggioso. Quello che mi ha fatto male è proprio questo. Lui che già nella sua vita aveva così sofferto perché doveva sopportare anche questo? Perché non poteva vedere il suo bambolotto crescere. Tra Dani e Lollo c'era un rapporto bellissimo, erano soci! Lollo è cresciuto tanto, sa cos'è il cancro e sa che di cancro si muore e l'ha imparato a 5 anni. Fa malissimo, a volte così tanto da non poterlo tollerare, ma ogni coraggio merita di essere onorato e non esiste altro modo se non vivere in quell'impronta e... è vero che abbiamo avuto la sfortuna di perdere persone meravigliose, ma abbiamo prima avuto la fortuna di averle.

chiarotta
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Re: Lettera

Messaggio da chiarotta » gio 30 ott 2014, 15:04

Esatto!!! Anche io penso questo. Abbiamo avuto una gran fortuna..fino ad un certo punto..e non credo che nulla sarà mai più come prima,e certo non noi. La vita va avanti ma in modo differente.

 


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