La mancanza "improvvisa" di una Madre. Chiedo consigli.

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Silla Claudia
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La mancanza "improvvisa" di una Madre. Chiedo consigli.

Messaggio da Silla Claudia » gio 11 lug 2019, 17:35

Sono una ragazza di 27 anni appena compiuti, che ha saputo qualche giorno prima del proprio compleanno la malattia ormai troppo avanzata della madre di 54 anni.
Circa 3 anni fa, mia madre scoprì di avere un tumore alla cervice dell'utero, che venne curato con tempestività... mentirei nel dire che fu quasi un anno davvero difficile e duro.
Non sono mai andata d'accordo con il suo compagno, ma non perché fosse cattivo ma bensì per incongruenza totale nel nostro carattere.
Quindi mentre lui era fuori a lavorare dalla mattina alla sera, anche quando poteva stare qualche ora in più' a casa... ci son sempre stata io.
Non che mi dispiacesse restare in casa con mia madre, ma la casa era una casa a due piani, dove io oltre a badare a lei, alla casa, ai suoi 4 adorabili gatti col quale sono cresciuta … non ho mai avuto tempo per me.
Mi alzavo prestissimo e andavo a dormire tardissimo, guardandola e accompagnandola nelle 8 ore di chemioterapia, in quelle di radioterapia e in quelle di brachioterapia dove ne ritornava indietro distrutta.
Ma nonostante tutto ne era uscita, e io vedendo lei stare meglio avevo ricominciato a vivere.
Gli dissero che era necessario fare altra chemioterapia per dei linfonodi infiammati, ma lei la rifiutò dicendo che la chemioterapia l'aveva rovinata, e che non ne avrebbe fatta altra.
Durò poco più' di 3 anni dove aveva addirittura anche più' forza di me, e poi avvenne il declino.
Tra discussioni varie io andai a vivere col mio compagno dopo una relazione ben consolidata, e dopo 5 mesi la sua mano destra iniziò ad essere sempre più' debole, fino ad arrivare al punto di esser completamente morta.
E tutto questo in 10 giorni, dove venne data la colpa a me per non essere scesa da lei per questi 10 giorni, perché avevo l'influenza.
Per quanto possa essere infantile, sapere che la persona che doveva avere al fianco ha minimizzato la situazione scaricando poi questo peso su di me mi uccide dentro.
Probabilmente anche se l'avesse portata al pronto soccorso 10 giorni prima non sarebbe cambiato molto dall'esito finale, ma sarebbe andata diversamente.
Ebbe delle crisi epilettiche e fu portata al pronto soccorso, dopo due settimane di calvario dove lei era delirante per causa dei farmaci e il compagno letteralmente scappava con le scuse del lavoro piuttosto che altro, mi dissero in faccia senza neanche un minimo di riguardo per i sentimenti altrui che mia madre aveva più' o meno 10 giorni di vita, che dovevamo portarcela a casa e farla morire lì.
Per buon senso di qualche medico fu trasferita in un reparto adeguato, dove l'unica cura “palliativa” che gli permisero di fare era la radioterapia, perché la diagnosi era che il cancro all'utero si era espanso, dando metastasi al cervello, ai polmoni, alla milza.
Rimase due settimane in ospedale,dove io stavo 10 ore con lei il pomeriggio, e dopo delle mie opinioni espresse e delle accuse non molto carine rivoltemi dal compagno, la fecero tornare a casa che camminava a fatica ma era lucida, e la mano stava recuperando la sua naturale mobilità.
Benché io non fossi d'accordo col portare a casa mia madre, e non per cattiveria ma perché avendo fatto volontariato con malati terminali so alcune situazioni come possono peggiorare inevitabilmente, fu portata a casa.
E ci fu l'ultimo declino.
Come avevo previsto, le procedure non erano state attivate prima ma fu fatto tutto sul momento, avendo così carrozzine non adeguate per una persona che non riusciva neanche ad alzarsi da sola.
Per non parlare del resto.
Ma io essendo ovviamente la più' piccola, anche se era ed è mia madre non avevo probabilmente il diritto di esprimere o comunque non ero presa abbastanza in considerazione.
Nonostante io ho più' esperienza con malati di quanta ne abbia il suo compagno di 50 anni.
Fatto sta, che dopo una settimana fui costretta a tornare a casa mia per una febbre a 38 che ormai avevo da settimane, ed essendo che ho problemi fisici non indifferenti non potevo permettermi di finire io in ospedale e di attaccare qualcosa a lei.
Inizialmente,appena me ne andai gli venne la febbre.
Subito dopo,le gambe iniziarono a diventare viola.
Io non riuscivo ad alzarmi da quanto stavo male, e potevo solo ascoltare e chiedere informazioni su come stava tramite mia cognata che le faceva momentaneamente da badante (lei 22 anni, ovviamente il compagno chiese a lei piuttosto che a qualcuno di più' qualificato. Non che io non sia grata a mia cognata, che è una persona splendida con un grande cervello e adatta a certe situazioni, ha riportato il sorriso a mia madre anche in situazioni dove io minimamente non ci riuscivo.)
Mi sentì dire che “si aspettava Lunedì per chiamare una struttura adeguata”.
Lei è morta Lunedì.
La penultima volta che la vidi, era in un letto, le gambe viola, la mente lucidissima ma non riusciva più' ad esprimere una parola.
Ma lei era lucida.
E probabilmente spaventata.
Prima che me ne accorsi la portarono in ospedale d'urgenza, e ovviamente vennero da me, perché il compagno era a casa a raccogliere documenti per l'ospedale, a dirmi che era davvero messa male.
Ormai, in 5 giorni, le metastasi avevano aggredito praticamente tutto il suo corpo.
L'ultima volta che la vidi era in un lettino d'ospedale, quasi nuda a colpa della febbre, completamente cosciente ma anche completamente spaventata.
L'unica soluzione è stata sedarla.
E io non ho avuto le palle, scusate il termine, di guardarla addormentarsi.
Certo, le ho parlato, come sempre io sorridente davanti a lei “ mamma, ora vediamo cosa fare, tu non ti agitare anche se la situazione non è facile e cerca di respirare bene”.
Mi dovettero dare delle gocce, per farmi sentire meno male.
Me ne andai dall'ospedale alle 15.30, lei morì alle 20.
Mi sono sentita dare dello sciacallo dal compagno di mia madre perché per evitare di stare ferma volevo mettere apposto il suo laboratorio, mia madre è sempre stata una persona attiva e gli è sempre piaciuto costruire.
Mi sono sentita dire “ eh io gli regalo roba e lei la da in giro”, riferito ad un profumo di Chanel che lei mi aveva detto di prendere quando stava ancora leggermente bene.
Ora che lei è morta, io non so come muovermi, che cosa fare.
Si, ho un compagno, ho un migliore amico e una cognata che han messo loro stessi da parte per stare con me in questi momenti.
Ma io so che dovrò combattere quasi per gli averi di mia madre, che essendo nulla tenente sono semplicemente monili e mobili che si trapassano da famiglia a famiglia.
Ma, obbiettivamente, io non ho nessun'altro.
Non ho un padre, non ho zii, non ho cugini.. ci sono solo io.
Questa cosa mi crea un vuoto che non riesco a spiegarmi, mi crea una tristezza e una confusione che sul serio, non so cosa fare.
Come comportarmi.
Cosa dire al compagno di mia madre, come spiegargli che io come punto fisso avevo mia madre, anche se non siamo mai andati d'accordo, come spiegargli che se mai avrò dei figli questi non avranno nonni (anche la famiglia del mio compagno è un po' disastrata).
Mi dispiace per il lungo racconto, ma non so davvero cosa dovrei fare.
Che siano consigli, giudizi o altro, vi ringrazio in anticipo.
Grazie per la sopportazione.

Faby76
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Re: La mancanza "improvvisa" di una Madre. Chiedo consigli.

Messaggio da Faby76 » ven 12 lug 2019, 19:08

Ciao Claudia, non badare minimamente al comportamento del compagno di tua madre e alle sue parole. Da quello che hai raccontato si capisce che non ha minima affezione e rispetto nei tuoi riguardi. Quando vai a casa di mamma cerca di.prendere più ricordi possibili come foto, foulard e tutto ciò che ti farà sentire vicino la mamma. Passa oltre le battutine acide di lui e vai avanti per la tua strada. Stai sicura che mamma e con te. Un fortissimo abbraccio
Papà ti voglio bene, sei la mia vita. Ti penso ogni momento della giornata. PROTEGGIMI

paolo.1963
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Re: La mancanza "improvvisa" di una Madre. Chiedo consigli.

Messaggio da paolo.1963 » ven 12 lug 2019, 20:24

Ciao Claudia , anche io la penso come faby , ora è normale sentirsi persi , svuotati ....un abbraccio .
Per Paola , una moglie, un amica , una madre , una sorella .......... un amore .

Valentina&Sofia
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Re: La mancanza "improvvisa" di una Madre. Chiedo consigli.

Messaggio da Valentina&Sofia » sab 20 lug 2019, 23:45

Un racconto veramente triste...negli ultimi istanti di vita di tua madre, ho rivissuto quelli della mia. Mi si spezza il cuore! Al compagno di tua madre non pensare, non merita neanche quello. Io di mia mamma non ho volutamente preso nulla ma semplicemente perché c’è mio papà e credo sia giusto tenga tutto lui. Il senso di vuoto, di solitudine, di perdita delle proprie radici, lo provo anch’io nonostante grazie a dio c’è ancora mio padre. È una sensazione strana, ma la sua assenza è talmente devastante...ti abbraccio

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